mercoledì, Giugno 23

La situazione energetica italiana field_506ffb1d3dbe2

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Finito questo excursus storico sulla figura di Mattei e sulla situazione energetica italiana, abbiamo intervistato, per parlare della situazione attuale e del possibile futuro, anche, il già sopracitato, Nicolò Rossetto, collaboratore con il sito sicurezzaenergetica.it e attualmente dottorando in Economia, Diritto e Istituzioni presso l’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, che in primis ha decritto la situazione energetica italiana “In Italia, per via della crisi economica e a causa dell’invecchiamento demografico della popolazione, negli ultimi anni la richiesta di energia è abbastanza calata. In Italia si consuma meno energia che nel passato ed è una tendenza nuova. Dal lato offerta, invece, si è assistito a un aumento di produzione d’energia dalle fonti rinnovabili, in particolare vengono utilizzate per produrre elettricità. In Italia è iniziato uno spostamento dagli idrocarburi verso le fonti rinnovabili” sottolinea Rossetto che prosegue soffermandosi sul passaggio d’interesse dell’Italia dall’energia degli idrocarburi a quella sempre più in ascesa delle rinnovabili “Si può dire così, anche se io direi che il motivo principale: sono state le politiche a favore delle rinnovabili per motivi ambientale, perché le rinnovabili sono più sostenibili e hanno un impatto ambientale migliore. Questo insieme allo sviluppo tecnologico ha fatto sì che il loro peso nel sistema energetico italiano sia cresciuto. Le rinnovabili, inoltre, usano risorse locali, come: le biomasse, gli scarti dell’agricoltura, ecc. Per effetto indiretto hanno permesso all’Italia di ridurre le esportazioni. L’Italia per decenni è stato uno dei paesi con maggior dipendenza dall’importazione di idrocarburi, circa l’85-90%, negli ultimi tre quattro anni è calata, sia perché c’è meno richiesta di energia sia perché si è iniziato a puntare su fonti rinnovabili, migliorando la situazione italiana. L’obiettivo però, secondo me, non era tanto la sovranità energetica quanto più migliorare le emissioni ambientali”. L’aspetto da non sottovalutare è quello dell’immagine che un Paese da di se e della propria sicurezza energetica che spesso, un occhio inesperto non riesce a cogliereIl problema è capire come si può rendere operativa nei vari contesti: si può vedere se un paese importa tanta energia dall’estero o poca; si può vedere se un paese può sostituire un produttore con un altro, nel momento in cui ci sono dei problemi“ spiega Rossetto e continua “ Operativamente si va a vedere l’affidabilità: diversificazione dei fornitori, delle rotte e delle fonti di energia. La sicurezza si ha con questo”. La sicurezza emergenti è strettamente correlata ad un altro fattore che sconvolge quotidianamente il Medio Oriente ed il Nord Africa, vale a dire la presenza del terrorismo fondamentalista islamico (Isis, Isil e Daesh) che potrebbe portare l’Italia a riscontri difficoltà anche nell’aver adesso alle giuste provvigioni “Sicuramente l’Italia ha visto calare le sue forniture di gas dalla Libia, proprio per l’instabilità politica“ commenta Rossetto e conclude “Nell’attuale contesto in cui la domanda è diminuita e stanno emergendo nuove realtà nel mondo, che hanno la capacità di produrre e di fornire molte fonti primarie, il problema non è così grave. C’è tanta energia in giro. Quindi i problemi locali, in aree vicine l’Europa, pongono sì dei problemi ma non così gravi. Negli ultimi anni l’Italia ha calato le importazioni dalla Libia ma le ha aumentate dalla Russia, quindi siccome la domanda nazionale di gas è calata l’ammanco non è stato un problema. Nel complesso del sistema siccome c’è tanta possibilità di esportazione, il problema non si è palesato. Certo che se all’improvviso ci sia una nuova guerra tra Russia e Ucraina o ulteriori divisioni nel Medio Oriente, la situazione può diventare complessa. Finché sono uno o due episodi il sistema italiano non ha problemi”.

 

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