sabato, Aprile 17

La riforma a metà trova tutti d’accordo image

0

Renzi nuova

Il tipo di riforma elettorale su cui Pd (compresa la minoranza), Ncd e Forza Italia hanno trovato l’accordo prevede l’Italicum solo per la Camera e l’abolizione di ogni riferimento al Senato per il quale, pertanto, rimane valida la legge elettorale proporzionale uscita dalla sentenza della Consulta (in attesa che Palazzo Madama venga abrogato con una legge costituzionale). L’emendamento è stato presentato qualche giorno fa dal deputato bersaniano Alfredo D’Attorre ma è risultato subito molto gradito ad Angelino Alfanouna scelta di buon senso» anche per Gaetano Quagliariello).

Questa mattina, al termine di un vertice a Palazzo Grazioli, anche Silvio Berlusconi ha dato il via libera. «Come ulteriore atto di collaborazione, nell’interesse del Paese, a un percorso riformatore verso un limpido bipolarismo e un ammodernamento dell’assetto costituzionale – afferma un comunicato scritto molto probabilmente da Renato Brunetta – manifestiamo la nostra disponibilità a una soluzione ragionevole che nel designare la nuova legge elettorale, ne limiti l’efficacia alla sola Camera dei Deputati». L’accordo è stato salutato con soddisfazione da Matteo Renzi (a Tunisi per la sua prima uscita ufficiale da premier) che ha parlato di «importante passo avanti sulla legge elettorale».

Berlusconi ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Aveva firmato un accordo con Renzi per una legge elettorale che permettesse il ritorno alle urne ma il segretario del Pd era ormai ostaggio della minoranza Pd e del Ncd che hanno espressamente chiesto un atto parlamentare concreto che, al di là delle promesse del premier, ancorasse questa legislatura fino alla sua scadenza naturale.  Nonostante le minacce di Brunetta di far saltare il tavolo delle riforme, Renzi è riuscito a tenere insieme le due maggioranze, quella di governo e quella per la riforma elettorale. Ancora una volta si è dimostrato un grande  giocatore d’azzardo e per adesso le sue mosse sono risultate vincenti. 

Naturalmente Berlusconi ha già fatto sapere che la maggioranza ora dovrà «impegnarsi ad abolire il Senato in tempi brevissimi» ma è chiaro che ora Ncd,  minoranza Pd, i partitini e i malpancisti di Forza Italia affonderanno nelle sabbie mobili la riforma che prevede l’abolizione del Senato e la modifica del Titolo V. Non solo perché si garantirebbero così l’intera legislatura ma anche perché alle prossime elezioni si andrebbe con una legge elettorale proporzionale al Senato e quindi i piccoli partiti rimarrebbero ancora determinanti per formare la maggioranza.  

Anche il neonato gruppo di ex dissidenti grillini formatosi al Senato, pur avendo fatto sapere, tramite il sen. Lorenzo Battista, che «darà una fiducia condizionata» a Renzi, difficilmente sosterrà il governo sull’abolizione del Senato.

Le continue modifiche al testo base della legge elettorale, fra premio di maggioranza troppo basso, tre soglie diverse, deroghe per le minoranze linguistiche, deroghe per la Lega Nord e altro ancora, hanno generato un “monstrum” dalle conseguenze assolutamente imprevedibili (senza contare le diverse regole di voto fra Camera e Senato). Se ne è reso conto anche Francesco Paolo Sisto di Forza Italia che è stato l’unico parlamentare a venire in possesso di una simulazione del voto con la nuova proposta di legge elaborata dal Centro Studi della Camera. Seppur sollecitato con insistenza dagli altri gruppi a rendere noti i risultati della simulazione, ha preferito non divulgarli. 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->