mercoledì, Maggio 25

La pornografia classica e la pornografia della Guerra Da YouPorn a WarPorn

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Ci sono tanti tipi di pornografia. La peggiore di quelle ‘normali’ è la pornografia dei sentimenti di cui abbiamo oscena prova quotidiana, specie nei talkshow pomeridiani e serali, ancor più in occasione delle grandi catastrofi individuali e collettive.

Quella peggiore di tutte, e ‘stra/ordinaria’, è la pornografia della Guerra. Sia in sé, che nel raccontarla e fruirne compulsivamente. (E ‘compulsivamente’ è riferito sia al raccontarla che al fruirne. Forse ancor più al fruirne). Ed è così stato quasi immediato e ‘naturale’ il passaggio ‘Da YouPorn a WarPorn. La fruizione pornografica della Guerra‘, come scrivevamo ieri nell’approcciare il tema. «Da YouPorn a WarPorn l’evoluzione e il passaggio degli spettatori italiani (e spettatrici, naturalmente) è stato veloce e catastrofico. L’attaccamento ai video di sensazioni altrui credendo di esserne protagonisti ha la medesima qualità e dinamica. Si capisce la volontà e la necessità di essere informati sul conflitto Ucraino, e su cosa fa la Russia, e tutto il resto. Ma c’è una fruizione dell’informazione in generale, e dell’informazione ‘televisiva’ in particolare, che ha la stessa dinamica e consistenza di quella dei video porno. E allora, del caso, meglio quelli».

Valentina Nappi, che del settore ‘classico’ è insigne rapresentante, è donna di notevole intelligenza, di ottimi studi e pregevole acume. (Al di là di tutte le altre rimarcabili doti, a voi ben note). Quindi eccellente curriculum, ed all’altezza di poter dirigere un Telegiornale, magari della Rai, magari il TG1… Ne ha dato prova anche nel notevole dialogo su ‘porno, sesso, donne, libertà, mercificazione’ apparso su MicroMega 5/2014.

(Da quando MicroMega si è dovuto mettere in proprio causa sfratto da casa Elkann, già Gruppo editoriale L’Espresso-la Repubblica, si può avere tutto e anche l’integrale di questo oltre che recuperando il fascicolo cartaceo anche dal sito www.micromega.net. Brani scelti reperibili su Dagospia.

Pensieri e parole, nella fattispecie, erano realmente della Nappi. Per una volta solo affiancata dal noto filosofo Rocco, in questo caso Siffredi anche se non sottovaluteremmo le eventuali doti nascoste di Buttiglione. Ad interloquire Roberta Torre e Maria Latella. E se un intellettuale raffinato e libero come Paolo Flores D’Arcais l’ha ospitata sulla sua rivista, e con notevole rilievo anche mediatico, una ragione ci sarà. C’è. E chi siamo noi per giudicare chi dialogava da pari a pari con Joseph Ratzinger? (Paolo Flores D’Arcais intendiamo, quanto a Valentina Nappi non sappiamo, ma non escludiamo). E poi riuscire con un volto e un corpo molto normali, ed anzi piacevolmente rassicuranti anche per le famiglie, ad affermarsi stabilmente nel mondo della pornografia che macina protagonisti a ciclo continuo, dimostra indubbia intelligenza, carattere e tenacia. Quindi…

Quanto a Monica Maggioni già è rossa, anche se non ci sono foto pubbliche indicanti che lo sia ovunque, e le rosse hanno comunque un loro perché. E poi se i francesi, che se ne intendono, dicono ‘rouge partouze’, una ragione ci sarà. C’è. E chi siamo noi per giudicare. A parte questo l’ammucchiata di partiti che l’ha portata a suo tempo al vertice della Rai ed ora a quello del TG1 già prefigurava pruriginosi scenari. E poi riuscire con un volto e un corpo molto normali, ed anzi piacevolmente rassicuranti anche per le famiglie, ad affermarsi stabilmente nel mondo della pornografia giornalistica che macina protagonisti a ciclo continuo, dimostra indubbia intelligenza, carattere e tenacia. Quindi…

Quindi, come in tutte le cose, vivere la vita è altro e meglio che subirne il racconto, e come in tutte le cose rimpinzarsene, come adesso nella bulimica fruizione passiva di notizie e immagini di guerra, fa male. Anche alla vista, come dicono oculisti ed ottici, e come dicevano i preti, ma per altri motivi. In ogni caso lo scambio professionale di ruoli tra Valentina e Monica potrebbe essere idea non infondata, e proficua. Anzitutto per l’informazione, ma non solo…

[Le citazioni di canali televisivi ed informativi  pornografici avvengono per mera necessità di  narrazione e non per accordi pubblicitari od altre forme di retribuzione. E anche YouPorn e consimili non ci danno nulla…].

DA YOUPORN A WARPORN /2 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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