mercoledì, Agosto 4

La sinistra continuerà a governare l'Uruguay? true

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Il nostro corrispondente Juan José Pereyra, dall’Uruguay, ha scritto un’ampia introduzione storica per agevolare la comprensione dell’attuale fase politica dell’Uruguay. Si può leggere e scaricare a questo link:  L’Uruguay dal 1973 ad oggi (di J.J. Pereyra, traduzioni di Marco Barberi e Valeria Noli).  Traduzioni di La sinistra continuerà a governare l’Uruguay? a cura di Emma Becciu e Valeria Noli

 

MontevideoL’Uruguay è un piccolo Paese, con poco più di tre milioni di abitanti, che si trova ‘nel profondo sud’ dell’America, tra i ‘giganti’ Argentina e Brasile. Nessuno, oggi, in Uruguay, è in grado di dire se la sinistra, con Frente Amplio, resterà o meno al Governo, dopo le elezioni che si svolgeranno nel prossimo ottobre.

E’ dal 1º marzo 2005 che il Frente Amplio guida l’Uruguay, dopo un capovolgimento elettorale che si può definire “storico”. Dal 1830 il Paese era, infatti, governato dai cosiddetti partiti storici o tradizionali, il Partido Nacional (chiamato anche ‘Bianco’) e il Partido Colorado, due dei partiti politici più ‘vecchi’ del mondo.

Il Partido Nacional ha guidato il destino dell’Uruguay solo in tre occasioni, nel corso del XX secolo. L’altro partito tradizionale, il Colorado, ha governato per tutto il resto del secolo scorso e fino al primo quinquennio di quello attuale.

Il Frente Amplio è un’ampia coalizione di partiti e aree parlamentari, nonché un movimento in cui hanno un certo peso politico i militanti, che un tempo formavano i solidissimi comitati di base (centri direzionali), da sempre molto rappresentati negli organi direttivi politici nazionali.

Leggi come quella per la depenalizzazione dell’aborto -nel 2012 l’Uruguay è stato il primo Paese del Sud America ad assumere questo orientamento, quella per la legalizzazione del commercio di marijuana e per il matrimonio egalitario, approvate dall’attuale Governo, hanno attirato l’attenzione del mondo sul piccolo Paese sudamericano. A tutto ciò, si aggiunge la personalità di José Mujica, un Presidente particolare, un ex combattente Tupamaro molto visibile nella politica mondiale e accreditato dalla stampa internazionale come ‘il Presidente più povero del mondo’. Mujica è stato candidato al Nobel per la Pace da numerose personalità e istituzioni.

Il ritorno alla vita democratica nel 1985 venne messo in dubbio, in particolare, dal Partido Nacional, che non aveva partecipato alle trattative con i capi militari della dittatura. Il partito accusò gli altri di aver accettato che il proprio leader, Wilson Ferreira Aldunate, considerato il favorito, fosse escluso dalla candidatura presidenziale nel 1984.

Il cosiddetto Patto del Club Naval indiceva elezioni alle quali parteciparono anche partiti fuorilegge (quasi tutta la sinistra) e Ferreira Aldunate. Questi, dopo essere tornato dall’esilio, fu incarcerato per alcuni mesi in un’unità militare e liberato poche ore dopo le elezioni. A questo accordo parteciparono il Partido Colorado, la piccola Unión Cívica, un partito cattolico conservatore, e il Frente Amplio, proibito (ma tollerato) al momento delle trattative.

Il 1º marzo 2005 divenne Presidente il primo rappresentante di un Governo di sinistra, l’oncologo Tabaré Vázquez, che era stato il primo Governatore di Montevideo per il Frente Amplio. La sinistra, in quegli anni, è cresciuta, dal 18% delle prime elezioni del 1971 alla maggioranza assoluta dei voti validi (più del 50%) nelle elezioni di ottobre 2004 e -di nuovo- nel secondo turno, a novembre del 2009.

Fino al 1996, in Uruguay, la Costituzione assegnava la presidenza della Repubblica al principale partito di minoranza. Una riforma della Costituzione, promossa dai partiti tradizionali e da figure di primo piano del Frente Amplio  -come il leader storico, il generale Líber Seregni, e l’attuale vicepresidente della Repubblica, Danilo Astoriha stabilito che la vittoria sarebbe andata al partito che avesse ottenuto la metà più uno dei voti validi.

