domenica, Aprile 18

La terza missione dell’università contro il Covid-19 La responsabilità sociale delle università si concretizza anche contro la pandemia, con volontariato e think tank ospedaliero

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Tutte le università, oltre alla formazione ed alla ricerca, hanno attivato, strategicamente e operativamente, un’altra missione: «svolgere un’attività di servizio per la comunità civile e imprenditoriale e per i territori (locali, nazionali e internazionali) intesa come: 1- trasferimento tecnologico e delle conoscenze (target: settori di imprese, altri atenei, fondazioni ed enti di ricerca non universitari e così via), 2- diffusione e condivisione della cultura (valorizzazione del giacimento culturale dell’università, abbattere le barriere culturali, produrre beni culturali tipici della propria organizzazione didattica e formativa); 3- essere complementari al cambiamento della società e alle potenzialità del territorio in cui insiste l’attività dell’università».   

Si chiama Terza Missione. E’ il presidio della Csr (Corporate Social Responsibility) e della mission di sostenibilità dell’università. Ora il COVID-19 è un banco di prova.   

In Italia abbiamo ottime università riconosciute a livello nazionale ed internazionale, esistono consulte dei rettori in ogni regione; in questi giorni, a Milano, la ricerca universitaria si è presentata ed ha informato la popolazione con l’iniziativa ‘Meet to night’ (una kermesse della ricerca). Penso che in questa contingente ‘emergenza continua’, le università potrebbero combattere il COVID-19 giocando un ruolo sussidiario ed operativo, offrendo ‘think tank’ di neolaureati o dottorandi di ricerca top per gli ospedali.   

Perché questa proposta? Sento e leggo dichiarazioni di scienziati medici, sociologi, economisti e altri che lamentano le difficoltà a raccogliere i dati, analizzarli e sviluppare  proposte di intervento contro la pandemia. L’analisi di flussi dei dati è punto critico per prendere decisioni con almeno un proxi scientifico. Il prof .Massimo Galli dice “prima i dati e poi le date….”;il prof Mantovani dell’Humanitas di Milano sottolinea spesso il valore del dato e la sua interpretazione e così via tanti altri. Chi,a fronte di una infografica dei vari cluster di cittadini positivi al Covid-19 incrociati con altri dati raccolti, ha, in tempo reale, la capacità di decidere quali azioni intraprendere sul territorio dell’ospedale? Quale previsione e quale attendibilità? Forse i medici che sono impegnati costantemente in corsia?

In sintesi si tratta di creare un think tank per ogni ospedale (o per alcuni), composto da neolaureati top o dottorandi in medicina, sociologia, economia, statistica e coordinato da un medico dell’ospedale per intervenire in modo ‘calligrafico’ sul bacino di riferimento. Tutti volontari.   

Questo think tank gestisce i dati statisticamente, ricerca letteratura scientifica delle banche date nazionali ed internazionali (tutti i componenti parlano inglese e traducono gli articoli più significativi), esaminano la letteratura grigia sul COVID-19, fanno benchmark delle esperienze nazionali ed internazionali, si rapportano al territorio ed alla comunità. Il confronto è interdisciplinare.   

Il COVID-19 circola e colpisce in modo non uniforme: se uno vuole ‘googlerare’ per curiosità, trova la mappa dell’andamento del contagio nei comuni dell’area martesana di Milano e vedrà le differenze fra i vari comuni. Ogni comune avrebbe bisogno di interventi ad hoc in logica pandemica e sindemica..Lo stesso per la diversità di contagio ed altri dati nelle 9 zone di Milano, per esempio. In questo modo si potrebbero avere interventi decisamente più efficaci.

La TERZA MISSIONE e la responsabilità sociale delle università si concretizza anche così. Volontariato universitario e think tank ospedaliero.   

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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