venerdì, Maggio 14

La pubblicità web raggiunge e supera i periodici

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La Webpubbllicità decolla stabilmente. Finalmente.

 

I dati previsionali relativi al Terzo Trimestre 2015 appena concluso (luglio, agosto, settembre) mostrano che il trend ascensionale è divenuto ormai strutturale. Internet e Periodici sono spalla a spalla per aggiudicarsi il terzo posto nella raccolta pubblicitaria in Italia tra i mezzi di comunicazione. Dopo televisione e quotidiani. Secondo i report Nielsen, Internet aveva raggiunto i periodici già nel Primo Trimestre 2014, dato rafforzato nel Secondo, relativo al periodo Aprile-Giugno. E poi consolidato sull’anno.

Ora, con i dati seppur presuntivi relativi al Terzo Trimestre 2015, si può dire che il trend è divenuto da congiunturale strutturale. A spingere Internet è stato soprattutto il calo persistente e significativo della stampa periodica.

Il Web, che continuava a crescere, ma percentualmente meno delle perdite degli altri comparti, ora sembra aver messo le ali. È la rivincita dei cosiddetti New Media su una parte di quelli tradizionali. Tra questi ultimi, infatti, ci sono ancora i quotidiani che si difendono, anche se il calo delineantesi, nel raffronto 2014-2015, è percentualmente a due cifre. Secondo i dati Nielsen, Internet è sempre più forte.

Indicativa l’attenzione consolidata degli investitori verso le Piattaforme Digitali, cui non riservano più una quota residuale del budget dopo aver pianificato sui media tradizionali. A spingere gli inserzionisti verso Internet ci sono per esempio, secondo i principali Istituti di ricerca, il tempo crescente che i lettori passano sui media digitali e le opportunità date dalle nuove forme di pubblicità online tra cui il native advertising. Si tratta di contenuti pubblicitari redatti dai giornalisti di una testata, tenuti distinti dalle News, che permettono di raccontare in modo più coinvolgente e interattivo la storia di un’azienda. Negli Stati Uniti si è iniziato a parlarne come di una sorta di discendente dei vecchi articoli publiredazionali. Si è cominciato a farlo peraltro da nobili lombi, il New York Times; in Italia ci si cimenta adesso, tra gli altri, anche il Corriere della Sera.

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