mercoledì, Agosto 4

La sinistra italiana all’assalto dello spazio italiano Con la scelta di Andrea Zanini come suo consigliere, Bruno Tabacci ha potuto tenere serena quella frangia della sinistra che sta scalpitando per mettere le mani a tutto campo sul settore spaziale italiano

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«…Una bella minestrina è di destra 

Il minestrone è sempre di sinistra» 

«…Le scarpette da ginnastica o da tennis  

Hanno ancora un gusto un po’ di destra 

Ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate 

È da scemi più che di sinistra…».

 

Nel 1994 Giorgio Gaber pubblicava una canzone geniale in cui alla fine concludeva con una semplice strofa: «Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?».

Cosa ci resta dell’eredità di questo brano? Ormai ce lo domandiamo da un pezzo il valore di essere seduti da una parte o dall’altra delle due aule del Parlamento e con tutta la fantasia e la buona fede che ci possiamo inventare, la nostra è un’argomentazione senza risposta.

Noi ora facciamo per qualche istante un riassunto di un breve e significativo passato. Lo scorso lunedì, con Cesare Albanesi e il suo blog abbiamo raccontato qualche appunto sulla nomina, forse a sorpresa di Andrea Zanini nello staff dei consiglieri di Bruno Tabacci. Certo ci siamo domandati cosa possa fare un portavoce del presidente di Asi, Roberto Battiston, tramontato da un pezzo, (pur tuttavia nipote affezionato di Romano Prodi), nella massima assise politica che dovrebbe, anzi deve occuparsi di politica spaziale, approvare nuove idee, puntare sull’accrescimento occupazionale e sulla ricchezza del Paese. Bene -ma è un eufemismo- Alessandro Da Rold de ‘La Verità’, nei giorni dopo ci ha dato una chiave di lettura del tutto inattesa: in fondo Zanini è nipote dell’ultimo segretario del Partito Comunista Italiano nonchè primo segretario del Partito Democratico della Sinistra. Ma a ‘L’Indro’ ci eravamo anche detti che quello che, grazie a Da Rold sappiamo essere il nipote di Achille Occhetto, avrebbe potuto essere un Cavallo di Troia per il ritorno del suo boss dal 2014 al 2018, alle luci ribalta spaziale. E infatti Roberto Battiston, in pieno accordo della nuova sponda della sinistra diventata universalmente sinistra dopo la decisione di chiusura di Occhetto, pur non avendo spuntato il comando dell’Agenzia Spaziale Europea, ha avuto come gratificazione di essere chiamato nell’agenzia europea nel gruppo che stenderà la minuta degli scenari della politica spaziale europea in vista del summit che si terrà nel 2022.

Sarà interessante scoprire come l’illustre scienziato, nessuno gli ha tolto stima, possa difendere gli interessi della sua e nostra Nazione che dal primo governo Conte gli ha negato ogni stima. Anzi lo ha cacciato senza ascoltar ricorsi dalla presidenza dell’Asi e nonostante tutte le pressioni di cui era dotato, non l’ha voluto proporre alla massima candidatura dell’Esa.

All’Italia questa manovra del ‘posto’ a Battiston è costata l’elargizione di una gratificazione dal Presidente della Repubblica al dr. Josef Aschbacher, come ricorderanno i nostri più attenti lettori, anche se la consegna dell’attestato ha comportato uno slittamento della cerimonia dovuta a un piccolo errore nella compilazione del nome.

Cose che capitano e Roma ne sa qualcosa…

E sicuramente la decisione ha avuto l’approvazione dell’on. Tabacci, che così ha tenuto serena quella frangia della sinistra che sta scalpitando per mettere le mani a tutto campo sul settore spaziale italiano. A noi, che queste persone siano di destra o di sinistra importa poco. Anzi sì. Perché vorremmo che chi deve gestire certi argomenti sia mondato di opportunismi politici e si rivesta, una volta per tutte, della necessaria competenza e della oggettività che il cappello politichese o la giacca familiare non possono dare.

Lo ammettiamo, da sempre attenti osservatori e soprattutto nei panni di chi ha vissuto i tempi dei vertici dell’Iri come un rifugio di ripescamento di portaborse, non crediamo che i vecchi personaggi che vengono da quell’ambiente possano aver modificato il loro schema di carriera.

Però, poiché siamo più che certi che il presidente Mario Draghi sappia assai bene che il ciclostile che stampava le lire è stato chiuso da un pezzo e con esso tutta una serie di dispositivi che davano la libertà di produrre una lunga teoria di squilibri monetari e finanziari, restiamo un profondamente basiti che la musica resta gattopardianamente sempre la stessa. Oggi i tempi sono cambiati e lo sappiamo tutti.

Le aziende dell’Iri -e zio Romano lo ricorderà!- sono state in buona parte cedute, regalate o offerte al mercato dei privati e dei concorrenti. Molte imprese, come quelle dello spazio, navigano come socie di minoranza in acque straniere. Una tra tutte la Francia, che ha indubbiamente una classe politica più compatta e preparata di quella nostrana (e non ci vuole poi molto) ma veramente tanto carica di debiti che sarebbe ben felice fossero onorati dall’Italia.

L’on. Tabacci conosce bene questa situazione, come sia stata generata e come è attualmente. Almeno lo speriamo. E così ci auguriamo che come capo del comitato intergovernativo dello spazio (Comint) tenga sotto controllo non solo le avidità dettate, parte dalla furbizia, parte dall’ignavia della controparte, ma sorvegli anche anche le azioni di quei business men nostrani cresciuti per caso o per opportunità, che ambiscono a far le scarpe a quello che resta della grande industria spaziale italiana. È una scelta della desta o della sinistra? «Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?».

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