giovedì, Aprile 22

La Sardegna indipendente (da Grillo) field_506ffb1d3dbe2

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Grillo Sardegna

L’attualità politica italiana crediamo non vi ricordi il film Highlander, nel quale esseri immortali si tagliano la testa a vicenda per conquistare il grande potere destinato a uno solo di loro, e questo è un bene, ma almeno lo slogan della pellicola ha suonato un campanello in qualche spirito sarcastico. Se la guida del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo continuerà a espellere attivisti, si è letto fra i commenti alla vicenda, anche lì “Ne resterà soltanto uno”: lui. Al netto delle esagerazioni, il M5S fibrilla dopo due anni segnati dalle espulsioni di suoi consiglieri comunali, consiglieri regionali e parlamentari critici nei confronti del leader e da divieti di usare il simbolo, e il 3 marzo un sondaggio dell’Istituto Piepoli per l’agenzia di stampa Ansa dava le intenzioni di voto alla formazione al 17,5%, un punto percentuale in meno rispetto alla settimana prima a causa delle turbolenze interne culminate nella cacciata di quattro senatori. Nel frattempo l’ex ‘5 Stelle’ Fabio D’Anna rende la pariglia a Grillo con una messa in stato d’accusa per “attentato alla democrazia diretta” e la dissidenza ex pentastellata si organizza in soggetti politici indipendenti.

In Senato uno dei quattro onorevoli espulsi, Lorenzo Battista, ha detto che si costituirà un gruppo di ex ‘5 Stelle’ se ci saranno i numeri (servono dieci membri). Altrove, già nel dicembre del 2012 era nata l’idea di Democrazia in Movimento, poi divenuta un partito presentato ufficialmente quest’anno all’inizio di febbraio. E alla fine del mese scorso si è costituito Libertà di Movimento, fondato da ex ‘5 Stelle’ sardi delusi dalla decisione di Grillo di non far partecipare la sua creatura alle ultime elezioni regionali nell’isola. Questo nuovo partito nazionale, comunica il suo sito web, è nato per «interrompere definitivamente l’onda di inettitudine e immobilismo che da 30 anni attraversa la classe politica italiana» ed è composto da ex attivisti M5S che «hanno deciso di non voler più dipendere dalle scelte (o dalle assenze) di uno ‘duo di comandanti’ prepotente e dominante, spesso illogico ed incomprensibile». Ne abbiamo parlato con il suo presidente, l’imprenditore quarantenne Giuseppe Chironi.

 

Presidente Chironi, che cosa distingue Libertà di Movimento dal Movimento 5 Stelle?

Due fattori fondamentali. Il primo è organizzativo. Il Movimento 5 Stelle non è organizzato, e di questo abbiamo prove tangibili e documentate. Questa disorganizzazione, che è volontaria, all’inizio crea entusiasmo negli attivisti -è capitato anche a me- perché l’assenza di coordinatori e segretari apre spazi infiniti. Questa però non è solo democrazia, è anche anarchia. Libertà di Movimento invece è organizzata: ha un’assemblea, e un direttivo con un regolamento in forza del quale può isolare o espellere un violento in assemblea, senza ricorrere a votazioni online perché è vero che uno vale uno (principio caro al Movimento 5 Stelle, nda) ma a condizione che non sia un imbecille, nel qual caso vale zero. L’altro fattore che ci distingue è di opportunità. Qualche nuovo iscritto ci ha accusato di essere un po’ ambigui sulla scelta fra essere ‘puri’ e legarsi ad altri partiti. Ho risposto che il principio di non stringere alleanze è un’idea di Grillo, non una norma sulle Tavole della Legge, e quanti sposano il nostro programma sono ben accetti. Possiamo accordarci con un partito se appoggia alcuni nostri punti, ad esempio alle elezioni comunali di Milano; di certo avremmo abbastanza voti da essere determinanti per la giunta, perciò se quel partito vìola l’accordo la facciamo cadere e stop. Grillo avrebbe dovuto considerare le parole di Bersani (Pier Luigi Bersani, all’epoca segretario del Partito democratico, dopo le elezioni politiche del 2013 aveva aperto al Movimento 5 Stelle per la formazione del governo, nda), e presentarsi in modo non arrogante all’incontro con Renzi (avvenuto il 19 febbraio, durante le consultazioni per la formazione del nuovo governo del quale il segretario del Pd Matteo Renzi era presidente del Consiglio incaricato, nda). Comunque, dal punto di vista dei valori siamo molto in sintonia con il Movimento 5 Stelle, anche se non ci piace il populismo becero di Grillo. Vogliamo cambiare culturalmente il Paese, afflitto da 30 anni di cattiva politica.

A quali elettori punta Libertà di Movimento?

