venerdì, Giugno 18

La salute del popolo inglese

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Londra – Come stanno gli inglesi? I media si sono occupati degli ultimi dati relativi ad un rapporto dell’Health & Social Care Information Centre, HSCIC, che per la prima volta si è lanciato in un’indagine per scoprire i numeri riguardanti la salute generale della popolazione inglese. “Quasi il 50% della popolazione fa uso di medicinali con ricetta” titolava un pezzo online della BBC. Un sondaggio importante che, come sottolineano dall’HSCIC, offre un quadro complessivo della salute della popolazione, e non solo i dati offerti dall’NHS. Il NHS, il Sistema Sanitario Nazionale, è spesso nell’occhio del ciclone per le spese e il rischio di privatizzazione, ma questa volta sono i numeri delle medicine prescritte ai cittadini che hanno acceso il dibattito. Sono stati intervistati 8795 adulti e 2185 bambini durante il corso del 2013.

Quello che ha fatto molto discutere di questo report sono stati i dati riguardanti il numero degli individui che avevano preso una medicina con ricetta nella settimana precedente alle interviste effettuate. Delle persone intervistate, il 43% degli uomini e il 50% delle donne hanno risposto affermativamente. Inoltre, il 22% della popolazione maschile e il 24% della popolazione femminile ha ammesso di aver preso almeno 3 medicine con ricette nell’ultima settimana, con questo dato che aumenta con l’età. Tra i medicinali segnalati dagli intervistati più diffusi ci sono quelli appartenenti a gruppi come gli statins, le statine, che servono ad abbassare il colesterolo, e gli antipertensivi. Quello che questi dati suggeriscono è che sono infatti le persone di una fascia più anziana della popolazione che fa uso di questi farmaci in particolare. Molto diffusi nelle risposte degli intervistati, anche antibiotici e antidepressivi.

Siamo entrati in un centro medico nell’ Est di Londra che, come molti altri nel paese offre assistenza ai pazienti registrati nel Regno Unito, per poter parlare con lo staff medico delle loro opinioni su questi numeri. Sulle pareti, molti poster informativi su ‘cosa fare per’ e ‘a chi rivolgersi per’, e tra le altre cose, molti volantini e attenzione generale alla questione del fumo e dello smettere di fumare. Infatti, come noto, il fumo, sia attivo che passivo, è una dei maggiori fattori che può influire sulla salute, specialmente in termini di malattie cardiovascolari. Come riporta ‘The Telegraph‘, secondo il Dipartimento della Salute, in Parlamento in questi giorni c’è una proposta per vietare il fumo di sigaretta nelle auto private con a bordo un minorenne, proprio per ‘proteggere i giovani dalle serie conseguenze per la salute del tabagismo’. Probabilmente da ottobre del prossimo anno, la multa nel caso di trasgressione sarebbe di 50 sterline. Secondo i dati forniti dal recente rapporto, circa il 24% della popolazione maschile e il 17% di quella femminile è un fumatore, e il 3% degli intervistati sta facendo al momento uso delle sigarette elettroniche. Un medico con il quale abbiamo parlato, ha sottolineato come lo smettere di fumare sia tra le migliori vie per diminuire la possibilità di un problema cardiovascolare, e non solo, ed è per questo che c’è molto impegno per aiutare i cittadini a smettere. Ci ha inoltre mostrato i dati di uno studio europeo dell’European Heart Network sulle statistiche sulle malattie cardiovascolari, sottolineando le percentuali dei fumatori nei vari paesi europei e come il numero dei fumatori nel Regno Unito sia sceso negli ultimi anni, e così il conseguente numero di malattie cardiovascolari.

I dati sui medicinali che hanno fatto discutere l’opinione pubblica suggeriscono che questi farmaci spesso vengono somministrati a coloro a rischio per prevenire la malattie cardiovascolari, anche in base all’età. Si tratta di numeri piuttosto alti che, come mi ha spiegato un medico dello studio al quale ho fatto delle domande, derivano dal fatto che per ogni paziente viene fatto un calcolo del rischio del presentarsi della malattia e nel caso il rischio sia superiore al 20% vengono prescritti questi medicinali. Mi ha mostrato, usando il mio caso come un esempio, in che modo viene calcolato il valore statistico, partendo dall’età, dalla presenza o meno di diabete, dalla pressione del sangue, colesterolo, l’indice di massa corporea e altri fattori come casistica familiare e dettagli sul caso clinico. Questi fattori, combinati, portano ad un valore statistico che è l’indice di rischio di avere un problema cardiovascolare nei prossimi 10 anni. Inoltre, il sistema nazionale e il Ministero della Salute cercano anche di aiutare la popolazione ad avere uno stile di vita più salutare, con regolare attività fisica e una dieta più idonea. Sul sito del NHS si possono addirittura trovare dei programmi di allenamento e podcasts mirati a chi vuole ricominciare a fare dell’attività fisica, con molte informazioni, consigli utili e video tutorial su come eseguire gli esercizi correttamente.