Nel 1999, il Frente Amplio si è consolidato come la prima forza del Paese, con il 40% dei voti   -con Tabaré Vázquez come candidato presidenziale-, ma al secondo turno, al ballottaggio con  Jorge Batlle, dirigente storico del Partido Colorado, ha perso, avendo Batlle ottenuto la maggioranza dei voti richiesta dalla legge.

La sinistra ha sempre considerato questa riforma elettorale come una ‘manovra’ dei partiti tradizionali volta a impedire o a ritardare il trionfo del Frente Amplio. Seregni e Astori sono stati criticati severamente per il loro atteggiamento. A ottobre 2004, la stessa formula, un ‘ticket’ tra Vázquez e Rodolfo Nin Novoa (dirigente del Partido Nacional reintegrato forzatamente a sinistra), ha ottenuto il 50,45% dei voti validi, trionfando al primo turno, e il Frente Amplio la maggioranza parlamentare assoluta  -sia alla Camera dei Deputati, sia al Senato.

Vázquez ha nominato Danilo Astori Ministro dell’Economia e delle Finanze. Astori, attuale vice Presidente, è rimasto all’Economia durante le due Amministrazioni del Frente Amplio, quella di Vázquez e quella di Mujica. Tabaré Vázquez sarà ancora una volta il candidato del Frente Amplio alle elezioni di ottobre di quest’anno, e ha già annunciato che il suo Ministro dell’Economia sarà Astori.

Nel 2004, l’attuale Presidente José Mujica era contrapposto ad Astori alle primarie, sostenendo di voler imprimere ‘una svolta a sinistra’ al Paese. Alle primarie c’era anche un terzo candidato, il Governatore di Canelones, la seconda giurisdizione elettorale del Paese. A queste primarie Mujica ha trionfato e Danilo Astori si è piazzato secondo.

In senso alla sinistra, ci sono coloro che sostengono che, in realtà, il Governo del Presidente Mujica haaumentatola distanza del Frente Amplio dalle storiche posizioni di sinistra. A differenza di ciò che è accaduto nel 2004, cinque anni dopo, l’attuale Presidente Mujica ha dovuto combattere al secondo turno contro il candidato del Partido Nacional, Luis Alberto Lacalle, ex Presidente e padre dell’attuale candidato dello stesso partito.

Tabaré Vázquez e Danilo Astori sono consideratitroppo centristida molti settori del Frente Amplio, e però, considerando che nel Frente Amplio non è uscita una figuraforteper la corsa alla presidenza, Vázquez, secondo molti settori del Frente Amplio è il candidato adatto per vincere: «con Tabaré vinciamo un terzo mandato, mentre con altri candidati lo mettiamo a rischio», si sostiene nel partito. I principali dirigenti del Frente Amplio si sono riuniti a casa dell’ex Presidente per chiedergli che si candidasse ancora una volta. Vázquez ha accettato, ma con una serie di condizioni. Tra queste, quella di poter scegliere il suo candidato a vicepresidente.

Da Presidente, Vázquez aveva posto il veto alla legge che depenalizzava la pratica dell’aborto, legge approvata poi nel 2012 con il Governo Mujica. L’allora Presidente fu criticato duramente anche dal suo stesso partito.

Un altro fatto che si può considerare un ‘grande scivolone’ dell’attuale candidato risale a quando, già Presidente, davanti a un gruppo di alunni dell’Università dell’Opus Dei di Montevideo, disse di aver chiesto aiuto al Presidente statunitense George Bush, durante l’ipotesi di ‘guerra’ con l’Argentina, per le cartiere Botnia,. Da settori della stampa e della sinistra, la decisione di Vázquez venne etichettata come ‘una richiesta di ‘aiuto all’impero’ per attaccare un ‘Paese fratello’. Vázquez si chiuse in un profondo e prolungato silenzio, mantenuto per oltre un anno, finché la dirigenza non è tornata a cercarlo per chiedergli di candidarsi ancora una volta.

