mercoledì, Dicembre 1

La Russia bombarda la Siria dal mare

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Venendo agli affari europei, era oggi in programma un dibattito sull’immigrazione al parlamento di Strasburgo, riunito in sessione plenaria, Il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno chiesto nuove regole sull’accoglienza, in un intervento congiunto che non si verificava dalla caduta del muro di Berlino. «L’Unione ha reagito troppo lentamente all’eccezionale ondata di rifugiati», ha detto il presidente francese. «Il trattato di Dublino è superato», secondo la cancelliera tedesca.

Ma Hollande ha parlato anche della crisi finanziaria greca, aprendo le porte alla possibilità di un negoziato sul debito di Atene, come più volte chiesto dal premier greco Alexis Tsipras. Lasciar fallire la Grecia «sarebbe stata una sconfitta», ha affermato il presidente francese, perché «avrebbe significato l’uscita di un Paese dall’euro e avrebbe aperto una crepa nella moneta unica». Ma, dopo che è stato siglato un accordo sulle riforme, «spero che si apra una discussione sul servizio del debito pubblico» di Atene. Il presidente francese ha aggiunto che nei prossimi mesi e anni saranno necessarie scelte istituzionali per rafforzare la governance della zona euro e l’Unione europea procederà secondo un’integrazione ‘differenziata’.

Tornando al dossier immigrazione, la politica europea sul rimpatrio dei migranti economici sarà al centro del Consiglio Ue degli Affari interni di domani. Riuniti a Lussemburgo i 28 ministri degli Interni sottolineeranno la necessità di compiere maggiori sforzi sull’allontanamento dei migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale, di coinvolgere maggiormente Frontex in tutte le attività e di rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e transito. Nella bozza di conclusioni del Consiglio di domani non si fa cenno ai 400 mila migranti economici da rimpatriare nei prossimi secondo quanto rivelato stamane dal quotidiano britannico Times.

Intanto diventa operativa da oggi Eunavfor Med, l’operazione dell’Unione europea nel Mediterraneo contro le reti di trafficanti di esserei umani, ribattezzata ‘Sophia’, dal nome di una bimba nata su una nave militare tedesca ad agosto al largo delle coste della Libia. La ‘fase 2’ della missione, che segue quella di raccolta delle informazioni di intelligence, prevede operazioni di abbordaggio, perquisizione, dirottamenti e confisca delle imbarcazioni e degli strumenti usati dai trafficanti in acque internazionali.

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ieri sera in audizione al Senato ha ricordato che nel corso della prima fase dell’operazione Ue nel Mediterraneo centrale, a cui hanno partecipato 8 Paesi europei, sono state soccorse circa 3mila persone e 15 sospetti scafisti sono stati consegnati alle autorità giudiziarie. Numeri che si aggiungono a quelli delle altre due operazioni condotte negli ultimi anni del Mediterraneo, ‘Mare Nostrum’ e ‘Mare sicuro’. Fra ottobre 2013 e ottobre 2014, ha ricordato Pinotti, con la missione ‘Mare Nostrum’ sono state salvate 156mila persone e arrestati 320 presunti scafisti, mentre con ‘Mare sicuro’, da marzo 2015 a oggi, le persone soccorse sono 112mila, sono stati arrestati 400 sospetti scafisti. Inoltre sono stati sequestrati 279 barconi o gommoni usati dai trafficanti ed è stata catturata una nave madre.

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