giovedì, Settembre 23

La rinascita del Mazdeismo nel Kurdistan iracheno La religione di Zarathustra ricompare dopo secoli di clandestinità e propone il cambiamento sociale

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Da qualche tempo, si parla di una rinascita della religione zoroastriana in Iraq, e precisamente nel Kurdistan iracheno. La si lega a diversi fattori, dal nazionalismo curdo al disgusto provocato dalla versione estrema e mostruosa dell’Islam propugnato dallo Stato Islamico a suon di massacri e distruzione. Ma il risveglio di Zarathustra sembra essere motivato da qualcosa di diverso.

La religione zoroastriana, o Mazdeismo, è un antico culto monoteistico risalente, secondo la tradizione, al Sesto secolo a.C. Il suo profeta fu Zoroastro, o Zarathustra, e la sua culla fu l’odierno Iran. Il Mazdeismo fu la religione ufficiale di imperi persiani potenti come quello degli Achemenidi e quello dei Sasanidi. Come le tre grandi religioni monoteistiche -Giudaismo, Cristianesimo e Islam- anche il Mazdeismo ha il suo libro sacro, l’Avesta. Inoltre, anche il Mazdeismo contiene elementi familiari come il messianismo, l’eterna lotta tra bene e male, paradiso e inferno, e il giudizio universale.

Il Mazdeismo è stato una religione molto popolare e diffusa -dal Golfo persico, all’Asia centrale, al subcontinente indiano, fino a insinuarsi in Cina- ma nella sua terra d’origine fu eclissato dalla conquista arabomusulmana, nel Settimo secolo d.C., che abbatté la dinastia sasanide.

Il Califfo Omar -il secondo dei quattro califfi ‘rashidun’, i ben guidati, che raccolsero l’eredità diretta del profeta Muhammad – dichiarò i fedeli zoroastriani ‘popolo del libro’ (in Arabo, Ahl al-Kitab) assimilandoli ai fedeli delle altre due fedi monoteistiche fondate sui libri sacri (il Giudaismo e il Cristianesimo). Ma l’aver perduto il sostegno ufficiale dello stato ne decretò l’inesorabile declino.

Ciononostante, il Mazdeismo è sopravvissuto sino ai giorni nostri. In India, in Iran, persino in Europa, negli Stati Uniti e in Australia, e sembra che in Iraq i suoi fedeli siano rimasti nascosti per secoli senza mai davvero abiurare la propria fede.

I principi della versione moderna di quella che a tratti appare più come una filosofia che una religione, sono racchiusi nel detto ‘buoni pensieri, buone parole e buone opere‘. Nel zoroastrismo moderno ritroviamo elementi di parità di genere, di attenzione per l’ambiente e la natura, di lavoro, carità e altruismo, di rispetto verso ogni essere umano, indipendentemente da razza e credo.

 

Mazdeismo in Iraq e nel Kurdistan

Oggi, i fedeli zoroastriani sono presenti in diverse area del Kurdistan iracheno ma in alcune aree dell’Iraq sottoposte al Governo federale. Non esistono statistiche circa i loro numeri, e sui documenti d’identità vengono indicati come musulmani, pur non essendolo.

Il Mazdeismo è un credo religioso riconosciuto dalla Legge numero 5 sulla protezione dei componenti, la legge che riconosce e protegge i vari segmenti della società, approvata dal parlamento del Kurdistan iracheno il 21 maggio 2015 (il Kurdistan iracheno è una regione autonoma all’interno dello stato dell’Iraq).

Luqman Haji, il capo della comunità zoroastriana irachena, ha spiegato in un’intervista ad ‘al-Monitor‘ che per quanto questo sia uno sviluppo molto positivo dopo secoli di clandestinità, non si tratta ancora di un pieno riconoscimento ufficiale e il Centro culturale zoroastriano non è ancora riconosciuto a tutti gli effetti come un luogo di culto, né i leader spirituali come clero religioso.

Haji sostiene che negli ultimi tempi, coloro che hanno ereditato la fede zoroastriana dalle generazioni precedenti si sono sentiti liberi di uscire dalla clandestinità, che molti hanno celebrato la cerimonia della ‘legatura’ (assimilabile al battesimo cristiano o alla professione di fede musulmana) e che altri si siano avvicinati al Mazdeismo e convertiti (anche se l’apostasia dall’Islam resta un crimine secondo il codice di statuto personale iracheno).

«Per evitare reazioni rabbiose, ci siamo mossi in silenzio senza fare rumore. Non costituiamo una minaccia per nessuno perché il nostro è un invito alla pace e allamore. [Tuttavia, alcuni clerici musulmani radicali] hanno già cominciato a diffondere menzogne sul nostro conto e false accuse attraverso le moschee per calunniarci», ha dichiarato Haji ad ‘al-Monitor‘.

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