mercoledì, Giugno 23

La sfida italiana di Matteo Salvini

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Che senso ha questa divisione diciamo così nominalistica?

Ha due significati. Il cambiamento che ha fatto la Lega con l’attuale leader è stato da un lato quello di sposare appunto il modello del Front National che non prevede confini a destra e nessuna difficoltà ad allearsi con Casapound e con altre formazioni di questo tipo. Cosa che invece il vecchio Bossi aveva sempre cercato di evitare. Elettoralmente questo gli consente di pescare in un determinato bacino. L’altra impronta che ha dato Salvini alla nuova Lega è una maggiore personalizzazione.

Professore, ma questo non c’era anche prima?

Certamente Bossi era un leader carismatico di un movimento che aveva però una sua definizione in qualche modo indipendente dal suo capo. Infatti quando lui ha avuto qualche difficoltà ed è stato fuori gioco perché malato, la Lega reggeva lo stesso. Salvini ha invece puntato molto sulla personalizzazione, come Renzi con il Pd e Berlusconi con Forza Italia. Non casualmente ha chiamato questo nuovo partito appunto Noi con Salvini e non Noi con la Lega, che forse nel sud sarebbe stata poco gradita. Ha così giocato molto sulla sua persona e sulla capacità di proporre appunto una certa linea contro gli immigrati, contro Renzi, sulle pensioni, insomma su una serie di temi che lo hanno qualificato. Rispetto alla vecchia Lega questa nuova da un lato è più simile a livello europeo alla destra populista – appunto come il Fn ed altre formazioni presenti qua e là in Europa a partire dai liberali austriaci – che ha una sua identità nazionalista contro l’Europa e contro gli immigrati. Anche, ed è questa la cosa interessante, cercando di dare rappresentanza a quei settori sociali più disagiati. L’altro aspetto nuovo è questo suo uso della comunicazione televisiva, che in qualche modo ha costretto lo stesso Berlusconi a dire che mentre Salvini è sempre in tv lui ormai è scomparso.

Rispetto alla tragedia dei migranti arrivati dalla Siria attraverso i Balcani e poi approdati in Austria e in Germania, l’impatto è stato tale che ha costretto in qualche modo Salvini ad ammorbidire i toni, fino al punto di dire che sarebbe stato disposto ad ospitare una famiglia di profughi. Reazione obbligata o ammorbidimento di una linea politica dura ed intollerante?

Chiaramente un atteggiamento poco umano di fronte a questi eventi epocali non gioverebbe alla figura di Salvini. Deve mostrare che sul piano umano loro non sono chiusi, non vogliono fare i lager o in ogni caso delle cose che appartengono al passato. Quindi da questo punto di vista è stata una posizione obbligata. D’altra parte questo non fa venir meno il loro impegno su questo terreno. In varie località, dove vengono ospitati dopo decisione dell’autorità politica degli immigrati, in genere sono loro, magari insieme a Casapound ed altri gruppi della destra radicale, ad organizzare delle manifestazioni o delle proteste. Insomma la linea di Salvini e della Lega non è cambiata di fronte a questi avvenimenti, anche se ovviamente assumere un atteggiamento poco umanitario sarebbe stato controproducente di fronte alle immagini che si sono viste, con bambini morti annegati e persone disperate. Anche se un tempo aveva proposto di respingere i barconi in modo quasi militare adesso di fronte a queste tragedie umanitarie deve mostrarsi fermo e capace di mobilitare la popolazione contro l’invasione ma dall’altro lato con un atteggiamento che non può essere disumano. Essendo poi tutto giocato sulla sua persona il fatto di dire che ospiterebbe personalmente dei rifugiati significa dare questa impronta all’intero partito.

 

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