martedì, Luglio 27

La Russia pensa a nuove restrizioni su Internet Gli osservatori pensano sia l'occasione per isolare il web nazionale in caso di disturbi

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putin russia

Mentre le relazioni tra Russia e Occidente crollano al livello più basso dai tempi della guerra fredda, il Cremlino sta valutando una serie di misure restrittive per arrestare l’influenza occidentale. La scorsa settimana il presidente russo Vladimir Putin ha presieduto una riunione del suo Consiglio di Sicurezza concentrandosi in particolare sulla sicurezza di Internet. Ha detto che la Russia sta affrontando un numero decisamente maggiore di attacchi informatici rispetto al passato e ha parlato della necessità di proteggere l’Internet russo.

Putin ha affermato che il governo non ha intenzione di chiudere l’accesso a Internet o di imporre controlli o restrizioni. Ma la comunità web e molti blogger della Russia sono increduli e innervositi, mentre le azioni delle principali società russe che operano su Internet sono crollate, subito dopo la riunione del Consiglio. Dalle dichiarazioni ufficiali è emerso che il governo sta attualmente manovrando affinché i servizi Internet russi non possano essere bloccati dall’estero. Il ministro delle Comunicazioni Nikolai Nikiforov ha detto che il governo dovrebbe far sì che la Russia si doti di mezzi indipendenti per poter accedere a Internet autonomamente e senza limiti.

Altri funzionari russi hanno detto, d’accordo con lui, che un test condotto in estate sotto l’egida del Servizio di Sicurezza Federale russo, la principale agenzia attuale erede del KGB, ha dimostrato che la parte russa di Internet è vulnerabile agli attacchi informatici stranieri. Gli esperti del settore affermano che, con la maggior parte dei server web collocati fuori dalla Russia, le strutture potrebbero essere vulnerabili ad attacchi esterni. Alcuni hanno indicato il virus Stuxnet, che ha paralizzato la centrale nucleare iraniana di costruzione russa, come un chiaro esempio di possibile interferenza straniera.

La Russia ha un solo server DNS per il controllo del traffico Internet locale, dunque ha bisogno di dotarsi di qualcosa di meglio, per garantire il funzionamento della rete senza che si possano verificare interruzioni web a livello locale se una qualsiasi potenza straniera si impegnasse per tagliare fuori la Russia dal web globale. Ma gli osservatori del settore nutrono il forte sospetto che il governo non si stia solo preoccupando di predisporre misure per prevenire la guerra informatica straniera; temono invece che si stia meditando sui modi possibili per isolare il web nazionale in caso di disturbi.

La smentita del Cremlino su questo punto non è riuscita a placare le preoccupazioni della comunità della rete. Riflette però la paura profonda del governo russo che l’Occidente possa provocare disordini in Russia tramite i social network. Putin e i suoi fiduciari guardano alle rivolte della primavera araba e alla più recente cacciata dei presidenti filo-russi dell’Ucraina a seguito delle massicce proteste pubbliche come a fatti collegati agli sforzi occidentali per incoraggiare il cambiamento di regime nell’interesse dell’Occidente.

Temono che la Russia possa essere il prossimo obiettivo e si comportano di conseguenza. All’inizio dell’anno in corso, Putin ha descritto Internet come “un’invenzione della CIA,” e ha affermato che i server devono essere portati in Russia, per ridurre i potenziali rischi alla sicurezza delle informazioni nazionali. Il leader russo ha detto di non aver mai avuto un telefono cellulare, e che se deve chiamare qualcuno si fa aiutare dai suoi assistenti, un evidente riflesso della sua diffidenza verso i gadget elettronici, potenzialmente pericolosi.

Si dice che Putin, veterano del KGB, sia diventato ancora più sospettoso sulla capacità di spionaggio elettronico degli Stati Uniti dopo le rivelazioni di Edward Snowden, statunitense ex contractor della National Security Agency, al quale la Russia ha concesso asilo. Sembra che il presidente si sia lasciato impressionare dalle rivelazioni di Snowden sulle intercettazioni statunitensi al punto da decidere di imporre misure radicali per rafforzare la sicurezza delle informazioni nazionali.

Il caso Snowden ha scosso le già tese relazioni Russia-USA, alimentando sospetti reciproci e contribuendo alla crisi ucraina. L’amministrazione americana, a sua volta, ha visto il caso Snowden come un tentativo da parte della Russia di umiliare pubblicamente Washington e di disturbare i suoi rapporti con gli alleati. Putin ha respinto le accuse degli Stati Uniti laddove consideravano Snowden come un collaboratore dell’agenzia di spionaggio russo, affermazione che gli osservatori considerano con scetticismo.

Come parte degli sforzi in corso per rafforzare il controllo su Internet, Putin ha firmato, all’inizio di quest’anno, una legge che vieta alle società Internet di stoccare dati personali russi all’estero, con una disposizione che potrebbe potenzialmente cancellare Facebook, Twitter e servizi come Booking.com dal territorio russo, salvo che le rispettive organizzazioni non decidano di creare basi dati entro i confini nazionali. La versione attuale della legge indica settembre 2016 come il mese a partire da cui la nuova regola dovrà applicarsi, ma qualcuno chiede di anticiparla all’inizio del prossimo anno. Le principali aziende Internet globali finora hanno evitato di commentare la legge, meditando sulla risposta possibile.

Anche prima che la nuova legge fosse approvata, quest’anno, le società Internet straniere avevano subito pressioni da parte dei servizi speciali russi, che premevano per accedere al loro database, uno dei tanti sforzi compiuti dai servizi per infiltrarsi e spiare le comunicazioni. I servizi di sicurezza russi hanno infatti sviluppato una massiccia rete di sorveglianza, capace di intercettare tutte le telefonate e il traffico Internet. Il sistema, noto come SORM, acronimo russo per “Sistema di misure investigative Operative”, prevede la richiesta a tutti i fornitori di telecomunicazioni che siano installate apparecchiature per reindirizzare i dati di traffico direttamente alle agenzie di sicurezza.

Per legge, le intercettazioni dovrebbero essere richieste al tribunale, ma gli agenti non esibiscono mai queste autorizzazioni al di fuori delle rispettive strutture. Il sistema SORM negli ultimi anni ha comportato un costoso ammodernamento, per far fronte al crescente flusso delle comunicazioni. L’anno scorso, il Ministero delle Comunicazioni ha emesso un ordine che richiede a tutte le imprese di comunicazione di installare apparecchiature per intercettare il traffico su Gmail e Yahoo, anche se è rimasto poco chiaro come si possa consentire ai servizi speciali russi di leggere le comunicazioni criptate. 

L’ultima mossa che obbliga le società Internet straniere a portare i loro database in Russia riflette chiaramente il desiderio dell’agenzia erede del KGB di mettersi in grado di monitorare tutto il traffico Internet.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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