martedì, Ottobre 26

La politica delle facce senza politici di professione Politica oggi è porsi/proporsi come valvassore, pétit ducetto o elevatore di cosmici vaneggiamenti

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Non crediamo mai abbastanza

a ciò in cui non crediamo

(M. Conte S. 2004)

 

Nell’epoca contrassegnata dai canoni della società dello spettacolo traspare l’assenza di una politica che ha smarrito la funzione di governare i processi e formare cittadini, un luogo di elaborazione di idee e progetti per il bene comune con un ruolo di governo delle dinamiche economiche e sociali delle società ormai appaltate dall’economia. Un’assenza di quale idea di società si persegua, con quale progetto, alleanze, strategie e (solo per le vaghe anime morte atteggiantesi di sinistra) una visione, qualsiasi cosa significhi.

Magari non lontana dal senso positivo dell’ideologia che (Treccani) allude al “complesso dei presupposti teorici e dei fini ideali (finalità costitutive di un programma) di un partito, movimento politico, sociale, religioso”. Poi virata in idee astratte, prive di riscontro con la realtà, mistificatorie o propagandistiche a cui opporre una visione obiettiva (ammesso che esista l’obiettività) e soprattutto pragmatica. Molto pragmatica, forse un poco troppo oggi. Da pragmatismo ad affari, leciti o meno, è un attimo. Dismessa ormai una pratica a suo modo innovativa sorta da un campo brullo privo d’ombra argilloso, dove ombreggiava il rigoglìo fronzoso dell’ulivo…. Poi essiccatosi, e non per xilella, in un accrocchio governativo intrigato nel gioco dell’“ammazza segretari” (Pd), atteggiandosi le altre formazioni col volto ‘cesaristico’ di egolatrici leaderini negli ultimi 25 anni, cominciando con Dini, passando per Di Pietro, Mastella con la sua corte miracolistica, beccandoci il ‘macellaio’ narcisista Monti con ministra ‘piangente’ per giungere all’egolatrico pugnalatore Renzi.

Ma lo scettro alla ‘carriera’ va all’ex cagionevole di Arcore, ripresosi da misteriose turbe neuropsichiatriche che lo hanno fatto purtroppo disertare i tribunali per il processo Ruby-ter che voleva… presenziare. Passate le date di convocazione giudiziaria, il forse prossimo presidente della repubblica, già pregiudicato!, (no? Vedrete, sentite Salvini) di banane tarallucci e vino è come… rifiorito. Meraviglie di scienza magia o…? Poi c’è il figlio ‘illegittimo’ nato politicamente di là e venuto di qua con la mission non impossible di affondare i dem. Fatto, dopo il 40% delle europee lo ha affondato alle politiche con un disastroso 18%. Realizzato l’obiettivo, si dedica ad affossare il governo Conte Giuseppe 2. Quindi lascia il Pd (2 giorni dopo! Se questo è un uomo…) per poi distruggerlo, facendosi il suo piccolo feudo italo qualcosa, con suoi sodali nei gruppi parlamentari nell’odiato Pd scelti in collegi sicuri e ‘blindati’ alle politiche (vedasi Meb, Boschi, eletta in Val d’Aosta con incredulità degli elettori locali!), gestendo quindi un partito e mezzo. E per far dimettere l’’ossequioso’ Marcucci da capogruppo di qualcosa il dotto Letta ha dovuto fare una battaglia…

Perché politica oggi è porsi/proporsi come valvassore, pétit ducetto o elevatore di cosmici vaneggiamenti, come la sottospecie surreal-grottesca del grillo stra-parlante. E poi le Calende, non greche, anch’esse con voti del Pd e poi via, perché i demsono così, danno una mano, anzi se la tagliano, oltre al cervello, favorendo quelli che poi li fregano. Poi ci sarebbe il mio omonimo, ieri ‘Giuseppi’ oggi un conte dimezzato dopo l’affondamento del ‘padrone’ Grillo, sperimentando svariate posizioni… politiche piaciutegli assai, sì da aggiornare il il Kamasutra! Prima con i leghisti e pentastallati, poi ‘de-bibbianizzatisiaccalorandosi perl’uno che vale uno, poi uno che vale l’altro, tutti che non valgono nulla ma a democrazia “diretta e partecipata”, eccetto l’Elevato ex comico più uguale di tutti perché titolare del brand. Associati dove si puote e dove si vuole con gli ex grand figl.. putt., omme ‘e m…, rot..i in c..opedofili di Bibbiano piddini (questo il costrutto “politico” dei penta stallati!), poi fraterni compagnucci di cordata politica per volere padronale.

