sabato, Maggio 15

La sconcertante indifferenza per la giustizia e per le carceri A Napoli le carceri sono un inferno, lo dicono i garanti. Rita Bernardini prosegue il digiuno

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Se il buongiorno si vede dal mattino, si comincia proprio bene. Giuseppe Santalucia, viene eletto Presidente dell’Associazione Nazionale dei Magistrati dopo un gioco di potere e contrattazioni nell’ambito delle varie correnti che compongono il sindacato dei magistrati che nulla ha da invidiare alle ormai note pratiche in cui si sono esibiti Luca Palamara e amici. Tanti saluti all’annunciato voltar pagina e ‘nuovo corso’, ma questo è ancora il meno. Il bello viene con l’annuncio: “…Noi siamo interpreti della Costituzione”.

  Inutile prendere la dozzina di articoli del titolo IV della Costituzione, o cercare un qualche conforto in autorevoli testi come il sommo Costantino-Mortati. Non si trova nulla, al riguardo. Forse, chissà, è una norma, un ‘bis’ di qualche articolo che va dal 101 al 113 della Costituzione, varato tra il lusco e il brusco, a generale insaputa.

  Si era convinti che fosse la Corte Costituzionale, l’organo di garanzia con il compito di verificare la conformità delle leggi con la Costituzione. Ci si dovrà aggiornare. Gli interpreti sono ‘noi’, da intendere: noi magistrati. Si volesse celiare, si potrebbe scomodare Giovanni Giolitti, autore dell’aforisma: “Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano”.

  Ma c’è poco di che celiare. Più che mai attuali, le questioni del diritto e dei diritti. Le questioni per le quali digiuna da ormai un mese Rita Bernardini, affiancata da decine e decine di militanti e non del Partito Radicale. Chiedono che il Governo batta un colpo, faccia quello che Costituzione e umanità impongono sia fatto, e colpevolmente, dolosamente, non si fa.

  E’ accaduta una cosa di cui forse non si è presa piena consapevolezza: il 27 novembre scorso tre personalità della cultura, Luigi Manconi, Roberto Saviano, Sandro Veronesi, hanno firmato lo stesso giorno, lo stesso articolo, sui tre maggiori quotidiani, ‘La Stampa’, ‘La Repubblica’, ‘Il Corriere della Sera’; è evidente che lo hanno potuto fare con l’avallo e il consenso dei direttori, Massimo Giannini, Maurizio Molinari, Luciano Fontana. Ebbene, era logico, doveroso attendersi un cenno di riscontro e di risposta da parte del Ministro della Giustizia, del Presidente del Consiglio, sempre molto loquace; dei pensosi leader che in questi giorni ragionano di come ricostruire la sinistra; dei leader dell’opposizione. Anche un semplice ‘Sono sciocchezze’ sarebbe andato bene. Invece nulla. Silenzio. Indifferenza.

Quello che accade nelle carceri, quello che patisce la comunità penitenziaria, quello che accade nei tribunali, quello che patisce chi ha la sventura di dover fare i conti con la giustizia italiana, non fa parte delle agende politiche della politica ufficiale. Quella che chiama ‘rimpasti’ spartizioni di potere. Lo vediamo tutti i giorni. Sfornano decreti a gogò, non una briciola di attenzione per lo stato della giustizia…La madre di tutti i problemi di questo Paese.

  Intanto tragedie si consumano tra le mura delle carceri. A.D.D., 53 anni, recluso nel carcere napoletano di Poggioreale accusa un malore: dolori al petto, nausea, difficoltà respiratorie. Le condizioni appaiono subito gravissime; si decide per il trasferimento in ospedale. Ci arriva già morto.

  La denuncia viene dal garante per i detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, e garante del Comune di Napoli per i diritto dei detenuti, PietroIoia. Dicono che nel carcere “le condizioni che non consentono unefficace attività di prevenzione.Perché molti magistrati non considerano il complessivo stato morboso del detenuto e le sue precarie condizioni di salute e di afflizione in pochi metri quadrati?. Si ricorda che oltre al cancro del sovraffollamento, nelle carceri, suicidi, atti di lesionismo, morti per malattie, sono segnali e sintomi che dovrebbero mettere in allarme sia chi si occupa di carcere, sia la magistratura, sia la politica che l`opinione pubblica e il sistema dei mass-media. E ancora: “Quando partirà la gara di 12 milioni di curo per ristrutturare i padiglioni fatiscenti di Poggioreale, nei quali vi sono stanze con pareti piene di muffa e umidità, fili elettrici scoperti, servizi igienici senza porte e senza docce? Quando questi fondi saranno usati per rendere vivibili spazi di socialità, di trattamento, di attività di recupero? Le omissioni e la noncuranza, in questo caso, sono reati gravi. Quanti altri decessi devono verificarsi tra i detenuti per far indignare anche l`opinione pubblica?”.

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