L’obesità rimane comunque un problema nel Regno Unito. Secondo i dati del recente rapporto, circa un adulto su quattro risulta obeso, e circa il 41% degli uomini e il 33% delle donne sovrappeso, ma non qualificabile come obeso. Inoltre il rapporto suggerisce che l’obesità nei casi riscontrati era collegata sia al numero di medicine prese e al tipo di medicine, e sottolinea come l’obesità sia un fattore di rischio sia per il diabete che per l’ipertensione, entrambi legati al possibile verificarsi di malattie cardiovascolari. È quindi sulla salute e la dieta dei cittadini che si concentrano molte delle misure preventive mette in atto dal sistema nazionale, come la campagna 5 a day, che suggerisce l’assunzione giornaliera di 5 porzioni di frutta e verdura.Secondo questi recenti dati, solo il 25% degli uomini e il 28% delle donne segue l’indicazione di mangiare le 5 porzioni giornaliere di frutta e verdure, e che questo è direttamente collegato con il benessere economico delle famiglie. I dati dimostrano che le medicine per diminuire il colesterolo sono tra le più diffuse, e abbiamo indagato se gli esperti pensano si possa fare di più fare per educare la popolazione ad una dieta salutare e prevenire queste malattie.

“Le statine fanno scendere più efficacemente il livello dei colesterolo del sangue che una dieta e sono solitamente prescritte alle persone oltre i sessanta anni o a rischio. La frutta e la verdura non diminuisce il colesterolo nel sangue ma aiuta a mantenere una pressione costante. L’obesità è la nostra grande sfida”, ci ha spiegato Thomas Sanders, il Professore a capo della Diabetes & Nutritional Science Division del King’s College di Londra. “L’obesità tra le persone tra i 25 e 55 anni sta crescendo notevolmente. Mantenere un peso sano e scegliere olii vegetali come olio di oliva o l’olio di colza al posto dei grassi vegetali, e scegliere pesce e pollame al posto della carne rossa può aiutare a far scendere il colesterolo”. I risultati del sondaggio hanno anche trovato una correlazione tra chi lavora con i turni e una salute meno ottimale, anche in termini di diabete e obesità. Risulta quindi importante per questa fascia di lavoratori fare attenzione alla propria dieta e non saltare i pasti. “Questo è un problema”, suggerisce Sanders, “probabilmente mangiare tre pasti al giorno con due spuntini va bene. La maggior parte del cibo scelto dagli ‘shift workers’ è cibo gustoso molto alto in calorie e sale”.

Ci sono inoltre alcuni cibi e abitudini alimentari diffuse in questo paese che possono favorire l’obesità e l’aumento di peso. “Nel caso dei bambini è quello di bere 2-3 lattine di bevande con molti zuccheri aggiunti, mangiare patatine e spuntini simili, o burgers, torte salate, dolci e biscotti. Per gli uomini bere molta birra contribuisce all’aumento di peso, così come torte salate, burgers, i bacon rolls e altri cibi molto grassi. O semplicemente mangiare porzioni troppo grandi. Il tallone d’Achille per le donne sono invece le torte, i biscotti, la cioccolata e dessert con molte calorie”. Quali sono invece i cibi che andrebbero assunti? Spesso la dieta Mediterranea viene consigliata come quella indicata a prevenire malattie cardiovascolari. “Io suggerisco questo tipo di dieta: molta frutta e verdura, legumi, pesce e pollame, carne rossa di tanto in tanto, pasta, riso, patate e olio di oliva con un uso moderato di formaggio e non troppo pane. E per quanto riguarda gli alcolici? In Italia, nella popolazione soprattutto anziana, è diffusa la credenza che un bicchiere di vino rosso faccia bene al sangue. Ma possiamo mai considerare una bevanda alcolica salutare? Sanders ci ha risposto così “La moderazione è la chiave. Un piccola quantità di ciò che piace non crea alcun danno”.

 

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