sabato, Maggio 15

La strana storia di Calderoli macumbato Uccide il serpente in cucina, accusando il padre della Kyenge di averglielo mandato con un rito voodoo

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calderoli 

Mentre nei giorni scorsi analizzavo i mali del Sud, i portabandiera dell’orgoglio nordista facevano del proprio meglio per confermare la teoria che Nord e Sud non c’entrano niente e le spataffiate’ sono un must senza diversificazioni territoriali.

Chi ha la pazienza di esplorare l’archivio de’ ‘L’Indro‘, scoprirà che io, agli esponenti della Lega, non gliel’ho mai mandate a dire, anche perché si sono resi protagonisti di così tante e tali bêtises, da chiamarsi la presa in giro come una calamita.

Anche lui, Roberto Calderoli, laureato in medicina a nostra insaputa (chi aveva come esaminatori, i Brutos?) ha avuto da me le sue brave porzioni di ironia intrisa di sarcasmo, esasperata dal fatto che dalla sua mente bacata è stato partorito quel delirante sistema elettorale che ci ha riempito di deputati nominati e non eletti e che lui stesso, volendo fare lo spiritoso, ha denominato ‘Porcellum’.

Magari fosse stato un ‘Porcellum’: lo sapete, no, che del porco non si butta via nulla, mentre quel sistema la stessa Corte Costituzionale ha sentenziato che è legna da ardere.

Questa sua inadeguatezza sarebbe il cavallo di Troia per farci digerire altre nefandezze di sistemi elettorali, nati sempre per tutelare posizioni privilegiate e personaggi impresentabili.

Come Calderoli, appunto, contrabbandatoci come degno del laticlavio dal suo patronus Umberto Bossi, ora in disarmo (per motivi politici) e impegnato a baccagliare con Matteo (sic!) Salvini, il Segretario della Lega attualmente in carica, per questioni di vil dané.

S’era mai visto che un Movimento o Partito politico assicurasse un vitalizio (oltre a quello di parlamentare) ad un suo esponente, sia pure fondatore? E invece in casa leghista ciò sarebbe realtà e pare che, precedentemente a Salvini, in tasca a Bossi andassero 900mila euro l’anno.

Oltre a ciò, l’avvocato bossiano Matteo (ari sic!) Brigandi  -Gesù, che outing!-  vantava parcelle per un ammontare di sei milioni di euro (l’avesse fatto avvocato, il Trota, altro che Consigliere regionale!). Insomma, la ‘partita’ Bossi era una specie di mutuo usuraio per gli epigoni del Movimento.

Salvini smentisce che nello scorso febbraio ci sia stata, come riporta ‘La Repubblica‘, una scrittura privata in cui si arriva a un patteggiamento attraverso il quale l’avvocato rinunciava alle parcelle (troppa mitezza: voleva dire che erano fatte di fuffa?) e al Padre Fondatore sarebbe toccato un più mite vitalizio di 400mila euro annui. Il tutto era un accordo privato, dunque, Cottarelli Mano di Forbice non poteva metterci becco.

Inoltre, dicono  -sempre smentiti in maniera tranchant da Salvini-  che facesse parte dell’accordo anche il codicillo che l’attuale Lega non si sarebbe costituita parte civile nei processi contro Bossi & Figli (pare, come lo è, una Ditta).

La situazione economica del Movimento sarebbe però precipitata, perché tutto quello che c’era in cassa sarebbe stato assorbito nella campagna elettorale di maggio e, dunque, il credito vantato da Bossi sarebbe andato insoluto. E mica ci poteva mandare Equitalia, in casa Lega, il creditore-fondatore!

Anche qui Salvini ha sbraitato, con quei suoi modini impudenti, secondo le regole del benaltrismo, che loro erano in tutt’altre faccende affaccendati per perdere tempo in simili minuzie, ad esempio, la crociata contro ‘Mare Nostrum’ e gli sbarchi degli immigrati.

