domenica, Ottobre 24

La politica va in bicicletta?

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«Le biciclette di Belsize girano attorno a me».

Così recita questa splendida e romantica canzone cantata da Mireille Mathieu tradotta in Italia per la voce di Nada. Nostalgia a parte, la bicicletta è sempre stata un oggetto che ha suscitato i sentimenti più vari. Sempre positivi, quando diventava uno strumento per scalare le montagne come per passare giornate in libertà con le persone amate. Questa simpatica due ruote è diventata sempre più un’alternativa alle rumorose e inquinanti auto. Già in molte Nazioni europee viene diffusamente utilizzata, e in Francia è di questi giorni la notizia di un piccolo incentivo economico per chi decida di recarsi al lavoro in bicicletta. E anche in alcune regioni italiane, vedi l’Emilia Romagna, è da tempo un po’ un simbolo della mobilità sostenibile fin dall’immediato dopoguerra, quando ancora in pochi si potevano permettere l’automobile.

Nel nostro Paese da anni sono fiorite tantissime associazioni che si battono perché ne venga facilitato l’uso, costruendo appositi percorsi e garantendo la sicurezza dei ciclisti. Chi detiene comunque una maggiore longevità su questo fronte è la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), la più grande tra le associazioni ciclistiche non sportive, nata nel 1988 e oggi presieduta da Giulietta Pagliaccio, la quale i giorni scorsi ha incontrato sia il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano del Rio che quello del Turismo Dario Franceschini. Tra le novità il recente sblocco di 12 milioni di euro destinati a opere di sicurezza per percorsi ciclabili, l’impegno a stanziare nuove risorse su questo fronte e la nascita di un tavolo per lo sviluppo, dal punto di vista turistico, del tratto Verona/Firenze della ‘Ciclopista del Sole’, il percorso ciclabile di Bicitalia che collega il Brennero alla Sicilia ed è parte integrante dell’Eurovelo 7, che permette di pedalare da Capo Nord a Malta.

Tanti poi gli obiettivi e le campagne della Fiab. Tra questi citiamo Biketowork, condotta insieme al comune di Milano, con la consapevolezza che in Italia già esistono diverse aziende che incentivano o prestano attenzione ai dipendenti che utilizzano la bicicletta, con l’installazione di strutture e servizi adeguati in azienda (parcheggio bici, locale doccia, ecc.) e la #30elode, sulla sicurezza nelle città finalizzata a limitare appunto a 30 chilometri orari la velocità massima nei centri urbani. Oltre che alla richiesta di una revisione generale del Codice della Strada appunto per rendere compatibile l’uso della bicicletta con le altre forme di mobilità. Con la presidente Pagliaccio abbiamo voluto fare il punto della situazione e dare una valutazione all’incontro che lei ha avuto con i rappresentanti dell’attuale governo in carica.

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