martedì, Maggio 18

La promessa di Joko Widodo in Indonesia Il neo-Presidente non viene dal'esercito, premia il merito e le riforme

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Bangkok – Seppur in attesa del pronunciamento ufficiale e la conseguente   istituzionalizzazione della sua vittoria alle recenti elezioni presidenziali, Joko “Jokowi” Widodo è sereno, deve solo aspettare la decisione finale della Corte Costituzionale, un parere esaustivo in materia. Ma –in fondo- si tratta solo di questione di tempo prima che sia reso noto a tutti in modo conclusivo che siamo davanti al settimo Presidente dell’Indonesia, il che probabilmente dovrebbe accadere alla fine di Ottobre.

A differenza del suo rivale politico di origini militari, il Presidente Joko ha tagliato i ponti col consueto passato politico tipico indonesiano segnando l’era politica del periodo post-Suharto ed è piuttosto il risultato di una vera e propria generazione politica improntata alla Riforma. Joko “Jokowi” Widodo  viene dai ranghi del genere umano focalizzato sulla soluzione dei problemi, una generazione tipica delle piccole città della provincia indonesiana invece che da quella ormai consueta organizzazione politica nazionale.

Finora ha già lasciato il segno nel sottolineare di voler premiare il merito e dimostrando a tutti che si possono ottenere anche grandi obbiettivi in modo pacifico e non necessariamente guerrafondaio ed aggressivo. Con lui non contano più, insomma, la famiglia di provenienza, le connessioni militari o nel mondo del business che fino ad oggi hanno sostenuto e prodotto la classe politica indonesiana. Con un politico fatto in questo modo, che rompe i legami col passato nepotista, la politica certamente in breve tempo vivrà una nuova stagione, nulla sarà più lo stesso e non sarà più solo fonte di guadagni e potere per pochi eletti. Joko non è diventato Presidente semplicemente per entrare nella consueta cittadella chiusa del Potere politico per un tot di anni. Egli è determinato a fare la differenza e –a conti fatti- ha tutte le carte per poterlo fare veramente.

Ci si chiede, oggi, quali implicazioni vi possano essere –in tutto questo- per la Nazione e tutta la regione. Dal Presidente Susilo Bambang Yudhoyono  erediterà una Nazione tutto sommato stabile, una economia in crescita ed una società giovane, in rapido mutamento. Le minacce più grandi come terrorismo, la violenza etnica nel Maluku ed il movimento separatista di Aceh sono tutti fenomeni sotto controllo o non particolarmente minacciosi. Dal punto di vista internazionale, l’Indonesia riceve rispetto e sta nuovamente esercitando una leadership costruttiva nell’ambito dell’ASEAN. Ciò significa che il Presidente Joko ora può concentrarsi al meglio sulle questioni interne, soprattutto in materia di economia. Insomma le vere sfide nazionali. Erediterà dalla Amministrazione Judhoyono molti piani a lungo termine, la gran parte dei quali già ben avviati o a buon punto.

Egli è ben conscio della lista di cose da fissare in ambito economico. Ma ha anche bisogno di focalizzarsi su pochi temi specifici di particolare rilevanza. Alcune aree come le infrastrutture, la politica fiscale, la corruzione e l’Istruzione sono tutti territori dove può realmente incidere e fare la differenza in ogni senso, rispetto al recente passato nazionale.

Il Presidente Joko è particolarmente abile nello scuotere le problematiche nell’ambito delle infrastrutture con una serie articolata di progetti da trasformare in realtà. Nei suoi due anni da Governatore di Jakarta, ha dimostrato una abilità notevole nell’identificare e sbloccare vari colli di bottiglia prima di lui a lungo irrisolti.Si prenda ad esempio il progetto di trasporto di massa sotterraneo che oggi si avvia speditamente a rimettersi in moto, dopo anni di ritardi e rimandi nell’arco di ben tre Governi precedenti. Gli indonesiani oggi ossono immaginare di veder finalmente attuato un processo ed un progresso similari in molte strade e progetti nell’ambito energetico che sono rimasti a lungo fermi al palo a causa di lacci e lacciuoli burocratici per più di un decennio.

Nell’implementare le politiche governative, il Presidente Joko ha mostrato coraggio nel voler andare avanti anche con azioni politiche impopolari sebbene necessarie per il progresso nel medio e lungo periodo. Ha risolto il caso del commercio di strada che spesso ingolfava il traffico e gli imbottigliamenti a Jakarta a causa delle strade occupate o ristrette. Ha persuaso la gente ad accettare cambiamenti spesso disagevoli ed ha implementato politiche basilari senza incorrere in contrasti drammatici e paralisi nazionale. Ora ci si attende che agisca similmente in alcune aree complesse come accadrà nel tema spinoso della rimozione dei sussidi per l’acquisto di carburante. Evidentemente si tratta di una misura che sarà ampiamente impopolare ma il Presidente Joko sa che la futilità nel persistere con una politica fallimentare è più pericolosa che l’adottare misure popolari ma insostenibili già nel breve periodo. Disporrà le risorse messe a disposizione attraverso questa riforma per costruire infrastrutture e fornire welfare diretto a favore e beneficio dei poveri del Paese.

Se molti di questi progetti saranno ben avviati e coordinati, si può esser certi che in Indonesia si raggiungerà una crescita economica del 6.5 per cento fino al 7.5 per cento prima della fine del suo mandato nel 2019.

Durante i dibattiti sostenuti in televisione, a margine della campagna politica presidenziale, il Presidente Joko ha mostrato vari temi di interesse nazionale ed allo stesso tempo si è mostrato abile nel difendere e promuovere tutte queste materie e progettualità nonostante la sua finora limitata esperienza diplomatica.

La sua politica estera sarà basata sulla necessità di creare un ambiente stabile per promuovere la crescita economica nonostante la turbolenza regionale. In buona sostanza, l’Indonesia intraprenderà approcci pragmatici su alcuni temi specifici: in quanto Stato-arcipelago, verrà data maggiore attenzione alla risoluzione dei temi che riguardano le questioni confinarie. Un secondo tema di interesse nazionale sarà la applicazione della diplomazia del “potere medio”, cioè l’Indonesia cercherà di diventare una potenza regionale che darà priorità a temi direttamente connessi agli interessi della Nazione e del suo popolo. Un terzo tema da affrontare sarà il consolidamento della leadership ASEAN, mentre si rafforzerà la cooperazione nell’ambito ASEAN e nella più ampia architettura circa la sicurezza regionale. Il quarto tema da affrontare sarà legato alle capacità dell’Indonesia di costruire una sua propria politica ministeriale nell’ambito degli Affari Esteri così che questa possa sostenere una correlativa diplomazia economica all’interno della più ampia cornice dell’economia globale.

I prossimi cinque anni non saranno facili da affrontare per i progetti del Presidente Joko, per i suoi supporter e nell’ambito delle sfide nazionali. Ma col tempo e la perseveranza –affermano gli esperti di cose della politica indonesiana- l’Indonesia diventerà più forte al proprio interno e le restrizioni finora imposte nelle infrastrutture saranno finalmente fluidificate così come altre misure politiche – tipo quella fiscale e quelle di altro genere in ambito economico e finanziario- sarano anch’esse meglio modellate.

 

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