mercoledì, Dicembre 1

La Russia bombarda la Siria dal mare

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Ad est dell’Unione, la Turchia nega di aver ancora raggiunto un accordo con Bruxelles per la gestione dei flussi di migrantiAltissima la tensione in Israele, con il premier Benjamin Netanyahu che ha annullato la visita in Germania prevista per giovedì a causa della recente impennata di violenze nello Stato ebraico e nei Territori occupati. Centinaia di abitanti arabi di Jaffa (Tel Aviv) si sono scontrati la scorsa notte con reparti della polizia israeliana durante una manifestazione indetta ‘in sostegno della moschea al-Aqsa di Gerusalemme’, che in questi giorni è al centro di un duro confronto fra palestinesi ed israeliani. Diversi automezzi sono stati danneggiati da pietrate e alcuni agenti sono rimasti contusi nel corso degli incidenti, protrattisi per circa due ore.

E proprio a Gerusalemme, precisamente nella Città Vecchia, una donna ha accoltellato due persone, ferendole lievemente, prima di essere colpita e seriamente ferita. In seguito all’attentato odierno la polizia ha imposto misure straordinarie nell’area: la porta di Damasco – uno degli accessi principali – è stata sbarrata, gli israeliani che si trovavano sulla Spianata delle Moschee sono stati fatti evacuare, la Spianata antistante il Muro del Pianto è ora vuota e centinaia di agenti presidiano la zona. Un altro episodio di violenza si è verificato a Kyriat Gat, nel sud del Paese, dove un palestinese ha ferito a coltellate un soldato israeliano. L’aggressore è stato successivamente ucciso. Il soldato accoltellato è stato trasportato in ospedale ma non sarebbe grave. In un’intervista al quotidiano israeliano Haaretz il presidente palestinese Abu Mazen ha detto di essere impegnato nel tentativo di calmare la situazione, ma ha anche criticato le misure repressive annunciate ieri dal governo israeliano, fra cui la demolizione delle case di attentatori e l’invio a Gerusalemme est di rinforzi di polizia.

Andando in Afghanistan, Medici Senza Frontiere ha chiesto che la Commissione internazionale d’inchiesta in ambito umanitario (IHFFC) indaghi sul bombardamento americano di un loro ospedale sabato a Kunduz come si trattasse di un crimine di guerra. Dicendo di non avere fiducia nell’inchiesta militare interna aperta dagli Stati Uniti sul bombardamento costato la vita a 22 persone, Msf chiede agli Stati firmatari di far intervenire appunto questa Commissione internazionale d’inchiesta in ambito umanitario, fondata nel 1991 sotto le Convenzioni di Ginevra per occuparsi di questioni di guerra. Finora la Commissione, che ha sede a Berna ed è a disposizione della comunità internazionale, non era mai diventata operativa.
La Commissione internazionale d’inchiesta in ambito umanitario è formata da 15 membri e la Svizzera ne dirige la segreteria in qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra. Se alle parti coinvolte in un conflitto vengono rimproverate violazioni del diritto internazionale umanitario, gli esperti della commissione hanno il compito di indagare. A differenza di un tribunale, la Commissione si limita a chiarire i fatti senza emettere alcun verdetto. I risultati, comunicati alle parti in causa, sono accompagnati da raccomandazioni per un miglior rispetto e applicazione del diritto internazionale umanitario. La Commissione è competente per i conflitti armati internazionali.

La Commissione d’inchiesta ha lo statuto di osservatore presso l’Assemblea Generale e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ha il sostegno di altre istituzioni internazionali, quali il Comitato internazionale della Croce Rossa, la Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, la Corte penale internazionale, il Consiglio d’Europa e l’Unione europea.
Sul campo continuano con alterne fortune i combattimenti nel centro di Kunduz ed il perdurare degli scontri e dell’incertezza fa sì che la città viva in queste ore una emergenza alimentare importante. Secondo i resoconti governativi, la città è sotto il totale controllo delle forze di sicurezza afghane, ma apparentemente nel centro abitato sono presenti commando di talebani che si nascondono nelle case ed attaccano all’improvviso i soldati creando una situazione di paura ed incertezza.

Da ultimo, in occasione della conferenza stampa seguita all’incontro con il segretario alla Difesa statunitense Ashton Carter, il ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti ha sottolineato che l’Italia fa parte della coalizione anti-Isis in Iraq, anche perché il governo locale ha richiesto il nostro intervento. «Noi ci auguriamo non solo l’intensificazione degli sforzi anti-Isis», ha spiegato Pinotti, «ma anche che ci sia una transizione politica che consenta di avere una situazione diversa, riconosciuta e più chiara. In quel caso valuteremo, ad oggi la decisione dell’Italia resta quella di partecipare alla coalizione solo nell’area irachena». Riferendosi alle notizie che danno come possibili attacchi all’Isis da parte degli aerei italiani, Pinotti ha detto che «Stiamo valutando eventuali nuove necessità che possano venire dalla coalizione e dal governo iracheno ma nessuna decisone verrà presa senza il coinvolgimento del Parlamento». Infine, sull’Afghanistan, è stata sottolineata l’importanza di «non lasciare solo» il Paese.

 

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