martedì, Giugno 28

La solitudine dolorosa e felice del Presidente Mattarella Le due ore di Sergio Mattarella faccia a faccia con sé stesso. E il decoroso silenzio mentre d'attorno cresce l'indecorosa canea per il suo successore. Comunque su di lui e a lui c'è da dire una sola parola. Grazie

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«Viene il momento in cui facendoti la barba nello specchio vedi il volto di tuo padre» diceva il palermitano (di Bagheria) Renato Guttuso. E per quasi due ore il palermitano Sergio Mattarella quel volto lo ha rivisto, giovedì 18 novembre all’incontro per i cinquanta anni dello scivolar via del padre Bernardo, all’Istituto Luigi Sturzo. Dove è pure intervenuto, come sempre con sobrietà, anche in una occasione così personale.

Il ricordo del padre nel cinquantesimo anniversario della partenza per altri lidi è avvenuto nell’ambito dell’incontro ‘Bernardo Mattarella nel cinquantesimo della scomparsa. La Sicilia, la Dc, la Storia della Repubblica‘. Relazioni di Giovanni Bolignani (‘L’ambiente, la formazione, l’attività giovanile‘), Rosanna Marsala (‘La ripresa dell’attività politica e le origini della Dc siciliana‘), Francesco Malgeri (‘Temi e caratteri della Dc in Sicilia e nel Mezzogiorno‘), Cecilia Dau Novelli (‘Verso il centro sinistra, da Fanfani a Moro‘), Umberto Gentiloni (‘L’attività parlamentare, lo sguardo sul mondo‘). Poi un confronto con i contributi di Agostino Giovagnoli (‘Gli anni della ricostruzione dal popolarismo alla Dc‘), Renato Moro (‘La formazione, il fascismo, la politica come scelta‘), Giuseppe Tognon (‘Il cattolicesimo democratico, la cultura di una classe dirigente‘).

Pochissimo ne era stato riferito. Pochissimo scritto. Pochissimo visto. E abbiamo appositamente tenuto da conto e fatto maturare impressioni e contenuto di quell’evento. Quasi ‘inedito’, come molte delle cose pubblicamente avvenute e pubblicamente disponibili. Ché in quel giovedì di metà novembre dell’appena trascorso 2021 la cosa più affascinante era vedere, quasi ‘spiare’, l’animo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ma in quel frangente per lui e tra sé  e sé le cariche erano irrilevanti) faccia a faccia con sé stesso, con il proprio ricapitolare e ricapitolarsi. Anche attraverso il volto e il ricordo del fratello maggiore Piersanti, morto sparato dalla mafia tra le sue braccia il 6 gennaio 1980. Piersanti aveva quarantaquattro anni. Sergio trentotto.

Volendo ci sono le immagini dell’intera giornata, che dianzi abbiamo fornito. Ci sono le sue parole. Ci sono i libri dello storico e fido Portavoce (e molto di più) Giovanni Grasso, ‘Piersanti Mattarella. Da solo contro la mafia‘, Edizioni San Paolo, 2014, e ‘Sergio Mattarella, il presidente degli Italiani‘ con Riccardo Ferrigato, Edizioni San Paolo, 2015. Piersanti. Poi Sergio. Manca quello su Bernardo, non banale e forse necessario.

Del fido Grasso segnaliamo anche l’ultimo libro, ‘Icaro, il volo su Roma‘, Rizzoli, 2021. Un romanzo che, a volerlo prendere solo per il titolo e come metafora, sa di profetico sarcasmo sui tanti ‘Icaro’ che volano su Roma convinti di atterrare al Quirinale. E magari lo stesso Sergio Mattarella, ben provvisto di umorismo e ironia seppur raramente esternati, avrà sorriso di questo, mentre si districava tra gli indecenti tentativi di politici e giornalisti di strumentalizzarne figura azioni parole. Destreggiandosene abilmente. Quanto a quelli, alla fine…

In mezzo a tutto questo sta la solitudine di Mattarella. Come figlio, come fratello. La solitudine dell’uomo che è  anche Presidente, appunto. Dolorosa. Drammatica. Tragica a volte (e mettiamoci su pure la lacerante, per lui e per tutti, vicenda del suo Maestro, Aldo Moro). Nostalgica. Ma anche, supponiamo, a suo modo felice.

E il decoroso silenzio anche di adesso, proprio nel ruolo di Presidente della Repubblica, mentre d’attorno cresce l’indecorosa canea per il suo successore. L’altra solitudine del Presidente Mattarella. Del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Drammatica. Tragica. Ma, supponiamo, in questo caso raramente felice. Anche se soddisfatta, e fondatamente crediamo, per il modo in cui ha sostenuto il proprio compito.

Comunque su Sergio Mattarella e a Sergio Mattarella, all’antivigilia del termine del suo settennale Mandato, nel suo caso del suo settennale Servizio, c’è da dire una sola parola. Grazie.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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