domenica, Luglio 25

La Russia dietro gli hackers degli smartphone dei militari NATO 4000 soldati dell'Alleanza bersagli dei cyberattacchi di Mosca

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La Russia avrebbe hackerato gli smartphone di diversi militari NATO: questo è il risultato di un’ inchiesta condotta da Thomas Grove, Julian E. Barnes e Drew Hinshaw per il Wall Street Journal. I quattro giornalisti avrebbero scoperto l’attacco ai danni di 4.000 soldati NATO dispiegati in corrispondenza dell’area baltica e in Polonia, al confine europeo orientale. A detta del Wall Street Journal, l ‘ obiettivo sarebbe stato quello di ottenere informazioni circa le forze messe in campo dall’ Alleanza atlantica, tentando di minarne la solidità.

Le provocazioni nei confronti della NATO da parte russa non sono nuove. «Noi siamo trasparenti e invitiamo la Russia a essere trasparente nelle sue esercitazioni. Voglio sottolineare che una larga parte delle intercettazioni (di aerei) sul Mar Baltico è svolta in modo professionale e sicuro, da entrambe le parti. Credo sia importante non fare confusione tra le intercettazioni, che sono normali procedure per identificare i voli, con situazioni pericolose. Intercettare gli aerei è una normale attività. Alcune sono condotte in modo non professionale, e alcune volte pericoloso». Con queste parole il Segretario Generale della NATO Stoltenberg aveva commentato le azioni aeree russe se nell’ area baltica.

Peraltro, si sono da poco concluse le esercitazioni russe Zapad che hanno impegnato circa 12.700 soldati,  oltre 70 tra aerei ed elicotteri, 250 carri armati e dieci navi.  La tensione nella regione baltica non

Nessun commento da parte deI Ministero della Difesa russo. Ad esser vittima di questi “cyber attacchi”, alcuni militari come il tenente colonnello Christopher L’Heureux, che da luglio è al comando di una base NATO in Polonia, e che ha rivelato di aver trovato il proprio smartphone hackerato, al ritorno da una esercitazione. «Ho provato a cercare chi lo stesse usando, come se fosse stato perso: la mappa sull’Apple mostrava la geolocalizzazione a Mosca» sarebbero state le parole del militare. Inoltre, l’ IP in uso agli hacker sarebbe russo. Tutti gli incidenti “sospetti” sarebbero avvenuti nei pressi del confine con la Russia e questo non ha fatto altro che supportare quanto i militari avevano già subdolato.

La manomissione degli smartphone risponderebbe a due obiettivi: rendere ogni dispositivo, una fonte di informazioni riguardo alle attività dell’ Alleanza; ma anche possibili ‘cavalli di Troia’ attraverso cui indebolire le strutture della NATO, magari con la diffusione di virus. Dal canto suo la NATO ha iniziato a prendere le dovute precauzioni circa l’ utilizzo di determinati hot spot protetti oppure mediante la rimozione delle schede sim.

La questione cyber desta, negli ultimi anni, molta preoccupazione, soprattutto nei Paesi al confine con la Russia. A questo proposito, un paio di settimane fa, i ministri della difesa di Polonia e Finlandia, quest’ ultima non membro Nato e confinante con la Russia, si erano riuniti ad Helsinki per siglare un accordo circa lo scambio di informazioni e tecnologia. «Questo accordo è di particolare importanza per tutti i paesi del Mar Baltico, ma anche per l’intera Unione europea» aveva dichiarato il ministro della Difesa polacco Antoni Macierewicz .

Secondo la NATO, i cyberattacchi sulle reti dell’alleanza sono aumentati nel corso degli ultimi anni, soprattutto da quando la NATO ha inserito il cyberspazio tra i terreni su cui concentrare la propria attenzione.

Le cosiddette “cyber-truppe”russe sarebbero state autrici di interferenze nella campagna elettorale americana del 2016, quella che ha portato alla Casa Bianca Donald Trump. Per influenzare l’esito delle elezioni, Mosca avrebbe realizzato numerosi account falsi su Facebook, ma, a quanto risulta all’ intelligence americana, anche su Twitter. Attraverso questi account, sarebbero stati diffusi degli annunci falsi, in grado, sulla base di uno studio  dell’ algoritmo del social network circa il target a cui si sarebbero rivolti, di dividere sempre più l’ elettorato, a scapito della candidata democratica, Hillary Clinton.

Ma negli ultimi giorni, secondo il gruppo di ricerca statunitense 38 North della Johns Hopkins School of Advanced International Studies, la Russia, tramite un’ azienda di telecomunicazioni, TransTeleCom, avrebbe iniziato a fornire alla Corea del Nord una nuova connessione internet. E questa rivelazione sarebbe venuta fuori mentre il Washington Post rendeva noto che nei primi mesi del 2017 Donald Trump aveva firmato un ordine esecutivo per rendere massiccia la pressione su Pyongyang anche mediante cyber attacchi.

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emanuele.cuda@lindro.it

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