Un terzo fatto che ha deluso molti militanti della sinistra è stato il tentativo dell’ex Presidente di sottoscrivere un Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti, infine non firmato per via dell’opposizione pubblica dell’allora Cancelliere, il socialista Reynaldo Gargano, e per la mobilitazione di settori sindacali e di partito.

Il grande risultato del Governo di Vázquez è stato il cosiddetto Piano Ceibal, che ha permesso a ogni bambino in età scolare di avere un portatile; il programma si è poi esteso anche agli studenti delle scuole medie. Non ci sono stati miglioramenti a livello educativo, e questo è uno dei punti ‘deboli’ dei due Governi del Frente Amplio, perché il progetto non è stato pensato come strategia pedagogica ma come fattore di ‘democratizzazione’ nell’ambito dell’accesso alla tecnologia. Decine di migliaia di bambini e i loro familiari si sono familiarizzati con il computer e hanno iniziato a navigare su Internet.

Un altro successo è stata l’applicazione di politiche sociali che diminuissero drasticamente gli indici di povertà e indigenza, con il miglioramento dei livelli salariali dei lavoratori attivi e passivi. È stata anche messa anche in pratica una politica fiscale -poi attaccata dalla classe media, costretta a pagare in base alle proprie entrate- che colpisce chi guadagna di più.

I due governi di sinistra sono coincisi con la disponibilità di grandi capitali internazionali disposti a investire nel Paese, per megaprogetti spesso criticati, come quelli, tra gli altri, della miniera di grandi dimensioni di Aratirí, del porto di acque profonde, e delle cartiere Botnia e Montes del Plata.

Settori dello stesso Frente Amplio, e di coloro che si trovano alla sua sinistra, come Unidad Popular, assicurano che «il Frente Amplio si è consegnato alle multinazionali».

Nonostante la maggioranza dei settori e dei partiti avessero appoggiato la precandidatura di Vázquez nelle elezioni interne del 1º giugno scorso, la sua sfidante, la senatrice Costanza Moreira, ha ottenuto il 18% dei voti.

Si è capito fin dal primo momento che Moreira non sarebbe stata in ticket con Vázquez, avendo detto di lui «è un signore di 75 anni che è già stato Presidente, io voglio qualcos’altro». Moreira ha ottenuto la sua percentuale di consensi senza alcun appoggio politico o economico da parte della struttura del Frente Amplio. Il 92% della dirigenza della forza politica appoggiava Tabaré Vázquez.

I risultati di queste elezioni primarie, che tutti i partiti politici devono realizzare nello stesso giorno e con regole aperte, servono per far sì che ogni partito politico elegga un candidato presidenziale unico.

L’elezione è comunque importante perché si scelgono i delegati che poi proclameranno il candidato alla vicepresidenza e decideranno il peso di ogni settore di ogni partito, ma l’importanza è maggiore per alcuni partiti più che per altri. È fondamentale per il Partido Nacional, mentre non è rilevante per il Frente Amplio, che ha i propri meccanismi di elezione dei candidati.

Le elezioni di giugno sono state quelle che hanno visto il più alto tasso di astensione della storia uruguayana. Solo il 37 per cento degli aventi diritto al voto è andato alle urne. Il 63 per cento degli uruguaiani non ha partecipato e non ha scelto alcun partito politico, alle elezioni locali (che non sono obbligatorie come quelle nazionali).

Il Partido Nacional ha trionfato, con Luis Lacalle Pou, leader di 40 anni proveniente da una famiglia di grande peso politico. Il suo bisnonno è stato, forse, il più importante leader del suo partito nel secolo scorso e suo padre è stato Presidente negli anni ’90.

Il Partido Nacional, con Lacalle Pou, propone un importante ricambio generazionale e una gestione molto intelligente della propria narrativa, che si lascia alle spalle le posizioni conservatrici e di centro-destra. «Oggi l’ideologia è soppiantata dalla gestione», ama ripetere il candidato.

Questa campagna elettorale per il voto di ottobre sarà anche un confronto tra un candidato di 40 anni e uno di 75; confronto che fa si che l’opposizione possa fare appello a un voto «per ciò che è nuovo e non per ciò che è vecchio e logoro». Nel frattempo, la sinistra chiama al voto per evitare una ‘restaurazione conservatrice’, che riporterebbe al Governo i partiti tradizionali.

