mercoledì, Aprile 14

La settimana 'enigmistica' Renzi 'scarica' Berlusconi, i Cinquestelle tornano in gioco, la partita delle riforme si riapre. O almeno cosÌ sembra...

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E dunque si ricomincia tutto daccapo, con l’inossidabile alleanza tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi che appare molto meno inscalfibile di un tempo, vicinissimo. Sulla riforma elettorale e, a questo punto, su tanto altro. A partire da voti per CSM e Corte Costituzionale, con i Cinque stelle pronti ad ‘entrare’, l’eretto di Arcore in difficoltà, esterna ed interna, con la fronda che cresce attorno all’europarlamentari pugliese Fitto. Sembra. In realtà la pietanza è composita: la politica di Matteo Renzi e Matteo Salvini può non piacere. E, come abbiamo ripetutamente analizzato non ci piace. Ma quello che è accaduto quest’ultima settimana dimostra la pochezza del ceto politico italiano, e la sua sottomissione sempre e comunque, o quasi sempre e quasi comunque, al capo di turno.

Dunque i due Matteo si giocano in proprio la partita su due fronti cruciali: l’Europa il Presidente del Consiglio, l’Italia l’erede di Bossi. Ed ecco che Tito Boeri (su La Repubblica) si dice convinto che fare i duri in ambito europeo corrisponda alle superficialità, diciamo così, berlusconiane. E quindi si fermi. E se Matteo Salvini osa pensare ad un soggetto politico che abbia ambizioni di leadership nazionale, ecco la levata di scudi di tutti i mantenuti e assistiti del resuscitato di Arcore. Compreso, e più che stupire rattrista, il fondatore della Lega. Ma se Bossi è ormai solo l’omonimo di se stesso, gli altri stupiscono per insipienza, pretendendo che nessuno osi pensare di divenire autonomo soggetto politico. Non ci piacciono, la loro autoreferenzialità è pericolosa, ma vivaddio c’è qualcuno che ha visione e se la gioca.

In alternativa c’è la politica alla Angelino Alfano. Come Dio, Berlusconi ha creato molti dal nulla. Nel caso di Alfano il nulla si vede. Comunque i problemi che investono il nuovo Presidente della Commissione Europea potrebbero aprire importanti, per quanto diversissimi scenari a molti Lea deriva italiani. Si vedrà da lunedì. E lunedì prossimo, 10 novembre, Enrico Letta terrà la lectio magistralis all’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università del Molise, a Campobasso. E parlerà. Parlerà, finalmente, dopo l’assassinio politico di cui è stato vittima. Su Matteotti ha questo vantaggio.

 

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