sabato, Luglio 31

La stampa spagnola è sempre più digitale La crescita pubblicitaria si muove di pari passo con quella dei consumi delle famiglie

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Se si uniscono i dati dell’audience on e off line, si nota come la stampa è sempre più digitale” ha affermato Enrique Yarza, Presidente di Media Hot Line, durante la presentazione, a Madrid lo scorso 2 febbraio, dell’indice i2p sugli investimenti pubblicitari in Spagna, uno studio realizzato trimestralmente da Arce Media e Media Hot Line. In generale, Yarza ha sottolineato che “i mezzi di comunicazione son sempre più digitali: ogni 100 euro investiti in pubblicità nella stampa, 23 euro sono destinati alla stampa digitale e 77 euro a quella cartacea”.

Secondo l’indice i2p, nel 2015 gli investimenti pubblicitari aumentarono del 5,8% rispetto all’anno precedente. Lo scorso anno ci fu un incremento degli investimenti durante tutti i quattro trimestri rispettivamente del 7,7%, 6,9%, 5,6% e 3,3%. “Tuttavia, si rileva un rallentamento, dato che la crescita si è ridotta nel corso dell’anno” precisa Yarza.

Durante gli anni della crisi, a partire dal 2008, si registrò una crescita pari al’1,7% nel 2010, malgrado ciò, dal secondo trimestre del 2014 ci fu un incremento negli ultimi sette trimestri; la crescita pubblicitaria si mosse di pari passo con quella dei consumi delle famiglie.

Yarza precisa che “l’investimento complessivo in mezzi di comunicazione convenzionali per il 2015 salì a 3.987,1 milioni di euro contro i 3,768,9 milioni di euro nel 2014, ovvero 219,8 milioni in più”, e sottolinea che “abbiamo recuperato buoni livelli di crescita dal 1995 ad oggi, e questo ci dà sicuramente un’idea della crisi che colpì questo settore”.

Nel 2015, il mercato spagnolo era formato da 49.228 marchi attivi, 2,5% in più rispetto il 2014, l’investimento di ognuno di essi sarebbe stato pari a 80.993 euro, ovvero del 3,2% in più rispetto all’esercizio precedente.

Nel corso dell’intero anno, disse, crescono tutti i mezzi di comunicazione inclusi quelli sul mezzo cartaceo, anche se in maniera piuttosto debole, in quanto nessuno di essi riesce a raggiungere l’1%. Tuttavia, se consideriamo la stampa digitale, la crescita della stampa quotidiana arriva al 2,9% conseguentemente alla crescita del 2,9% della parte digitale”. Il relatore precisò che “I mezzi grafici continuano progressivamente a perdere partecipazione rispetto a cinema, internet, radio e televisione, i quali registrarono rispettivamente un aumento del 25,1%,12,3%, 7,8% y del 6,9%”.

Per quanto riguarda la televisione, Yarza spiega che “è vero, esistono meno marchi, ma questi investono di più; esattamente l’opposto di quanto avviene nella stampa, dove sì, aumentano i marchi locali, ma questi realizzano minori investimenti”.

Secondo questo studio, sono proprio i marchi locali che si stanno incorporando al mercato e gli permettono di crescere in numero di inserzionisti pubblicitari, poiché “ai grandi marchi sta costando di più”.

Quasi tutti i settori d’attività scommettono sulla crescita della loro attività pubblicitaria, 14 settori dei 21 esistenti crescono più del 10% tra cui ‘Alimentazione’, ‘Decorazione di ambienti’, ‘Bevande’ rispettivamente del 13,9%, 11,0 y 10,9%. Al contrario, sette settori riducono la loro attività pubblicitaria rispetto al 2014 quali ‘Varie’, ‘Mezzi di Comunicazione’, ‘Arte e Spettacolo’, ‘Energia’, ‘Casa’, ‘Bellezza e Salute’, ‘Cultura e Sport’.

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