Intanto si diffonde una trimurti di destra, forma triplice dell’Essere supremo dell’Induismo, con le tre divinità di Brahma, il creatore, di Vishnu, il preservatore (qui mi astengo da battute…) e Shiva, il distruttore, che esercita il suo potere salvifico per mezzo di avatar (i cui eroi più importanti sono Ram e Krishna). Una destra post-aziendalista del padrone televisivo e giornalettiere a difesa delle aziende, morto il padrino politico, un’altra post-secessionista nazionalizzatasi con innesti di fascio-nazisti ed una terza iper-nazionalista sovranista dal sogno nero ricorrente tra manganelli saluti romani croci celtiche inni al Duce. Ma non sono neo fascisti, per carità! Esperimento politico culturale senza uguali in Europa di radicamento pseudo liberale, molto anticomunista con voglie storiche di rivincita, in un ideale repubblicano mai fattosi unità nazionale espressione di campanilismi mai antifascisti. Dinanzi a cotanta ricchezza d’intenti traspare nella politica la grottesca ricerca di un casting più ceto digerente che dirigente, per le prossime prime elezioni amministrative d’autunno post pandemia.

Diversi in vario modo e pesocon caratteristiche alquanto equivoche. Il profilo-tipo del casting: “cercasi sindaco/presidente di regione e sodali partecipanti, anche inquisiti ma non con sentenza definitiva, ché siam tutti garantisti (darebbe più fiducia ai cittadini uno senza reati, ma scarseggiano), buon collettore di voti, mazzette, affari, con competenza trasformistica pluripartito ed amicizie tra faccendieri portaborse sottopanza ministeriali-istituzionali certificabili. La conoscenza di uomini d’onore fa bonus a seconda degli appalti donati a scopo carriera personale e famiglia… oltre a ciò, conoscenza magistrati e piduisti o ‘ungheresi’, nuovo virus, o piduisti magistratizzatisi costituisceulteriore valore’ premiale”.

Pessimismo? Basta guardarsi attorno con attenzione. Dunque il tema saliente delle elezioni amministrative ha un interesse pari all’accoppiamento di due amebe, loro incensurate. Succede di tutto, specchio dello stallo di una rappresentanza politica scelta con criteri oscuri, da chi, come. In Italia come siamo messi per le grandi città? Nel campo cosiddetto, per comodità, para-progressista stiracchiano un accordo sofferto e frammentato tra Pd e ciò che è (era) il M5s, declassabile a forse 2/3 stelle neanche Michelin a seconda della probabile scissione Grilloex avvocato del popolo, ormai alla ricerca di un popolo per pochette. Dunque, a Napoli si è fatto l’accordo tra un multi ex, Manfredi, il cui appeal deprime persino gli ottimisti, ex rettore, ex ministro, post qualche cosa e pentastallati, benedetti dai voleri autoritari populistici del BdS, bifolco di Salerno il boss regionale dai poteri assoluti. Qui, in un ritorno al futuro, il neo civicoBassolino pure lui con curriculum notevole, tagliato dalPd, reo di non averlo incoronato (a 70 anni! Ma un ricambio generazionale di giovani in politica?), già bi-sindaco bi-presidente regionale, ex ministro. Insomma, una politica ferma ad anni passati, come la città. Perfetta nemesi del passato che non passa, con Napoli immobile da 20 anni, perché anche la Rosetta, e non la Stele di… vogliamo parlarne?, alfiere di un antico Pci protagonista (straordinario per il lider maximo…) politico e civile del paese, oggi con bastone incorporato tra le gambe di Manfredi per poi, vincente, magari accordarsi dopo. Ed a destra? Superfeta un altro giudice, dopo il disastro disastroso del disastrico Giggino decennale la cui possanza lascia una città informe, inutile, sporca, con piante tropicali spuntate ovunque, ‘rivoluzionario’ populista restauratore dal blaterare sommo, estensore della categoria di pizzettari e baretti, con giovini epigoni senza storia spessore qualità. E che fa il Maresca? È di destra ma non la vuole perché lo imbarazza!, anzi se ne “fotte” dei simboli, i quali offesi vorrebbero detronizzarlo.

