sabato, Ottobre 16

La storia segreta di Beppe Grillo: il suo antesignano fu Michel Gérard Joseph Colucci Entrambi comici di successo con un grande seguito di pubblico, si sono caratterizzati per la lotta alla corruzione, all’inefficienza, all’elitarismo, alle interferenze tra finanza ed economia

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Pochi sanno che Beppe Grillo ha avuto un maestro. Un maestro francese che faceva anche lui il comico. Si tratta di ‘Coluche’, pseudonimo di Michel Gérard Joseph Colucci, figlio di un immigrato italiano l’imbianchino Honorio Colucci e di una fioraia francese, Simone Bouyer.

Intraprese la carriera di comico professionista riscuotendo molto successo per il suo atteggiamento caustico ed irriverente nei confronti delle istituzioni.

Nel 1980 annunciò, forse per provocazione, la sua candidatura alla presidenza della Repubblica. L’iniziativa fu presa inizialmente come uno scherzo, ma poi un sondaggio autorevole lo diede al 16%. La sua campagna elettorale fu appoggiata dal noto settimanale satirico ‘Charlie Hebdo ed ebbe il sostegno di intellettuali progressisti della sinistra francese che oggi si definirebbe radical chic. Il sociologo Pierre Bourdieu definì la sua discesa in campo come “le parole più importanti per la Francia dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789”. Anche il sociologo Alain Touraine, il filosofo Gilles Deleuze e lo psicanalista Felix Guattari lo sostennero apertamente.

Tuttavia nel 1981 si ritirò dalla competizione dopo aver ricevuto minacce e dopo l’uccisione del suo manager René Gorlin. Il socialista François Mitterrand, che poi divenne presidente, lo considerava una minaccia, ma poi ebbe il suo appoggio quando si ritirò dalla competizione elettorale.

Il successo della sua candidatura fu certamente favorito dalla profonda crisi in cui versava la Francia all’inizio degli anni ’80 tra scioperi continui e disoccupazione e coincise anche con lo scandalo dei diamanti ricevuti dal Presidente Giscard d’Estaing da parte del dittatore della Repubblica Centrafricana Bokassa.

Poco noto è che Grillo e Coluche si conoscevano essendosi incontrati nel 1985 sul set del film ‘Scemo di guerra di Dino Risitratto dai diari dello scrittore a psichiatra antibasagliano Mario Tobino, ‘Il deserto della Libia.

La trama ambientata durante la seconda guerra mondiale in Libia, tratta del rapporto tra instabilità mentale del potere –il comandante di Grillo è psicopatico- e potere.

Gli elementi di comunanza con Grillo sono evidenti. Entrambi comici di successo con un grande seguito di pubblico, si sono caratterizzati per la lotta alla corruzione, all’inefficienza, all’elitarismo, alle interferenze tra finanza ed economia (Grillo c’ha fatto l’ultimo post sul suo blog).

Un discorso interessante per capire la fenomenologia dei Cinque Stelle è l’utilizzo della vis comica in politica che ha la sua origine ed anche legittimazione nelle tradizioni carnevalesche dell’Europa medievale. Anche la figura del ‘buffone di corte che dice la verità’ ha, non solo la tolleranza ma anche l’incoraggiamento del sovrano, ad esempio in Yorick in ‘Amleto’ di William Shakespeare e per restare ai tempi moderni Dario Fo, peraltro amico di Grillo e simpatizzante del Movimento.

Chiaramente gli strumenti realizzativi del loro agire politico sono stati molto diversi perché Coluche non ha avuto la Rete a disposizione, Rete che è diventata poi il marchio di fabbrica dei Cinque Stelle.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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