domenica, Maggio 16

La road map di palazzo Chigi: 2016 decisivo Oggi le riforme istituzionali, poi le unioni civili, passando per Roma 2024, tra le prime urgenze di Renzi

0
1 2


Si può cominciare con un sorriso, e a patto di sapere che è un gioco. L’oroscopo, per l’11 gennaio dice che molti nati sotto quel segno (il Capricorno, segno di terra e ‘terragno’: «Sovra a’ sepolti le tombe terragne/portan segnato quel, ch’egli era pria», Dante in una sua terzina), hanno già iniziato a recuperare terreno nell’ambito del lavoro; e ancora: «i liberi professionisti, i capi, gli imprenditori si trovano in una condizione di vantaggio rispetto al passato. In molti casi proprio l’inizio del 2016 servirà a dipanare la matassa, a darsi da fare per ottenere maggiore successo…E’ importante salutare questo mese con ottimismo, da venerdì 8 grande vigore e miglioramento fisico…».

Perché questo incipit? Semplicemente perché oggi molti canteranno l’’Happy Birdhday to You’ per Matteo Renzi, che compie gli anni; è nato nel 1975, quindi è già in quell’età che lui stesso definisce a rischio rottamazione; ma senz’altro quando indica quella soglia è ad altri che pensa. Lui, probabilmente si considera la classica eccezione che conferma la regola. Ma al di là della facezia. Il caso, questa volta fa bene le cose: che il giorno del compleanno del Presidente del Consiglio coincide con un momento importante per lui e il Governo che presiede: Oggi, dice Renzi, «la Camera vota la quarta lettura delle riforme costituzionali. Poi toccherà al Senato e nel mese di aprile il voto finale, ancora della Camera. Quindi, ragionevolmente, a ottobre il referendum finale. Saranno semplicemente gli italiani, e nessun altro, a decidere se il nostro progetto va bene o no».
Renzi, insomma, ribadisce quello che ha detto nel discorso di fine anno: la road map di palazzo Chigi; e indica le riforme istituzionali al primo punto tra ledieci partite di grande importanzache attendono il Parlamento alla riapertura dei lavori dopo la pausa natalizia.

Una settimana ancora, poi il Presidente del Consiglio si presenta alla Camera per fronteggiare una mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni. Lasciamolo dire a lui: «Mi presenterò a Montecitorio per illustrare nel dettaglio che cosa abbiamo fatto sino ad oggi, e cosa intendiamo fare. Una mozione di sfiducia è un atto molto impegnativo e solenne: per rispetto ai deputati e ai cittadini parleremo con molta chiarezza e determinazione».
Renzi fa sapere che il 21 gennaio volerà a Losanna con il presidente del Coni Giovanni Malagò, alla sede del CIO: «L’Italia sta investendo molto sullo sport, sugli impianti sportivi, sulle periferie. Ma punta anche a vincere la sfida olimpica di Roma 2024. Non sarà facile perché abbiamo avversari tosti, a cominciare da Parigi. Ma l’idea che l’Italia torni a pensare in grande e non rinunci più ai propri sogni, come accadde qualche anno fa, proprio con Roma, è per me un valore da difendere».

Certo, piacerebbe che ogni tanto chi fa politica, e in particolare chi governa, invece di raccontare quello che intende fare, dicesse quello che è riuscito a fare; ma non si può avere tutto. Non lo faceva Silvio Berlusconi, non lo facevano Massimo D’Alema, Romano Prodi, Mario Monti, Enrico Letta… Perché con Matteo Renzi dovrebbe essere diverso?
Vediamo, allora, quello che si promette di fare, giusto per serbarne memoria un giorno: il 15 gennaio il Consiglio dei Ministri affronta i primi decreti legislativi sulla riforma della Pubblica Amministrazione, così da avere «un’Italia più semplice». Poi il nuovo Codice degli appalti; poi il Ministro della Giustizia Andrea Orlando presenta i dati, «davvero molto buoni», sulle riforme della Giustizia («riduzione di tempi, arretrati e pendenze, semplificazione telematica») e la proposta sulla riforma del diritto fallimentare.
Il 22 gennaio si convoca la direzione del Partito Democratico, per affrontare il nodo delle elezioni amministrative di giugno.
Volete provare a chiedere a Renzi una previsione per il 2016; questa la risposta: «Il meglio deve ancora venire. Mentre in tante parti del mondo si pensa a blindarsi l’Italia inaugura teatri, biblioteche, asili, scuole. Perché alla fine, davvero, solo la bellezza salverà il mondo». Non è facile esser ‘belli’ con chi ti sta tagliando la gola, forse oltre alla ‘bellezza’ sarà utile e necessario anche sapienza, perspicacia, prudenza, intelligenza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->