lunedì, Agosto 2

La Serbia dopo il South Stream

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Belgrado – «L’annuncio dell’annullamento del progetto South Stream è stata una brutta notizia per la Serbia». Queste sono state le parole del Primo ministro serbo Aleksandar Vucic. Belgrado si trova, adesso, in una posizione poco invidiabile poiché l’accordo con la Russia sulla costruzione del gasdotto era sfavorevole per la Serbia: l’industria petrolifera serba (NIS) è stata venduta ai russi sottocosto e l’accordo non conteneva garanzie in caso di annullamento del progetto.

Per questa ragione, al momento, in Serbia ci si accusa a vicenda e invano, perché le conseguenze sono inevitabili a prescindere da chi sia stato il responsabile ad aver firmato l’accordo con la Russia per il gasdotto South Stream. Alcuni sono ancora ottimisti e pensano che la realizzazione del Progetto South Stream proseguirà. D’altro canto, altri ritengono che la Serbia dovrebbe chiedere un risarcimento alla Russia, mentre altri ancora che il risarcimento dovrebbe essere chiesto all’UE.

Sulla base dei tradizionali legami di amicizia che intercorrono tra Russia e Serbia, i Primi ministri e i Capi di Stato dei rispettivi Paesi hanno avuto dei colloqui telefonici in seguito ai quali  hanno affermato che un risarcimento sarebbe possibile sotto forma di cooperazione agricola, esportazione di alcuni prodotti serbi e altre agevolazioni. Altri possibili vantaggi potrebbero derivare dall’esportazione di autovetture Fiat nel mercato russo. Si vedrà in futuro se questi sono solo racconti pronunciati per compiacere il popolo serbo, il quale sente un legame tradizionale di amicizia col popolo russo. Se la costruzione del gasdotto South Stream non avrà realmente seguito, la Serbia potrebbe collegarsi al gasdotto bulgaro, ma questo non è ancora certo.

I rappresentanti delle autorità serbe hanno affermato che lo sviluppo del progetto South Stream non comprometterà in alcun modo le buone relazioni tra Serbia e Russia. Tuttavia esistono ragioni perché questo accada. La Serbia ha accettato tutte le condizioni sfavorevoli proposte dalla Russia e adesso non ha il diritto di contestare o chiedere un qualche risarcimento.

Igor Novakovic, Ricercatore dell’ International and Security Affairs Centre – ISAC Fund, in un’intervista rilasciata a “L’Indro” spiega le conseguenze dell’annullamento del progetto South Stream per la Serbia.

 

Quali saranno le conseguenze dell’annullamento del progetto South Stream?

A causa dell’annullamento del progetto la Serbia probabilmente non sarà un paese di transito per i progetti nel settore del gas e non godrà di prezzi più bassi e tasse di transito del gas. Inoltre la costruzione del gasdotto era un grande progetto infrastrutturale e un’ottima opportunità per le imprese nazionali. Le perdite più grandi consistono nelle agevolazioni che la Serbia ha concesso alla Russia in cambio della realizzazione del progetto: la vendita alla Russia dell’industria petrolifera serba (NIS) a un prezzo più basso, il prezzo inferiore dei minerali grezzi, e il trasferimento del NIS come fornitore nazionale di gas acido. L’unico vantaggio per la Serbia, se così può essere definito, è stato il completamento dell’impianto di stoccaggio sotterraneo di gas di Banatski Dvor. La sicurezza energetica del paese non è in pericolo, la Serbia è un paese con basso livello di gas ma il problema sarà risolto con la costruzione dell’interconnessione in Bulgaria.

Esiste qualche possibilità che la Serbia riceva un risarcimento dall’UE o dalla Russia?

Innanzitutto ciò dipende dai negoziati tra i paesi e dalla situazione politica perché il progetto South Stream era un progetto politico e non economico. Inoltre, l’attuazione delle normative dell’UE è nell’interesse della Serbia. Alcuni esperti serbi ritengono possibile chiedere un risarcimento alla Russia tramite l’aumento del prezzo dei minerali grezzi.

