martedì, Gennaio 25

La scommessa di Landini Cgil e Uil lanciano lo Sciopero generale, si grida al sacrilegio. Le parole, i fatti

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Giovedì 16 dicembre 2021. Cgil e Uil hanno indetto lo Sciopero generale, cosa allo stesso tempo eccezionale e normale in un Paese normale. Sembra invece che abbiano fatto qualcosa di indicibile. La scostumata iniziativa, rea di lesa Draghità, piomba come una bestemmia in chiesa sulla coorte, e qualche volta Corte, degli adoratori del Governo degli Ottimati. Piazza del Popolo, Roma (in collegamento con analoghe di Milano, Cagliari, Bari, Palermo), slogan portante ‘Insieme per la giustizia‘ (sottinteso: ‘sociale’). Maurizio Landini e un efficace Pierpaolo Bombardieri interloquiscono dal palco con il Governodeimigliori (abitualmente lo si pronuncia proprio così, tutto attaccato), con parole piene di fatti. E con un’analisi del piano del Governo, proposte, una strategia di mobilitazione. Mentre il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, aveva appena detto che questo sciopero lo faceva piangere. Proprio come in ‘Ho visto un Re‘ di Jannacci. Ah beh, sì beh…

Che l’oratore alzi il tono della voce fa parte del copione, che la piazza rumoreggi pure. Ma quello che fa davvero impressione è quando il Segretario della Cgil racconta le vicende del tavolo di confronto con il Governo, degli impegni di Draghi rimangiati perché la maggioranza della maggioranza di Governo (o almeno una sua convincente minoranza) si era opposta. Per due volte, e lungamente, la piazza diventa silente, a lungo e in maniera impressionante.

(La Cisl e il suo Segretario Luigi Sbarra non pervenuti, o meglio ‘pervenuti’ chiarissimamente, come già capitato in occasione del precedente Sciopero generale, sette anni fa, nel 2014. Proclamando ora uno scioperino succedaneo per sabato 18 all’insegna di ‘Per lo sviluppo, il lavoro, la coesione‘).

È la ‘scommessa’ di Landini. Che emerge quasi nelle sue linee programmatiche da questo appuntamento e da quanto detto dopo l’ambigua aggressione del 9 ottobre scorso alla sede della Cgil di Corso d’Italia a Roma. Ambigua perché forse qualcuno aveva interesse a far passare i clericofascisti di Forza Nuova  e altri sbarellati vari sino al simbolico edificio del principale sindacato italiano. Allora i tre Sindacati confederali si erano ritrovati sette giorni dopo, il 16 ottobre, in Piazza San Giovanni uniti ed unitari. In quell’occasione Landini aveva pronunciato un discorso evidentemente molto pensato e limato, quasi un progetto complessivo. Ora continua e lo sviluppa. E la sua scommessa cresce.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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