sabato, Aprile 17

La Spagna è in attesa delle elezioni

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Innanzitutto, i due grandi appuntamenti elettorali a cui sarà chiamata la Spagna entro la fine dell’anno (il 27 settembre per le elezioni regionali in Catalogna, e a metà dicembre per le elezioni generali) hanno indotto alcune grandi banche, organizzazioni e partenariati economici a decidere di rivedere al ribasso le proprie previsioni di crescita dell’economia spagnola. Se uno dei due appuntamenti spagnoli darà esito non incoraggiante, ciò potrebbe avere conseguenze nefaste sull’economia spagnola, con tagli già stimati da parte di alcune società pari a 1 o 1,5 punti percentuali del PIL.

I mercati odiano l’incertezza e oggi le previsioni pre-elettorali inducono a pensare che non ci sarà una vittoria netta da parte di nessuna delle parti coinvolte in grado di far ipotizzare la benché minima stabilità necessaria per portare avanti le riforme già avviate dall’Esecutivo del Partito Popolare.

Alcuni giorni fa, il Presidente del Governo Mariano Rajoy ha affermato: «Non intravedo rischi per l’economia spagnola sul piano economico, semmai io e altri riteniamo che potrebbero esserci delle incertezze sul piano politico». Dal canto suo, il Ministro delle Finanze, Cristóbal Montoro sostiene: «In questo momento, il vero ostacolo per la ripresa economica è la politica nazionale».

Secondo gli economisti, ciò che più desta preoccupazione agli investitori sono le elezioni generali e non quelle catalane; tuttavia, essi ripongono molta fiducia nelle riforme già avviate in Spagna.

Gli analisti della banca statunitense Bank of America Merrill Lynch affermano: «Ci auguriamo che l’incertezza politica non gravi pesantemente sulla fiducia nel 2016 a causa di un Parlamento estremamente frammentato, in quanto ciò potrebbe determinare un clima particolarmente difficile e instabile per l’attuazione delle politiche».

Di conseguenza, l’istituto finanziario statunitense individua tre grandi sfide per l’economia spagnola: la necessità di intraprendere riforme strutturali e fiscali; risolvere il malcontento generale della popolazione per il quadro istituzionale, aggravato dai fatti di corruzione che hanno visto coinvolti i partiti politici tradizionali; e le sfide sul piano regionale, tra cui spicca la situazione della Catalogna.

In questo senso, essi intendono sottolineare che una coalizione di Governo di centro-sinistra probabilmente desterebbe sui mercati delle preoccupazioni per le politiche economiche che potrebbero essere avviate; sebbene una coalizione di centro-destra percepita come più favorevole per il mercato potrebbe poi, in realtà, determinare un peggioramento della crisi catalana.

Quindi l’istituto sottolinea che, dinnanzi l’improbabile coalizione tra PP e PSOE, sarà veramente difficile poter contare su un Governo dotato di quella forza che serve per avviare le riforme strutturali e fiscali di cui necessita l’economia spagnola per colmare definitivamente i suoi punti deboli.

Per discutere di questo ed altri aspetti, abbiamo incontrato Miguel Ángel Bernal, coordinatore del Dipartimento d’Indagine del IEB (Instituto de Estudios Bursátiles/Istituto di Studi Borsistici). Ecco cosa ci ha detto.

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