martedì, Settembre 28

La Polonia non vuole rifugiati perché sono musulmani Il regista polacco Krzysztof Zanussi in un’intervista a RT News

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Parlando del ritratto che oggi il cinema fa delle crisi politiche degli ultimi anni, la giornalista Oksana Boyko incontra il premiato regista e produttore polacco, Krzysztof Zanussi.

Tra le crisi più attuali quella dei rifugiati in fuga verso l’Europa dalle guerre in Africa e Medio Oriente. In seguito all’accordo Ue che affida alla Polonia 12mila rifugiati – “una goccia nell’oceano”, come ha sottolineato il presidente della Commisione europea Jean-Claude Juncker  il Paese si è dimostrato restio, abbassando la quota a 2mila.

«Come si bilancia l’impegno per i diritti umani necessari alla sopravvivenza delle persone con questa esigenza della nazione di preservare il suo tessuto sociale, i suoi valori morali e culturali?», domanda la Boyko.

«Si può immaginare questo mondo in cui ci sono pochi centri dove la gente è ricca, gli stessi dove il resto della popolazione mondiale sta andando in raccolta. Questo non può funzionare. Questa è una crisi temporanea perché lo sviluppo deve accadere sul posto. Le persone non devono migrare in luoghi migliori, ma creare il loro luogo dove stare meglio. Penso che sia parte del gioco. So che la mia nazione è molto riluttante ad accettare questa integrazione, soprattutto perché loro sono musulmani e noi non abbiamo mai avuto tanti musulmani nella nostra storia, siamo molto ‘monoteisti’ al momento, come risultato della Seconda guerra mondiale. Dopodiché non è naturale che una nazione povera si prenda quest’onere, anche se dal lato della Chiesa cattolica si sta facendo appello al fatto che dovremmo comportarci più generosamente. La vera generosità va investita sul posto per aiutare la Siria a diventare una nazione più vivibile. Questo fermerebbe l’immigrazione».

(tratto dal canale Youtube di RT News)

 

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