L’Ambasciatore russo a Belgrado, nonché il Presidente serbo Tomislav Nikolic, che ha recentemente parlato con Putin, hanno affermato che sia possibile ottenere un risarcimento in altri settori. Che tipo di risarcimento potrebbe essere e in che settori: Agricoltura, esportazione, l’azienda Fiat?

L’unico vero risarcimento sarebbe il pagamento a prezzo pieno dell’industria petrolifera serba (NIS). Penso sarebbe possibile aumentare il prezzo dei minerali grezzi allo stesso livello che esiste in Russia, a meno che le relazioni tra i due paesi non si deteriorino. L’esportazione è già abbastanza liberalizzata e non vedo nuove possibilità in questo settore, mentre la Fiat è una promessa vuota. Quest’azienda controlla una quota relativamente piccola del mercato automobilistico russo, che è in declino, quindi la liberalizzazione della Fiat serba potrebbe essere soltanto un’altra attrazione dei media intesa per esigenze interne.  Tuttavia, affermo ciò dalla prospettiva della Serbia in quanto Stato, un tale accordo certamente sarebbe positivo per l’azienda Fiat.

Alcuni hanno detto che la discussione sul progetto South Stream non è ancora terminata e che ci siano possibilità che questo si realizzi. Che cosa pensa a riguardo?

Il South Stream è un progetto politico che ha avuto origine dallo scoppio della crisi russo-ucraina del gas alla fine del decennio scorso.   Per certi versi se pensiamo in modo creativo, forse la sospensione del South Stream può essere interpretata come l’offerta informale da parte della Russa all’UE per l’accordo sull’Ucraina, e in questo accordo ci sarebbero state garanzie per approvvigionare l’Europa attraverso il gasdotto. Inoltre se le ragioni politiche saranno abbastanza forti non escluderei la possibilità che il progetto South Stream sia ripreso. Il gasdotto russo “Gazprom” in Turchia, presentato come alternativa al South Stream, ha una capacità di gran lunga superiore rispetto al fabbisogno turco. Non è un caso che giunga al confine greco e probabilmente andrà oltre fino ad arrivare ai clienti dell’UE.

Quale potrebbe essere il gasdotto alternativo per la Serbia? Si è parlato pubblicamente della costruzione del gasdotto in Bulgaria?

L’accordo sulla costruzione dell’ interconnettore è stato firmato nel 2012. Lo scopo è quello di diversificare le fonti di gas combinando reti di gas di diversi paesi e riducendo la dipendenza da una singola fonte. Questo progetto è certamente in via di realizzazione ed è stato previsto di costruirlo anche nel caso in cui il South Stream abbia successo. Inoltre, la Serbia dovrebbe pensare al gas proveniente dall’ Azerbaijan, che passarebbe attraverso il gasdotto trans adriatico (Turchia, Grecia, Albania e Italia). La sua capacità sarà inferiore rispetto a quella del South stream ma avrà un’ importanza ai fini della diversificazione. Infine, si è parlato della costruzione del terminale per il gas naturale liquefatto in Croazia e questo sarebbe un ulteriore vantaggio.

In che modo questa situazione può inficiare le buone relazioni tra Serbia e Russia? La Serbia, alla fine, potrebbe imporre sanzioni alla Russia a causa della crisi ucraina?

Dubito che ci saranno motivi per il deterioramento delle relazioni tra Serbia e Russia poiché la Serbia presiederà l’OSCE, l’organizzazione internazionale che ha accesso alla regione di Donbas. Inoltre, la Russia sostiene la posizione serba per quanto riguarda lo status del Kosovo all’interno delle Nazioni Unite. Non dobbiamo dimenticare che la Russia è usata come leva nelle relazioni all’interno del partito e nelle relazioni tra parti all’interno del Governo serbo. Tuttavia, ci troviamo in un   momento di presa di coscienza e ciò contribuirà a una visione d’insieme razionale della posizione serba.

 

Traduzione di Emanuela Turano Campello

 

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