giovedì, Maggio 13

La resurrezione di Pannella field_506ffbaa4a8d4

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Si sono già dette e scritte, ed ancor più si stanno dicendo e scrivendo, tali e tante parole su Pannella che se ne è andato che da un capo all’altro dello strapaese delle meraviglie è tutto un rimpiangere il ‘Marco’ che «era pur grande, era pur buono». Così chi le ha dette e scritte a tempo e luogo, e soprattutto conseguentemente operato, preferisce a volte pudicamente contenersi. Quasi apprezzando, come certamente e beffardamente fa lui, i pochi puntigliosi critici rimasti (maniaci religiosi esclusi). E se è facile e magari allegramente consolatorio confidare che alle sorprese del ‘lupo marsicano’ Pannella bisogna comunque stare attenti, prudenza e precedenti consigliano di attendere almeno tre giorni, la questione della ‘resurrezione’ è in realtà cosa molto seria. La sua e quella di ciascuno di noi.

Il ritorno, che Franco Califano non escludeva, lo diamo addirittura per certo, quantomeno in quanto e in chi lasciamo, se idee, azioni, persone sapranno dare buon frutto. Ma non solo. Per quanto riguarda Pannella, visto che di lui si tratta, di lui parlando parliamo di tutti. Come peraltro ha sempre cercato di fare, lucidamente o marasmaticamente che fosse, difendendo con il diritto di uno quello di tutti. Quindi vedremo presto la sua eventuale ‘resurrezione’ nei suoi frutti, potenzialmente copiosi visti gli innumerevoli semi piantati. Ché fa impressione, rileggendo le tante riepilogazioni delle cose che ha fatto, non tanto vedere quante sono, ma risovvenirci che c’era anche quell’altra, e quell’altra, e quell’altra ancora… E poi ci sono Laura Hart e Matteo Angioli, che hanno vissuto con lui passo passo gli ultimi mesi e settimane e giorni, e se li conti anche i minuti. Aspettano una nuova vita per dicembre, e quindi evidentemente concepita da loro in questi tempi e in quella casa che nell’ultimo periodo non hanno praticamente mai abbandonato assieme per stargli sempre vicino. Magari non il venticinque, sarebbe troppo, e chissà se ci ‘metterà mano’ il suo amico Dalai Lama, anche quello sarebbe troppo. In ogni caso anche questo nuovo arrivo, femmina o maschio che sia, è destinato a ‘romperci le scatole’. Lasciandoci, intanto, l’ultima ‘figlia’ o ‘figlio’ di Pannella, qualche anno per crescere (lei, o lui, o loro) e tirare il fiato (noi).

Ora tutte le cose, e tutte le persone, possono liberamente fruttificare visto che la vecchia quercia non dà più diretto conforto, ma neppure fa ombra ed offre alibi, e chiunque volendo ne può fare buon uso. Quanto a ciascuno di noi…

 

E, dunque, in questo Maggio 2016

da Lunedì 16 a Venerdì 20

Lunedì 16

Martedì 17

Mercoledì 18

Giovedì 19

Marco Pannella ci lascia alle 13:45, da Roma. Tornerà, chissà dove, come e quando, ma tornerà…

Venerdì 20

Suil manifestoimmagine di Pannella che sbotta: “Morto un cazzo”.  

 

E poi

Sabato 21 e Domenica 22

Sabato saluto a Pannella a Piazza Navona, Roma, poi Teramo. E Domenica…

 

E la prossima settimana

da Lunedì 23 a Domenica 29

Un’altra settimana. E’ questa la novità.

 

Corre e scorre Maggio, che purtroppo o per fortuna non tornerà mai più. O magari sì, in altro modo.

 

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