lunedì, Novembre 29

La tassazione dei giochi può favorire il nero field_506ffb1d3dbe2

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Stress of a businessman

Negli ultimi tempi si è parlato molto della multa che i gestori delle sale da gioco non hanno voluto pagare, nonostante lo sconto che il governo aveva loro proposto. Si era passati da 2,2mld di euro ai 670mln che chiedeva il governo. La multa riguardava il mancato collegamento al cervellone centrale di alcune sale e questo ha fatto scattare la sanzione che tuttora non è stata pagata. Un report presentato dall’Istituto Bruno Leoni nei giorni scorsi, dal titolo “La tassazione del settore dei giochi”, curato da Andrea Giuricin cerca di porci davanti anche all’altra faccia della medaglia, ovvero l’aumento continuo della tassazione sul gioco e l’utilizzo di queste imposte non per fini connessi al settore. 

Come ci dice lo stesso Giuricin “le tasse che provengono dal settore del gioco dovrebbero essere utilizzate in primo luogo per finanziare la cura delle ludopatie ad esso connesse, invece spesso non è così”. Un ulteriore luogo comune ridimensionato da questo report riguarda la riduzione della quota illegale nel settore dei giochi emerso dal 2003 al 2013, quota che è passata dal 57% all’8%. Lo Stato stesso è il principale stakeholder del settore, in quanto dal 2006 al 2012 ha visto aumentare la quota annuale proveniente dalle imposte sul gioco da 6,5 mld a 8,5 mld (il 4,5% all’anno). Dall’altra parte però ci sono i gestori delle sale che ogni anno si vedono aumentare le tasse e modificare le percentuali di imposta sui diversi giochi, in quanto ogni tipo di gioco ha una tassazione diversa (Vedi le tabelle allegate).

Abbiamo cercato di approfondire il tema con Alberto Giuricin, fellow dell’Istituto Bruno Leoni.

Che tipo di tassazione c’è sul gioco e che utilizzo ne fa lo Stato?

Si tratta di un settore vasto che ha al suo interno diversi generi di gioco. A monte c’è la tassazione per diventare concessionari, quindi una sorta di licenza, poi c’è la tassazione vera e propria sul gioco e la vincita dell’utente. Ad esempio il Superenalotto è abbastanza tassato con un’aliquota del 53,62% sulle vincite. Infatti sul Superenalotto il Pay-out, ovvero quanto hanno realmente indietro i giocatori sulla vincita, è molto basso rispetto al poker e alle slot machine che hanno una percentuale simile, rispettivamente il 27% e il 29%. Sul poker e le video lotteries in genere c’è una tassazione più bassa anche perché sono entrate nel sistema da meno tempo e prima venivano gestite dalla malavita organizzata, mentre adesso sono emerse dal nero che si è ridotto all’8% a livello nazionale. Negli ultimi tempi il continuo aumento della tassazione è stata vista dallo Stato come metodo per fare cassa per tentare di coprire ad esempio la cancellazione dell’Imu, invece che utilizzarla per sostenere le cure legate alle ludopatie che vengono riconosciute come patologie dal Sistema Sanitario Nazionale.

Qual è il pericolo di una tassazione eccessiva?

Esistono due tipi di pericolo: uno strettamente legato al settore e quindi anche alle entrate dello Stato ed uno molto più legato al nero e alla questione sociale. Nel primo caso prendendo come case study il settore del tabacco abbiamo visto come il continuo aumento del prezzo e della tassazione sulla merce ha portato a delle flessioni della domanda e di conseguenza una diminuzione delle entrate dello Stato legate a quel settore. Si è passati da 4,4mld del 2012 a 4,1mld nel 2013. Strettamente connesso a questo calo vi è l’aumento del contrabbando che è passato dal 3% del mercato al 10% nel giro di due anni (2011-2013). Con questo parallelo con il settore dei tabacchi vediamo come il problema al quale si andrebbe incontro sarebbe dannoso per lo Stato e per il sistema stesso. Continuando a tassare senza una linea fissa e magari uguale per tutti si rischia di uccidere un settore che crea gettito fiscale per lo Stato e si rischia di aumentare il nero perché non è che la gente smette di giocare da un giorno all’altro ma cerca degli altri modi per farlo. E il nero ha anche delle maggiori implicazioni sociali che possiamo intuire, come ad esempio l’usura.

Quindi quale potrebbe essere un sistema equilibrato per tutte le parti coinvolte (Stato-concessionari-giocatori)?

L’idea è quella innanzi tutto di utilizzare la tassazione, sempre maggiore, proveniente da questo settore per finanziare le cure delle ludopatie. Inoltre quello che rimane potrebbe essere utilizzato per fornire maggiori fondi ad arte e cultura visto che è un settore nel quale si è tagliato molto in questi anni (Lottomatica ad esempio sponsorizza mostre d’arte e ristrutturazioni di edifici storici con le tasse che paga ndr). Questo per quel che riguarda i giocatori e i cittadini. Per i concessionari si potrebbero creare delle agevolazioni a chi decide di destinare i proventi delle tasse in qualche progetto di rilevanza socio-culturale, in modo anche da creare il buon esempio. Per lo Stato quello che non deve fare è quello che sta continuando a fare, ovvero tassare il più possibile e continuare ad aumentare la quota delle imposte in maniera arbitraria. Un altro esempio che possiamo fare è quello sulle imbarcazioni nel quale lo Stato per aumentare le tasse ha messo in difficoltà un settore e ha incassato 23 mln di euro sui 155 previsti. Lo Stato ha il Monopolio del gioco e per questo deve saperlo indirizzare bene e farlo nella giusta via, senza distruggere il settore e senza causare dei danni sociali eccessivi.

