martedì, Aprile 20

La Siria al centro del piano di frammentazione di Washington

0
1 2


Gli eventi recenti verificatisi in Siria e le frecciate diplomatiche lanciate in sede Onu hanno portato la tensione tra Mosca e Washington ad un nuovo picco. L’escalation ha avuto inizio pochi giorni fa, quando Russia e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo di cessate-il-fuoco di cui gli Usa hanno preteso venissero tenuti nascosti i termini specifici. Alcune indiscrezioni lasciate trapelare più o meno volontariamente suggeriscono che l’intesa implicava il coordinamento militare russo-statunitense in funzione anti-Daesh: una svolta potenzialmente in grado di costringere la Turchia a scaricare definitivamente i gruppi islamisti in favore di un radicale riposizionamento strategico rispetto alla crisi siriana. Prospettiva che, di primo acchito, sembrava favorita dall’immediato allineamento dei ‘ribelli moderati’ alla posizione del loro potente sponsor statunitense, e dalla benedizione accordata da Bashar al-Assad all’intesa, considerata una solida base diplomatica su cui costruire un negoziato politico reale in grado di far calare il sipario sul conflitto.

Fin dall’inizio, l’accordo è stato fortemente osteggiato dai vertici sia civili che militari del Pentagono, irritati dalla strategia moderata portata avanti da John Kerry. Il più accanito oppositore del segretario di Stato è sembrato proprio il titolare del Dicastero della Difesa Ashton Carter, il quale ha cercato ostinatamente di convincere Barack Obama a porre il veto sull’intesa a causa della riluttanza dei militari Usa a collaborare e a condividere informazioni sensibili con i russi. Una forma mentis «degna dei tempi della Guerra Fredda», avrebbero replicato i funzionari alle dipendenze di Kerry.

Nonostante la Casa Bianca abbia concesso luce verde all’intesa, il gallonato Jeffrey L. Harrigian, del comando centrale delle forze aeree statunitensi, ha affermato ambiguamente che era «troppo presto» per dire con certezza se i suoi uomini avrebbero rispettato o meno i termini dell’accordo. Una posizione su cui si è successivamente collocato lo stesso Obama, il cui portavoce Josh Earnest ha dichiarato che «ci sono ragioni per essere scettici sul fatto che i russi vogliano o possano implementare l’accordo nel modo in cui è stato descritto». Il cessate-il-fuoco presentava quindi aspetti fortemente problematici già prima che venisse sottoscritto dalle parti in causa.

C’è pertanto da chiedersi per quali ragioni fosse stato concordato. Secondo le fonti anonime citate dal sito ‘Debka File’, molto vicino all’intelligence israeliana, gli Usa avrebbero accettato di scendere a patti soltanto una volta venuti a conoscenza dell’intesa raggiunta tra Vladimir Putin e Recep Tayyp Erdoğan in occasione del G-20 di Huangzhou. Un patto segreto in base al quale Ankara avrebbe ottenuto l’autorizzazione a presidiare militarmente (almeno nei primi tempi) la vasta area della Siria settentrionale che si allarga a partire dalla città di Jarabulus, dove è presente una nutrita comunità turcomanna, in cambio dell’interruzione del sostegno turco alle forze jihadiste. Secondo il sito israeliano, Putin avrebbe così reso manifesto agli occhi di Obama che era la Russia ad aver assunto il controllo della crisi siriana. Il mutamento sostanziale dello scenario provocato dalle mosse del Cremlino impone infatti agli Usa una nuova lista di obiettivi da perseguire, tra i quali spicca quello di evitare che i ‘ribelli moderati’ manovrati dalla Cia e dal Pentagono sciolgano il vincolo di fedeltà a Washington per scivolare sul piano inclinato della radicalizzazione. Una degenerazione che priverebbe queste forze e i loro grandi sostenitori esterni del diritto e della capacità di avere voce in capitolo riguardo alla definizione dei futuri assetti della Siria.

L’attacco aereo sferrato accidentalmente(e due giorni prima dell’entrata in vigore del cessate-il-fuoco) dalla coalizione anti-Daesh a guida statunitense contro l’esercito siriano impegnato a strappare alle milizie islamiste il controllo dei territori circostanti alla strategica città di Deir ez-Zohr ha tuttavia scompaginato radicalmente lo scenario, inducendo il Ministero degli Esteri russo a giungere alla conclusione che «gli Stati Uniti, anche alla luce del ruolo minimale di contrasto allo Stato Islamico svolto sinora dalla coalizione internazionale da essi guidata, difendono di fatto lo Stato Islamico» e a invocare una seduta straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per denunciare la doppiezza di Washington. I servizi di intelligence di Damasco, dal canto loro, hanno avvalorato la tesi russa dichiarando di aver intercettato una comunicazione tra agenti statunitensi e miliziani di Daesh poco prima del raid aereo sui soldati siriani. Sul piano operativo, l’aviazione russa ha immediatamente coordinato con le forze governative siriane una massiccia controffensiva culminata con la riconquista di buona parte delle aree perdute a seguito dell’avanzata dei jihadisti resa possibile dal bombardamento Usa.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->