Il partito Colorado è guidato da Pedro Bordaberry, figlio del Presidente che ha fatto il colpo di Stato costituzionale nel 1973, e che è stato processato e imprigionato per questo motivo quando il Frente Amplio è arrivato al Governo.

Si tratta di un politico conservatore che è riuscito a portare fuori il suo partito dall’umiliante sconfitta del 2004, quando è arrivato terzo, ma che non riesce a crescere fino a poter mirare per una eventuale seconda volta al ballottaggio finale con Vazquez.

Il Frente Amplio conserva, dal 2004, una propensione al voto di circa il 43 per cento degli aventi diritto. Per anni, in ogni indagine, ha sempre battuto da solo tutti gli altri partiti dell’opposizione riuniti: i due partiti tradizionali, Unità popolare, un partito della ‘sinistra radicale’, e un piccolo partito socialdemocratico, il Partito Indipendente, che potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel futuro Governo, chiunque vinca, se nessuno ottenesse la maggioranza parlamentare. Questo partito può essere l’ago della bilancia sia per il Frente Amplio, sia per il cosiddetto ‘blocco conservatore’ di ‘bianchi e rossi’, che votano sempre unitamente contro il Frente Ampio nelle competizioni elettorali.

I voti del Partito Indipendente possono dare la maggioranza parlamentare a uno o all’altro blocco, e permettere la governabilità.

C’è preoccupazione, nel Frente Amplio, per le  elezioni nazionali di ottobre. L’assioma ‘Vazquez non innamora’ e i dati delle indagini statistiche non solo non danno un aumento del Fronte Ampio, ma da un paio di mesi l’opposizione nel complesso sopravanza di diversi punti. Ciò potrebbe indicare che in un eventuale secondo turno, nel mese di novembre, Luis Lacalle Pou potrebbe vincere la presidenza con il voto del Partito Colorado.

La senatrice Constanza Moreira, che, lo ricordiamo, ha sfidato Vazquez nelle elezioni primarie, ha un profilo più di ‘sinistra’ rispetto a Vazquez che, per la prima volta dalla fondazione del partito, ha definito il Fronte Ampio come un partito di centro-sinistra. Questo è stato un altro motivo di critica per i ‘disillusi’ di Frente Amplio, che in parte sostiene Moreira, ma che non sa come voterà in ottobre, e molti dicono, «noi non vogliamo Vazquez».

Se un numero abbastanza grande di frenteamplisti ‘storici’ dovessero decidere di annullare il proprio voto o annullare la scheda, quest’azione potrebbe far perdere la maggioranza parlamentare, o addirittura le elezioni Fronte Ampio.

Oscar Botttinelli, uno dei principali politologi e sondaggisti, è stato laconico: «Questa (di giugno) è la peggiore tornata elettorale per Frente Amplio. Nella sua prima elezione, nel 1971, aveva preso 300.000 voti. In questo ultimo caso ne ha avuti 200.000. Quarantatre anni più tardi, con dieci anni di Governo nazionale e più di venti nel Comune di Montevideo. Si può dire che votare a giugno non era obbligatorio, ma nel 1971 chi ha votato per Fronte Ampio lo ha fatto volontariamente, non perché era una scelta obbligata».

Un altro politologo, Eduardo González, direttore del Cifra, un’altra importante società di sondaggi come Factum, quella di Botinelli, ha sostenuto per mesi, scommettendo un arrosto, che Vazquez sarebbe passato al primo turno, e avrebbe ottenuto una maggioranza parlamentare.  Negli ultimi due mesi, dopo le difficoltà incontrate dalla sinistra, ha cambiato la scommessa. Ha iniziato a dubitare della maggioranza parlamentare e di chi possa vincere al primo turno, iniziando ad affermare che lo scenario più probabile è il ballottaggio.  Ho detto che ora scommette «un hamburger invece di un arrosto». 15 giorni fa, ha detto che si stava preparando a scommettere «una torta fritta». La torta fritta è una pasta fatta con farina, strutto e sale, che si frigge. È molto comune che le persone la preparino a casa e la si mangia quando piove. È una tradizione, in questa parte del mondo, e ha una qualità sostanziale: è molto economica.

 

 

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