martedì, Novembre 30

La Svizzera prepara il telefilm anti-immigrazione

0

Prevenire è meglio che curare’, dice il saggio. Al Ministero dell’Interno della Confederazione Elvetica il vecchio proverbio sembra esser diventato un vero e proprio mantra, da portare alle estreme conseguenze.

Il Governo svizzero sta infatti lavorando a una serie TV indirizzata al pubblico nigeriano e finalizzata a scoraggiare l’immigrazione illegale da questo Paese. La serie, prodotta da entrambi i Paesi, sarà composta da 13 episodi e avrà un costo complessivo di 450.000 dollari. L’idea di una campagna di informazione sulle conseguenze della clandestinità è parte degli accordi bilaterali tra Nigeria e Svizzera in materia di immigrazione, ed è in programma dal 2013.

Luka Rieder, Portavoce del SEM (Staatssekretariat für Migration, il Ministero dell’Immigrazione svizzero) ha dichiarato:«abbiamo osservato che è la disinformazione a portare all’immigrazione illegale. I trafficanti di esseri umani raccontano di come la Svizzera sia un paradiso, l’El Dorado. Ma non è così. Vogliamo dare informazioni oggettive sui pericoli del viaggio e della vita senza permesso di soggiorno in Svizzera, per esempio».

Il film, dal titolo ‘I passi mancanti’, racconterà le disavventure di un giovane laureato nigeriano che deciderà di imbarcarsi per la Svizzera alla ricerca di un futuro migliore. Indebitato e costretto al rimpatrio, però, si troverà infine nuovamente in Nigeria, povero e senza nessuno. Il regista Charles Okafor – personalità famosa a ‘Nollywood’ – si dice fiducioso:«a livello mondiale la televisione è un mezzo molto importante, perchè ha la capacità di raggiungere un vasto pubblico, un numero critico… persino centinaia di migliaia di spettatori».

L’obiettivo è quello di rivolgere lo stesso messaggio ai potenziali migranti delle diverse nazioni africanepensateci due volte prima di imbarcarvi illegalmente per la Svizzera». La Nigeria infatti non è stata il primo ‘bersaglio’. Nel 2007 Berna aveva prodotto un breve ‘spot’ da due minuti indirizzato alla popolazione del Cameroon: non credete ai trafficanti, ‘leaving is not always living’, partire non sempre significa vivere. Il video mostra un giovane africano che costretto a mendicare e fuggire dalla polizia, telefona sotto la piogga il padre mentendogli e rassicurandolo.

«L’intento della campagna è buono, ma la popolazione del Cameroon vede già in TV come si vive in Europa. Non penso che lo spot offra molto di più» commentò Jurg Krummenacher, il direttore della Caritas svizzera.

Anche la Danimarca aveva fatto discutere per un’iniziativa simile. Il Governo danese, nel 2015, aveva deciso di rendere noti – in arabo – i tagli al welfare riservato ai migranti, pubblicizzandoli su giornali stranieri. 

«La Svizzera dovrebbe lavorare per migliorare la situazione dei diritti umani e delle risorse in Nigeria. Sono aspetti fondamentali, se vogliamo che la popolazioni abbia l’opportunità di stare nella propria Nazion ha dichiarato Denis Graf, per Amnesty International, riguardo alla nuova serie TV made in Switzerland. Nel 2016 solo il 4.1% delle 27.207 richieste di asilo proveniva dalla Nigeria. Dei 1.261 casi esaminati dalle autorità elvetiche solo 3 sono stati accolti.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->