Una premessa. Il nostro gruppo è nato in Sardegna, da attivisti locali che ancora faticano a dormire per l’arrabbiatura provocata da un’esclusione illogica e allucinante -avremmo stravinto- e si è poi esteso ad altre regioni italiane grazie ad altri gruppi e associazioni locali. Siamo riusciti a creare una federazione di territori, i cui dettagli riveleremo a breve. In alcuni siamo presenti in prima persona, mentre in altri attraverso gruppi amici, gestiti da importanti ex ‘5 Stelle’ e fra i quali ci sono anche amministrazioni territoriali del Movimento. Alle elezioni politiche offriremo una sintesi. Detto questo, se ‘sparassimo’ tutto ciò che abbiamo in mano sul Movimento 5 Stelle saremmo alla ribalta e potremmo legittimarci da soli, ma crediamo sia giusto includere i fuoriusciti dalla formazione di Grillo, così come favorire i parlamentari ‘5 Stelle’ espulsi, con cui c’è un contatto continuo; anche loro vogliono la maggiore partecipazione possibile. Secondo me il 60% degli elettori del Movimento è delusa, sia perché Grillo non ha voluto accordi con altri partiti e parla male del sindaco di Parma Federico Pizzarotti (che ha convocato senza autorizzazione nella sua città un incontro con i candidati sindaci M5S per il 15 marzo; fra i due ora ci sono state telefonate di chiarimento, si è saputo il 5 marzo, nda) sia perché vuole un Movimento affidabile. Anche fra gli elettori del Pd ci sono delusi. Ci sono infine gli indecisi, ai quali intendiamo dare un motivo per tornare a votare. Io stesso, che considero il voto un dovere e un diritto, alle ultime elezioni regionali in Sardegna non ho votato, perché il Movimento 5 Stelle non ha partecipato e io non mi sentivo rappresentato da alcun altro soggetto politico.

Al momento quanti sono gli iscritti a Libertà di Movimento e dove sono distribuiti?

A ieri sera (3 marzo, nda) gli iscritti con tessera sono 400, ma contando i gruppi in Internet i sostenitori sono alcune migliaia. Stiamo svolgendo una politica di coinvolgimento. L’iscrizione costa 10 euro, non è problema economico, vogliamo censire le persone che ci seguono per farle partecipare alle assemblee. Le iscrizioni stanno arrivando di continuo, soprattutto ora che la procedura telematica aggiuntasi a quella via fax ha facilitato le cose. In quanto alla distribuzione, siamo in diverse regioni. In Sardegna l’organizzazione è pronta e moltissimi sardi sono con noi. Abbiamo poi una buona rappresentanza in Veneto, un’ottima presenza a Roma e siamo anche nelle Marche, con nuclei organizzati e interi ‘meetup’ (gruppi di attivisti del Movimento 5 Stelle, nda) convertiti al nostro partito. Manca la Sicilia, ma uno dei quattro parlamentari espulsi di recente, originario dell’isola, ha dietro un folto gruppo di sostenitori e vogliamo intensificare i contatti con lui.

Libertà di Movimento ha colloqui con altri esponenti del dissenso a 5 Stelle? Democrazia in Movimento, ad esempio?

Ho un ottimo rapporto con Valentino Tavolazzi (fondatore di Democrazia in Movimento ed ex ‘5 Stelle’ espulso da Grillo nel marzo del 2012, nda) e ci siamo sentiti anche di recente. Nessuna delle due formazioni vuole screditare l’altra. Per presenza sul territorio nazionale siamo complementari, e intendiamo lavorare in squadra.

Libertà di Movimento ha colloqui in corso con altri partiti politici?

Sto viaggiando di continuo per conoscere le realtà locali del nostro gruppo e a chi mi chiede, in vista delle elezioni comunali, se si può sedere al tavolo con il Pd perché dà garanzie io ripeto la stessa poesia: si può, a condizione che il Pd dichiari di aderire ai punti fondamentali del nostro programma, ci riservi una lista autonoma e proponga candidati stimabili e onesti. Poi, chi non è meticoloso nello scegliere le alleanze salta, e non è una minaccia ma una garanzia di onestà. Da imprenditore ne ho incontrata, di disonestà: ho smesso di concorrere agli appalti pubblici per lo schifo che vedevo. Voglio che questo finisca.

Libertà di Movimento dichiara di non precludere alcuna alleanza con chi voglia seguire il suo programma. E se la condivisione è solo parziale?