Motivo? Vorrebbe concorrere con l’appoggio delle destre, ma in realtà si ‘sente’ un civico, perché non vuole sporcarsi,anche lui! e quindi ne soffre la presenza. Fantastique! In francese viene meglio. Ma poi, i giudici facessero se sono in grado il loro lavoro, lasciando il governo di una città non a frequentatori di pandette ma magari ad un urbanista, un politico culturalmente avvezzo, o, mi voglio rovinare!,persino un sociologo. Oddio l’ho detto, uno che sappia cosa è una polis, con i suoi meccanismi logiche strutturadinamiche scambi sociali retroterra culturali. Fantascienza. Altrove? Sempre la destra, quella che nel paese stravincerà, ha uomini senza qualità, se non pre neo o post nostalgici di viete legge ed ordine. Non hanno radicamento, perciò piacciono perché ripristinano Dio patria famiglia, roba appunto da fascismo, perché identificarsi con la medietà/mediocrità aumenta la propria autostima, per cui da quale cappello di mago estraggono i loro casting? A Milano è un disastro, ne avrebbero trovati già tanti, ma non ce ne è uno che superi la linea di galleggiamento della medietà, dell’accozzaglia, del folcloristico. Così sono rispuntati ‘anziani’ come Bertolaso, prezzemolo di ogni minestra, oppure i già cotti Albertini, oppure Lupi, oppure vattelapesca. E l’elettorato moderato che dice, si accoderà anche stavolta qui ed altrove?

E Roma? Ne vogliamo parlare? E parliamone..Risorta la virginea a cinque Raggi, Virginik!! come Diabolik, ma questi era un criminale (sarà un outing?!), ma con il terremoto stellato saranno guai, il Pd propone le Primarie che tremar il mondo fanno, avendo già deciso chi deve vincere. Così Calenda si sfila, figuriamoci se può confrontarsi con mezze figure. Chi ha vinto nella scelta semi-popolare? Ovvio, l’ex molte cose Gualtieri, serio per carità, spossato dall’aver dovuto affrontare in un agone predeterminato altri 6! figuranti. E la destra, Cardone, la destra? ( l’intimo, di sfratto). Finora conoscevo la michetta, intendo il panino peraltro milanese, da oggi abbiamo il Michetti oscuro destro anti molto, negri, froci, comunisti, ecc., scelto come, da chi? Con slogan di spessore: “in tempi di covid il saluto romano è igienico”!!Giuro ha detto così, per l’orgoglio della mini destra alla vaccinara, la Giorgia. Altro di vaga significatività? Ah sì, Bologna l’ex dotta. Faide interne al Pd convergono sul candidato scelto da Roma non in loco, con l’aggiunta della guastatrice, fedele del pugnalatore politico seriale, tra trucchi trabocchetti polemiche. Per creare scompiglio nel suo ex partito. Solita storia.

Altro territorio, la Calabria, dove il past president filo leghista, quello che “posso dire che sono ignorante in questa situazione?” corredato di anellini sciarpette, poi i froci stanno dall’altra parte! non partecipa a nulla perché “non ho tempo”!! appaltandosi la vicepresidenza manu militari, con titolarità ai forza italioti. Ed a sinistra? C’era un candidato, il partito, e come no?, gli fa la pelle e quello, Nicola Irto scelto in loco, si ritira ed allora da Roma il Boccia responsabile nazionale degli Enti locali Pd sceglie una figura innovativa. Tale Ventura imprenditrice, già ritiratasi, con il passo di lato che fa più fino, per questioni legate ad interdittive antimafia in cui sarebbero coinvolti i suoi affari imprenditoriali di colossi ferroviari per collegamentiindiretti con una ditta ricollegata al clan ndranghetaroGrande Aracri. Non male. Si sarebbe potuto magari candidare Enzo Ciconte, noto studioso storico antimafia, ma forse era troppo schierato! In questo rapido ed incompleto panorama italiano ciò che si conferma è il collasso dei partiti, la gestione di una quotidianità sempre più compromessa, senza programmi e valori alquanto sbiaditi (ma non le destre), in favore di potentati o ‘paladini’ locali o naïf per la politica oppure soldati di lungo corso ormai abbandonati in binari morti. Oppure tra le destre, la più oggettiva e desolante terra bruciata di antichi ceti politici, di persone pure degne ma poco manovrabili, e si bruciano nomi come neanche accade in un serio casting televisivo dove almeno, lì, l’audience dei tele utenti è cruciale, senza di che i programmi vengono cassati per parvità di materia. Che invece in politica è il nuovo corso di antichi riti ormai consunti. Non possiamo neanche sperare che Dio ce la mandi buona, perché, ammesso che esista, ha cose più serie di cui occuparsi, tra cui salvare le anime, molte cattoliche, tra pedofilia mondiale ed affari finanziari in Vaticano, ormai privo di alcuna superiorità morale. Per noi laici, si salvi chi può.

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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