Ma torniamo all’altro cavallo di razza leghista Calderoli. Per dimostrarvi come io non ce l’abbia con lui, vi racconterò una minuzia sull’unico contatto che ho avuto con l’ex ministro brucia-leggi: ci siamo trovati l’una di fronte all’altro all’entrata del ‘passi’ di Palazzo Chigi e lui si è scostato per lasciarmi passare.

Poiché questo tipo di comportamento maschile è più rarefatto di un gas nobile nell’aria, il gesto me lo ricordo ancora a distanza di anni.

Ciò non mi esime, però, dallo stigmatizzare le ‘Calderolate con cui fa cabaret. L’ultima, in ordine di tempo – non affaticherò la mia memoria alla ricerca delle precedenti – è la sua ‘impresa che lo avvicina al mito di Ercole.

Per chi avesse dimenticato i racconti mitologici  -o non li conosca affatto, da Calderoli in poi- si narra che Ercole bambino in culla soffocò i due serpenti che Era aveva mandato per ucciderlo; il serpente è una costante delle azioni da ante-Rambo di Ercole, perché ricorre anche nello scontro fra il semidio e Acheloo per la mano di Deianira. Nel duello, Acheloo tenta di sorprendere Ercole trasformandosi in serpente, ma quest’ultimo lo irride e tenterebbe di soffocarlo, se non che il rivale si trasforma in toro. Ha la peggio, ma almeno non soccombe nelle vesti di serpente…

Il Biacco di due metri che Calderoli racconta di aver affrontato nella cucina della sua villa sulle colline di Mozzo, appare come una preda catturata e uccisa da Tartarin di Tarascona in una foto che starebbe bene in qualsiasi circolo della caccia d’antan.

In realtà, potremmo persino metaforicamente avvicinare questo biscione catturato e ucciso dal tracotante cacciatore a quello sia dello stemma visconteo… ma, soprattutto al biscione Mediaset.

Ora, non mi abbandonerò ad una ‘pippa’ animalista, pur se riporterò la notizia che questa specie di serpente è protetta in tutt’Europa – forse per ragioni di equilibrio dell’eco-sistema – ma zoomerò il discorso su un altro particolare che mi sembra davvero delirante.

La reincarnazione del Barone di Munchausen in salsa bergamasca, infatti, si abbandona ad un’invettiva contro la sequenza di sfighe che in questo periodo lo sta perseguitando (ma il serpente lo ha ucciso, no? Avrebbe potuto soffocarlo…) e ne trae conclusioni sorprendenti.

Le becco sul ‘Corriere della Sera’: «Lui però sembra più preoccupato dalle persecuzioni soprannaturali. In particolare quelle che gli avrebbe scatenato il padre dell’ex Ministro Kyenge, che il senatore aveva paragonato a un orango. “Non sono mai stato superstizioso ma dopo quella macumba mi è capitato di tutto e di più”, dice riferendosi alla caduta che gli ha danneggiato una vertebra e fratturato due dita. Tanto che in un successivo post ha aggiunto: “Non so se devo mettere un annuncio sul giornale o chiamare direttamente Bergoglio, ma io devo trovare assolutamente un esorcista. Se qualcuno ha numeri di telefono o mail di esorcisti li aspetto con gratitudine”. Insomma, forse era meglio non tirare in ballo gli oranghi. “Quanto mai, lasciamo perdere”.»

Tutta questa vicenda ha scatenato gli animalisti, anche se mancano le reazioni di Nostra Signora degli Animali, Michela Vittoria Brambilla. Cecile Kyenge prudentemente tace (tanto ora è parlamentare europea, può pure disinteressarsene…).

Personalmente, escluderei che la macumba sia stata efficace: bastano gli accidenti che tanti italiani hanno mandato a Calderoli, al suo Porcellum, a quella t-shirt anti-Islam con cui, da Ministro, ci procurò persino un assalto all’Ambasciata d’Italia a Tripoli, morti compresi, per fargli un po’ di malocchio, senza scomodare i riti voodoo.

E gli esorcisti servono per cose serie, non per uno zuzzurellone a cui entra un serpente innocuo e senza veleno dal giardino in casa, dopo un periodo piovoso.

 

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