lunedì, Settembre 27

La Romania energeticamente indipendente dalla Russia? true

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Petrolio GOlfo

La Romania potrebbe diventare un produttore indipendente di energia e anche un esportatore di gas in pochi anni. Lo sappiamo, la Russia è uno dei maggiori operatori mondiali del mercato del gas. Nel contesto di una crisi energetica paneuropea, seguita alle tensioni politiche tra Russia e Ucraina e sotto la minaccia dell’interruzione delle forniture di gas, la Romania (al confine con l’Ucraina) non sarà colpita da un’eventuale crisi, perché ha la capacità di produrre più energia e gas di quanto ne consumi.

Almeno così dicono le autorità della Romania, dicendo che si tratta del terzo Paese dell’Unione europea in termini di indipendenza energetica, dopo la Danimarca e l’Estonia. Anche se lo Stato rumeno si considera tra quelli dipendenti dal gas russo, solo il 20% del consumo arriva da Mosca; altri paesi ne dipendono in proporzioni molto più grandi, alcuni addirittura fino al 100%. La Bulgaria raggiunge il 90%, e Paesi come l’Austria, l’Ungheria, la Grecia ricevono la metà del gas dalla Russia. Questi saranno i primi ad essere colpiti da un’eventuale decisioni dei funzionari russi se decideranno di limitare o interrompere l’erogazione del gas.

I piani delle autorità, annunciati in ciascuna strategia energetica contenuta nei documenti ufficiali, dove si dice che la Romania intende diventare indipendente per quanto riguarda l’energia, e vuole chiudere le importazioni di gas dalla Russia, sembrano prossimi a realizzarsi. La Romania potrebbe raggiungere l’indipendenza energetica entro la fine del decennio, grazie a fonti di gas di scisto e delle energie alternative, come vento ed energia nucleare.

Ancora, nel 2020, la Romania potrebbe esportare parte della sua produzione di gas naturale e di energia elettrica, riuscendo così a ridurre la dipendenza europea dalla Russia. Lo scenario della strategia per ottenere l’indipendenza energetica entro il 2020 si basa sulle risorse del Mar Nero,senza sfruttare il gas di scisto, ha detto di recente il ministro per l’Energia, Razvan Nicolescu, in una conferenza stampa. Secondo Nicolescu, nel 2020 la Romania otterrà l’indipendenza energetica perché produce più gas ed elettricità rispetto a quelli consumati. Razvan Nicolescu, il ministro rumeno per l’Energia, ha detto che i recenti sforzi di esplorazione dimostrano che la Romania ha notevoli risorse di gas naturale nel Mar Nero; la sua estrazione potrebbe iniziare entro la fine del 2019. Queste risorse e i gas di scisto aiuteranno la Romania a soddisfare i propri bisogni di energia e addirittura a diventare un esportatore di gas.

Le risorse interne già soddisfano l’80% delle esigenze, tramite fonti proprie di petrolio, gas e carbone, ma anche con l’idroelettrico e il nucleare. Il resto viene importato dalla Russia. Perciò, la popolazione della Romania non sarà influenzata dalla sospensione delle forniture di gas russo all’Ucraina, avendo abbastanza capacità di estrarre gas e, allo stato attuale, con una produzione che supera il consumo, secondo una dichiarazione del Dipartimento di Energia del Ministero dell’economia di Bucarest.

Il Dipartimento per l’Energia sta anche lavorando su un grande progetto di strategia energetica. La direzione del dipartimento dice che sono già stati conservati oltre 1,4 miliardi di metri cubi di gas naturale. Inoltre, a maggio 2014, la produzione romena ha superato il consumo nazionale, “il che ci aiuta molto,” ha detto Razvan Nicolescu.

La Romania sta poi conducendo uno studio di fattibilità per costruire un’interconnessione che permetterà al gas naturale di essere trasportato dall’Azerbaijan attraverso la Georgia, raggiungendo la Romania e poi l’Europa centrale e occidentale. Il gasdotto aiuterà la regione ad affrontare eventuali futuri problemi di approvvigionamento energetico.

Un’altra grande notizia è che un nuovo giacimento è stato scoperto questa settimana da Petrom e Exxon, nel Mar Nero, e che la produzione potrebbe iniziare in 3-4 anni. Depositi di petrolio e gas naturale sono stati scoperti nel perimetro della riserva denominata “Istria”, la più ricca della piattaforma continentale della Romania, dove la società Petrom ha già estratto circa 700 000 tonnellate di petrolio in un anno.

Il pozzo esplorativo Marina 1, che ha trovato un giacimento, si trova a 60 km dalla costa e la sua profondità di estrazione è 2.150 metri. Secondo gli esperti, il pozzo potrebbe aggiungere circa 200 mila tonnellate di petrolio all’anno.

Ora Petrom cerca petrolio e gas in quattro blocchi del Mar Nero. Solo in uno di questi al momento si estrae petrolio. Oltre alla riserva “Istria”, l’altro è di sola esplorazione ma si stima che nel 2020 potrebbero estrarre fino a 80 miliardi di metri cubi di gas naturale. Nella riserva “Istria” sono già attivi cinque punti di estrazione, dal 1987. La produzione del nuovo giacimento potrebbe arrivare a 3.800 serbatoi auto riempiti di benzina o diesel ogni giorno, secondo i rappresentanti della società.

Come abbiamo detto, il principale stato Ue ad essere energeticamente indipendente è la Danimarca – è stato il solo, nel 2012, ad aver avuto un surplus nella produzione di energia. Secondo gli esperti, più in particolare, la produzione è stata pari a 18,9 Milioni di tonnellate equivalenti (Mte) e il consumo solo di 18,1 Mte, con una percentuale del 3,4% inutilizzata. L’Estonia è un altro paese che vede l’indipendenza energetica. Nel 2012, l’Estonia ha prodotto 5,1 Mte consumandone 6,1. La differenza è stata importata. All’altra estremità della scala ci sono Malta, Lussemburgo e Cipro, paesi che dipendono quasi per il 100% dalle importazioni di energia.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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