lunedì, Aprile 12

La Spagna va ad eolico field_506ffb1d3dbe2

0

environnement-energie

La crisi economica in Spagna è forte, e anche se oggi si parla della famosa luce alla fine del tunnel molti sono ancora i problemi che il Paese deve affrontare. Uno su tutti il fuel poverty, ovvero la situazione di povertà energetica nella quale si trova oltre il 10% degli spagnoli. Questo dato, emerso durante la Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà il 17 ottobre scorso, è stato presentato dalla Piattaforma per un Nuovo Modello Energetico, un’associazione spagnola che ha fatto luce su quante famiglie colpite dalla crisi non siano più in grado di pagare le bollette e siano dunque costrette a risparmiare, se non eliminare, il riscaldamento domestico. Complice la disoccupazione e i continui aumenti del prezzo dell’energia molte famiglie si trovano oggi in difficoltà e chi ha ancora qualche soldo da parte sta passando a fonti rinnovabili per ridurre l’impatto dell’energia sulle proprie tasche.

Dal punto di vista energetico, la penisola iberica è caratterizzata da un consumo maggioritario di prodotti petroliferi che vengono acquistati prevalentemente dall’estero. A questo va aggiunto che il sistema industriale spagnolo è ad elevata intensità energetica. Questi due fattori hanno portato Madrid a subire una forte dipendenza energetica e quindi a subire i rialzi di prezzo del mercato internazionale. Per far fronte a questo problema, dal 2005, le politiche energetiche spagnole hanno favorito una maggiore penetrazione delle energie rinnovabili nella copertura della domanda domestica, il tutto per giungere ad un maggior grado di autosufficienza energetica.

Alla fine del 2012, infatti, le rinnovabili in Spagna coprivano circa il 30% del fabbisogno energetico del Paese, risultato positivo che fa ben sperare per il futuro del settore. In particolare, ciò potrebbe avvicinare Madrid a raggiungere l’obiettivo del 40% entro il 2020 fissato in sede comunitaria dalla Direttiva 2009/28/CE. Questo brillante risultato è stato raggiunto principalmente grazie al settore solare fotovoltaico, quello idroelettrico e a quello eolico. 

Già nel 2010 la capacità fotovoltaica installata era di 3.787 MW, per una creazione di energia pari a 6.279 GW/h che ha coperto circa il 5% del fabbisogno energetico nazionale. Per questo motivo è ipotizzabile che in futuro, nonostante il calo degli incentivi, gli impianti fotovoltaici, in particolare quelli di piccola e media potenza, possano penetrare maggiormente nel mercato energetico. Per quanto riguarda l’energia idroelettrica, derivata da sistemi che permettono si sfruttare maggiormente le abbondanti precipitazioni, essa ha fornito circa il 14% del fabbisogno nazionale, con i suoi 38 miliardi di KWh. La vera star in questo campo però, si è dimostrato essere l’eolico, che ad oggi copre il 16,4% (con un contributo pari a 43 miliardi di KWh) del fabbisogno elettrico del Paese e ha permesso più volte di sforare il tetto del 30% di energia prodotta dalle rinnovabili.

In Spagna l’eolico sta conquistando ogni giorno un nuovo primato, secondo l’Asociación Empresarial Eólica (AEE) negli ultimi tre mesi questo ha prodotto più energia di qualunque altra fonte del Paese. Nei picchi massimi sono addirittura stati superati i 6 TW/h di produzione mensile, ovvero quanto equivarrebbe a dare energia all’Honduras o alla Bolivia interi. Tutto questo ha permesso all’eolico di diventare la prima tecnologia del sistema elettrico iberico. Occorre sottolineare che tutto questo non ha solo un forte impatto economico per le finanze spagnole, ma anche ambientale. Se è il vento a produrre energia, infatti, si riducono notevolmente le importazioni di inquinanti combustibili fossili e conseguentemente le emissioni di CO2. Questo è stato sottolineato dal presidente della AEE, José López-Tafall, che ha affermato che « a fronte di questi ottimi risultati, occorre rimarcare come l’energia eolica sia allo stesso tempo pulita, autonoma e ogni giorno più competitiva e che sia in grado, allo stato attuale, di fornire energia a ben 13 milioni di famiglie spagnole«.

Da tutto questo si evince che le politiche tese a favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili in Spagna hanno avuto, negli ultimi anni, risultati decisamente positivi e visibili, anche grazie ai numerosi incentivi concessi dal Governo. Nonostante questo però, l’attuale crisi economica e la conseguente necessità di ridurre il deficit pubblico, hanno limitato il supporto istituzionale al settore ed ora diverse famiglie non riescono a fare fronte ai costi delle bollette. 

Dietro questo problema però si potrebbe nascondere un ulteriore insidia, quella della bolla speculativa che gli incentivi al settore delle rinnovabili potrebbero avere innescato. Viste le enormi potenzialità del settore, gli istituti di credito del Paese hanno erogato miliardi di euro di finanziamenti a coloro che investivano nelle rinnovabili, godendo parimenti degli incentivi statali. Oggi però tali incentivi sono stati ridotti o eliminati, la liquidità degli spagnoli è minore e questo ha ricadute anche sulla loro capacità di acquistare energia, anche a prezzi ridotti. Per questo si è innescato il timore che, come per la bolla immobiliare che ha portato alla crisi attuale, il settore delle rinnovabili possa essere vittima della speculazione e che oggi molti possano non riuscire a far fronte alle scadenze dei loro debiti. Sono già finiti nei guai con la giustizia gli imprenditori che truccavano gli impianti, per cui controlli e legislazione sono ancora indietro, attaccandoli a generatori diesel per produrre energia di notte pur beneficiando degli incentivi per un attività del tutto “green”, ma questa potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Proprio a fronte dei pochi controlli, la realizzazione degli impianti è avvenuta in modo poco trasparente e potrebbe aver dato adito a speculazioni indiscriminate che non solo vanno a danno dell’ambiente, ma anche dell’economia che altrimenti avrebbero favorito.

Facendo brutalmente i conti in tasca alla Spagna, evitando l’importazione di combustibile dall’estero ad oggi l’economia iberica ha guadagnato 300 milioni di euro. Il tentativo di fermare gli speculatori e quello di arginare la crisi economica congiunti però, potrebbero vanificare questi risultati. La riduzione degli incentivi toccherà anche i progetti già esistenti,  comportando quindi un maggior numero di fornitori che non saranno in grado di pagare i propri impianti e infine fornire energia a basso costo al Paese. Se ciò non bastasse questo potrebbe costare alla Spagna ben 4,9 miliardi di euro entro il 2020, pari a 40.000 posti di lavoro. Ennesimo caso in cui la cura è forse peggiore della malattia.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->