Fare politica è anche raggiungere compromessi. Le faccio un esempio pratico. Fra l’altro, nel nostro programma abbiamo l’abolizione completa della caccia. Io sono in disaccordo, pur non essendo cacciatore, perché sono convinto che a certe cose si arrivi per gradi. Comunque sia, se per esempio alle elezioni comunali in un capoluogo importante come Sassari ci presentassimo con il Pd e questo ci dicesse di non volersi pronunciare sulla caccia, andrebbe bene lo stesso. I punti su cui chiediamo ai potenziali alleati di pronunciarsi sono quelli grandi: il lavoro, le politiche sociali, la gestione della cultura, il rapporto fra pubblico e privato, e altri temi secondo il territorio. In Sardegna, ad esempio, c’è l’intermodalità dei trasporti, affinché i viaggi costino a chi è sardo quanto costano a chi non lo è, ma certo questo argomento non sarebbe fondamentale per le comunali di Pisa.

Libertà di Movimento scrive sul suo sito che «non accetterà compromessi con chi ha distrutto questo Paese, ma non si chiuderà nella Torre d’avorio pensando di possedere il Verbo della Verità assoluta». Chi ha “distrutto” l’Italia e che significa che non accetterete compromessi con loro?

In tutti i movimenti e i partiti c’è chi fa più ideologia e chi è più a contatto con i territori. Chi ha scritto quella cosa è un mio grande collaboratore da sempre e una persona stimabilissima, e concordo con lui in linea di principio. Poi, però, bisogna vedere sul territorio. Personalmente non opterei per Berlusconi ma condivido il fatto che Renzi abbia voluto dialogare con lui sulla legge elettorale, che coinvolge tutti. Nessuno ha rovinato in assoluto l’Italia, ma certo ci sono persone pregiudicate -non mi riferisco a Berlusconi- e ‘inciuci’ fra partiti con cui non vogliamo avere a che fare.

Lo statuto unico di Libertà di Movimento è di tipo federale e “condiviso con numerosi altri gruppi politici di altre regioni italiane”. Quali?

Si tratta di ex del Movimento 5 Stelle, in generale. Comunque, preciso che non siamo disponibili ad allearci solo con il centrosinistra. In alcuni territori il centrodestra lavora benissimo, perciò se si accorda con noi sui nostri punti programmatici siamo disposti a stringere alleanze. Se la Lega Nord a Belluno lavora benissimo ed è stimata, perché non dovremmo? Parliamo di fatti; ‘duri e puri’ significa ambire al 51%, Grillo non ce la farà e noi non abbiamo questa pretesa.

Libertà di Movimento dichiara di voler contribuire al progresso non solo italiano ma anche europeo e il suo simbolo riporta non solo l’Italia ma anche il resto d’Europa. Perché l’Europa ha questa rilevanza per Libertà di Movimento?

Su questo ho spinto molto. Noi non siamo antieuropeisti, anzi: siamo convinti che un’Europa forte e coesa, con un sistema amminstrativo e giurisprudenziale unito nei codici, sarebbe meglio. Noi immaginamo un’Europa che parla con una voce sola. In primis vogliamo impegnarci a cambiare il modo di pensare degli italiani, che identificano in modo improprio l’Europa con l’Euro e questo con la povertà. L’Euro non si può abbandonare: avremmo poco potere d’acquisto all’estero. Ecco, un’altra differenza fra noi e il Movimento 5 Stelle è che noi siamo europeisti e, a meno di mutamenti drastici del quadro, pro-Euro.

Libertà di Movimento sospetta “una correlazione” tra Forza Italia e Movimento 5 Stelle, come lei ha scritto sul Facebook. Che cosa intende?

Emetteremo un comunicato al riguardo (pubblicato sul sito web del partito la sera del 4 marzo, nda), dando una ‘soffiatina’ all’Ansa e all’Agi. La nostra teorizzazione, elaborata da un nostro scienziato politico conosciuto in Italia e sostenuta da esempi pratici, è che Forza Italia e Movimento 5 Stelle si strizzino l’occhio a vicenda. Perché? Se in Italia almeno metà della popolazione è in difficoltà gravi o disperate, che c’è di meglio di un Movimento 5 Stelle che dice ‘Guarda, io mi faccio carico di loro e te li tolgo dalla strada, evitando scenate di piazza e attentati; arrivo sempre secondo, tu che mi dai in cambio?’ Anche il Movimento 5 Stelle è stato ipocrita; dentro di noi lo sapevamo, quando eravamo attivisti, ma ci piaceva credere che non fosse così. Il Movimento non denuncia certe cose molto gravi, come l’operato della grande finanza internazionale, responsabile della voragine italiana, delle compagnie petrolifere e delle grandi multinazionali. E poi Grillo guadagna moltissimo dal suo blog, tramite i banner. Se parli di certe cose sei isolato, o rischi la pelle; noi cercheremo di parlare, nel limite di ciò che sappiamo.

 

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