lunedì, ottobre 22

La ‘scomparsa’ dei Cinque Stelle – 1 Movimento Cinque Stelle. Scomparsi si o scomparsi no?

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Sono scomparsi. O meglio, li hanno fatti scomparire. Non che quelli del Movimento Cinque Stelle (e Beppe Grillo con loro) l’abbiano fatto apposta, ma il risultato pratico, a leggere e rileggere quotidiani e settimanali, ad analizzare trasmissioni televisive e radiofoniche, così come i siti web più rilevanti, è uno solo. Il Movimento Cinque Stelle non esiste come soggetto politico. Non c’è come motore di attività in proprio, se non in reazione ad avvenimenti esterni. Ed anche le presenze mediatiche dei suoi esponenti, pure ora massicce, non servono a ricostruire un senso globale della loro attività politica.

L’analisi è nata, autocriticamente, riflettendo su come impostare questa nuova settimana de il contrappunto. Pensando, in primo luogo, a cosa avevamo raccontato in questi ultimi tempi, e mesi, e cosa eventualmente avrebbe meritato, senza averla, maggiore attenzione. Ebbene, anche nel nostro procedere avevamo illustrato ben poco del lavoro dei Cinque Stelle. Che qualcosa ce lo mettono in proprio, a partire dall’albagia differenziatrice dagli altri soggetti politici, che oltre ad essere forma di difesa diventa anche limite. Ma al di là di questo…

E dunque proviamo a riprendere questo filo. Il filo di chi ha ottenuto alle Elezioni Politiche del 24 e 25 Febbraio 2013, 8.691.406 voti, il 25,56 % alla Camera dei Deputati, risultando il partito di maggioranza relativa. Eleggendo 108 Deputati e 54 Senatori. Ed alle Elezioni Europee del 25 maggio 2014, raccogliendo ancora 5.807.362 voti, il 21,16 %, ottenendo 17 Parlamentari Europei. Risultato scarso stando alle aspettative, gagliardamente rinfocolate dallo stesso Grillo. Eccellente se consideriamo la naturale contrazione dopo l’exploit precedente. Ed ancor oggi i sondaggi, per quel che possono valere i sondaggi (molto se li si annusa, poco se li si beve), danno i Cinque Stelle stabilmente attorno ad una dimensione di almeno il venti per cento.

E dunque, a fronte di tutto questo? Sono già stati individuati i Candidati Presidente in tutte le sette Regioni in cui si voterà a Maggio: Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Campania, Puglia. Anche se ben poco se ne illustra profilo ed iniziative. L’attività al Parlamento Italiano è operativamente intensa. Ma poco incidente. Oggi nei Gruppi sono rimasti 91 Deputati e 36 Senatori, e non dovrebbero esserci altre grosse defezioni a breve. Anche se fibrillazioni ed inquietudini interne, oltre alle espulsioni dal vertice sempre ratificate dalla base, probabilmente continueranno, seppure in maniera ridotta, visto che il grosso della dissidenza se ne è comunque andata. Senza, bisogna dire, riuscire a costituire neppure il nucleo di una qualche altra credibile proposta politica. Al Parlamento Europeo, per ora, nessun abbandono.

In particolare i Parlamentari italiani dei Cinque Stelle sono stati molto attenti alle questioni delle Grandi Opere e delle Infrastrutture, che ora le vicende del Ministero che fu di Maurizio Lupi riportano in primo piano. L’ultima iniziativa è la richiesta di fermare una serie di interventi rilevanti. “Quel sistema di malaffare ha riempito il nostro territorio di opere inutili, svuotando le casse dello Stato e creando privilegi per società riconducibili a soggetti indagati e in odore di ‘ndrangheta”, sostengono. E quindi chiedono di non far proseguire i lavori per “Tav Firenze, Orte-Mestre, Civitavecchia-Livorno, Expo”. Con una richiesta specifica: “Il nuovo Ministro delle infrastrutture faccia subito un atto di dignità per il bene del Paese: blocchi le opere sotto inchiesta”. In effetti buona parte di quanto è emerso dalla recente indagine della Procura di Firenze, già era adombrato in Interrogazioni, Interpellanze, interventi in Aula.

Però, al di là di questo, anche riandando a cercare con attenzione tra le tante fonti di informazione (stampa, tv, radio, web…, come dicevamo) nessuno più prova a compiere un’analisi riepilogativa della loro attività. I tentativi di analizzare il comportamento complessivo si fermano tutti, o quasi, ad un anno, o addirittura due anni, fa. Eccezione, parziale, quella de il Fatto Quotidiano, a volte anche con l’intenzione, o la presunzione, di voler dettare la linea. Ma anche in questo caso non si dà mai, o quasi, un’analisi complessivariassuntiva del lavoro e delle proposte.

Però non è giusto dare sempre e solo la colpa agli altri: neppure gli stessi Cinque Stelle sembrano avere la volontà (o essere in grado) di fornire un’analisi di questo genere. Quasi fantasmi politici rassegnati ad attraversare in incognito la scena, in attesa di un altro clamoroso successo elettorale che li proietti direttamente al potere. Assoluto ed indivisibile. Ed allora saranno in grado di dimostrare cosa sono in grado di fare.

Per tutti questi motivi abbiamo faticosamente cominciato questo nostro Viaggio nel Movimento Cinque Stelle, riepilogando alcuni dati. Primo strumento per provare poi ad affrontare un esame specifico.

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