venerdì, Maggio 14

La Storia in Tribunale Condannati due alti papaveri del brutale governo dittatoriale di Pol Pot per crimini contro l’Umanità

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pol pot cambogia

Bangkok – Attraverso le nubi della flebile memoria umana, soggiogata spesso da isterica velocità mediatica priva di senso, sono risuonate dure le parole del vertice assoluto della Giustizia cambogiana. Una specie di catarsi mistica e giudiziaria che giunge –sebbene tardivamente- a riconoscere la disumanità delle azioni commesse da uno dei regimi più sanguinari nella Storia dell’Uomo e dell’Umanità intera.

«Oggi la Corte Giudiziaria delle Camere Straordinarie presso le Corti di Cambogia condannano Nuon Chea e Khieu Samphan ritenendoli colpevoli di crimini contro l’Umanità commessi tra il 17 Aprile 1975 ed il Dicembre 1977 comminando loro la pena dell’ergastolo per tutta la durata della loro vita in carcere».

Nuon Chea era il Segretario Onorevole del Partito Comunista di Kampuchea e Membro del Partito Comunista di Kampuchea oltre che delle Commissioni Centrali. Nuon Chea, con Pol Pot, ha esercitato le decisioni finali nei processi decisionali del Partito. Ha anche assolto il ruolo di Primo Ministro facente funzioni in svariate occasioni dal Settembre 1976 fino al 1977 quando ol Pot ha riassunto tutti i suoi poteri.

Khieu Samphan divenne candidato della Commissione Centrale del Partito Comunista di Kampuchea nel 1971 ed un membro a piena titolarietà nel 1976. Egli fu uno dei due membri dell’Ufficio 870 che aveva per scopo l’implementazione delle decisioni della Commissione Permanente presso il Partito Comunista di Kampuchea. In qualità di Membro dell’Ufficio 870 fu responsabile per il commercio e giocò un ruolo rilevante in materia economica e nel commercio estero nella Kampuchea Democratica. Nel 1976 fu insignito del titolo di Presidente del Presidio, un ruolo onorifico ma ma che riceveva grande stima e fiducia da parte del Partito centrale e dalle Commissioni Permanenti.

Le audizioni processuali hanno preso avvio il 21 Novembre 2011 e si sono concluse il 31 Ottobre 2013. Durante i 222 giorni del processo, le Camere Penali hanno ascoltato le testimonianze di 92 soggetti, inclusi 53 testimoni oculari dei fatti, 5 figure testimoniali, 31 parti civili e 3 esperti. 103.724 persone hanno partecipato alle fasi dibattimentali ed istruttorie del processo.

Pol Pot rappresenta uno dei buchi più neri della Storia dell’Umanità, avversò la componente politica interna pro-vietnamita (anche prima dell’invasione del Vietnam ed ovviamente lo fu ancor più dopo) e fu responsabile attraverso il suo brutale regime dello sterminio di circa un quarto della intera popolazione nazionale, con genocidi, esecuzioni di massa, torture effettuate anche con elettroschock, si usavano persino badili e pale per uccidere chiunque fosse ritenuto oppositore per “risparmiare” le pallottole. Bastava anche avere un paio di occhiali per essere definito “intellettuale” e quindi “nemico del popolo”, motivo necessario e sufficiente, quindi, per essere internato, deportato, torturato, ucciso in qualsiasi momento. La popolazione delle città (quella che in precedenza aveva più apertamente appoggiato il fronte politico ostile a Pol Pot) furono letteralmente rese dei deserti urbani, le esecuzioni avvenivano quasi a caso, furono deportati con la forza anche vecchi, bambini e persino i feriti negli ospedali e le donne sul punto di partorire.

 

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