Come è andato il settore negli ultimi anni e quale futuro si profila?

Dopo il boom iniziale che come dicevamo ha fatto emergere il nero, negli ultimi anni c’è stato un calo, specialmente nel 2013. Questo si è riflesso anche nelle entrate delle casse dello Stato in questo settore che ha portato ad un calo del 4,3% nel 2013, rispetto al +9% del 2012. Dal 2008 al 2010 c’è stato un aumento stabile che è coinciso anche con l’aumento delle aliquote, soprattutto con il boom del 2011. Da allora le sale hanno cominciato a calare mentre le tasse continuavano ad aumentare. Negli anni in cui i concessionari andavano bene in un certo senso restituivano i loro profitti in termini di Pay out per i loro giocatori, aumentando le vincite, cosa che negli ultimi tempi non è accaduta. Il futuro è abbastanza incerto e dipende tutto dallo Stato che fa da Monopolio. Se si continuerà a tassare in maniera indiscriminata e poco selettiva il settore ne risentirà parecchio e con esso anche la riemersione del nero sarà molto importante, portando con sé tutti i problemi che sono connessi.    

C’è una seconda parte del report che punta ad analizzare le differenti gestioni dei vari paesi europei. Questa parte curata da Lucio Scudiero evidenzia come l’Italia e la Gran Bretagna siano i paesi nei quali il settore è maggiormente sviluppato. Il sistema italiano viene studiato da molti Paesi come modello, soprattutto per quel che riguarda la gestione, più che la tassazione.

 

Nel tuo studio si fa riferimento al modello della Gran Bretagna. Quali sono le principali differenze tra il nostro sistema ed il loro?

Insieme al Regno Unito, l’Italia è il Paese che ha il mercato dei giochi complessivamente più sviluppato. Per una volta, siamo benchmark in Europa, grazie a un mix oculato di regolazione tramite liberalizzazione e politica fiscale, che hanno posto le basi del modello definito “concessorio”, cioè pesantemente regolato dallo Stato, ma affidato a concessionari privati, sui quali è stato trasferito l’onere organizzativo e il rischio economico della filiera. Il Regno Unito offre alcuni spunti particolarmente interessanti rispetto al tema degli interventi di natura sociale, culturale e civile finanziati dai proventi del gioco.  Ad esempio, su ogni pound giocato nella National Lottery, 28 centesimi confluiscono in un fondo che finanzia good causes. Si tratta, tra gli altri, interventi in favore di arte, sport, e sanità. Ma non è lo Stato a decidere a chi devolvere i fondi, bensì delle associazioni previste dalla legge (distribu­ting bodies),sulla base di progetti presentati da comuni cittadini. Se il progetto è approvato, riceve un grant, in genere somme sotto le 10.000 sterline. Nel 2012 sono stati distribuiti 1,8 miliardi di euro in grants. Accanto a questo schema, poi, l’industria del gioco online ha volontariamente istituito un fondo per il recupero delle ludopatie che nel 2012 ammontava a 6 milioni di euro.Quel che manca all’Italia rispetto al Regno Unito è la capacità di distribuire valore a partire dai giochi in un modo che sia tra­sparente e pre-programmato. Anche da noi il comparto finanzia iniziative simili a quelle inglesi, ma lo fa in maniera scomposta, su base non strutturale e con meno risorse, sempre meno perché si è costretti a utilizzarle per coprire il fabbisogno statale.

Come ha gestito il settore lo Stato italiano in questi ultimi anni?

Negli ultimi tempi, complice la crisi fiscale, sono venute emergendo due tendenze di policy rispetto al settore. La prima, comprensibile e condivisibile, mira a introdurre dei correttivi alle devianze generate dal gioco, la cui rilevanza statistica non è tuttavia impressionante. La seconda tendenza, invece, vede in ogni dispositivo di gioco un bancomat per lo Stato. Ora, quello dei giochi è un mercato molto “liquido”, nel senso che regole e tasse sbagliate fanno immediatamente rifluire parte della domanda di gioco nel mercato illegale.

In cosa potrebbe e dovrebbe migliorare il modello italiano per offrire un modello sostenibile per tutti gli attori (Stato-Giocatori-Concessionari)?

Il quadro regolamentare italiano andrebbe consolidato e semplificato, se del caso con un Codice dei Giochi Pubblici, e il gettito erariale già prodotto andrebbe vincolato in misura maggiore al perseguimento di scopi “extrafiscali”, lasciando che a indirizzare il flusso di risorse siano le buone idee dei privati invece delle preferenze oscillanti di politici e burocrati. Sul piano del contrasto alle ludopatie, il governo potrebbe intavolare con gli stakeholders del settore una discussione per l’istituzione di veicoli finanziari o meccanismi di defiscalizzazione volti a finanziare iniziative di ricerca, educazione e trattamento delle ludopatie, come in Regno Unito.

 

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