martedì, Maggio 11

La prima Porsche, un bolide derivato dal Maggiolino

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L’8 giugno 1948 nasce la Porsche 356, la prima vettura di un marchio destinato a restare nella storia dell’automobilismo.
Tutto inizia nell’agosto del 1947 quando Ferdinand Porsche, il progettista del ‘maggiolino’ Volkswagen, lascia la prigione francese nella quale era stato rinchiuso per collaborazionismo con i nazisti e torna a Gmünd, in Carinzia. Qui scopre che il figlio Ferry, insieme a Karl Rabe e Erwin Komenda, i suoi più stretti e fedeli collaboratori d’un tempo, ha continuato a lavorare. I tre hanno aperto una modesta officina per la costruzione e la manutenzione di macchinari agricoli e autovetture, specializzata nel riparare le vecchie Volkswagen militari riconvertite a uso agricolo. Suo figlio ha anche salvato dalla distruzione degli stabilimenti Volkswagen i vecchi progetti di una versione coupé sportiva del futuro maggiolino‘. L’idea nata negli anni Trenta era quella di utilizzare gran parte degli organi meccanici della berlina per un modello dotato di un motore più potente che avrebbe dovuto partecipare al Rally Berlino-Roma del 1939, mai realizzato perché i responsabili della produzione della Volkswagen, più occupati a preparare le forniture belliche che a seguire i sogni di Ferdinand, l’avevano cassato. Il sogno riprende vita il 17 luglio quando ricomincia la progettazione di un modello sportivo a due posti derivato dalla meccanica Volkswagen. Il numero di riferimento del progetto è 356.00.015, lo stesso che contrassegnava i disegni dell’auto ideata da Ferdinand Porsche prima della guerra. 356 diviene così il nome della vettura.
Il prototipo costruito a Gmünd è quello di un’auto sportiva aperta a due posti, una soluzione quasi obbligata, perché il trio non ha le risorse per costruire una carrozzeria chiusa. Il telaio tubolare d’acciaio e il motore sono quelli del Maggiolino, mentre il cambio viene collocato a sbalzo dietro l’asse posteriore. Anche le sospensioni, lo sterzo e i freni sono gli stessi della Volkswagen. Le modifiche servono soltanto a migliorare la potenza e la tenuta di strada. Le linee aerodinamiche della carrozzeria in alluminio della prima 356, progettate da Erwin Komenda prima della guerra, vengono fabbricate a mano dall’artigiano Friedrich Weber.
L’8 giugno 1948 la prima vettura è pronta.
Un mese dopo, Herbert Kaes porta la 356 alla prima vittoria in una corsa su strada a Innsbruck. Il primo acquirente di una 356 è il signor Von Seeger, proprietario di un’agenzia pubblicitaria di Zurigo.
La partecipazione ufficiale della 356 al Salone di Ginevra e le richieste conseguenti rischiano, però, di mettere in crisi sul nascere il sogno di Ferdinand Porsche. Mentre fioccano le prenotazioni, infatti, Porsche padre e figlio devono affrontare i problemi relativi alla produzione, visto che le loro officine di Stoccarda sono ancora occupate dalle truppe statunitensi. Ripiegano, allora, sul garage della loro villa di Feuerbach, dove iniziano a produrre otto-dieci vetture al mese. Contemporaneamente, per evitare conflitti con la Volkswagen,  Ferry Porsche stipula un accordo in cui si impegna a non costruire vetture che possano entrare in concorrenza diretta con il Maggiolino, in cambio dell’utilizzo della componentistica e della rete commerciale della stessa Volkswagen. Alla fine del 1949 un contratto con il carrozziere Neuter di Stoccarda risolverà il problema. Quest’ultimo costruirà tutte le carrozzerie della 356.
Le vetture interamente costruite a Gmünd sono quarantasei. Due anni dopo i Porsche rientreranno in possesso dei loro vecchi stabilimenti e trasferiranno l’intera produzione a Stoccarda.

 

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