domenica, Settembre 19

La politica contro Davigo

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Forti e mirate la parole del presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (AnmPiercamillo Davigo pronunciate nell’intervista rilasciata per il ‘Corriere della Sera‘ ad Aldo Cazzullo, dove parlando di mani pulite e della presenza della possibile presenza attualmente della corruzione in politica ha dichiarato: «Non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: “Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare”. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti». Immediati i commenti dell’opinione pubblica con il presidente della Commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferrari che dichiara all’agenzia di stampa ‘ANSA‘: «Quello che pensava Davigo a titolo personale lo sapevamo, avendolo sentito nei convegni. Che queste riflessioni le faccia da presidente dell’Anm è grave, perché è un atteggiamento di scontro fino a se stesso e di pregiudizio verso una intera classe. Mi auguro che ci sia una presa di posizione da parte della Giunta dell’Anm» e conclude: «Anche le sue parole sulle riforme, sono datate, non tengono in alcun conto le numerose leggi fatte in questi tre anni contro la corruzione: penso alla legge sul voto di scambio, al falso in bilancio, l’autoriciclaggio. Le parole di Davigo sono anacronistiche».Neppure il mondo politico tace e dal Pd David Ermini, in qualità di responsabile della giustizia all’interno del partito, afferma: «Le parole di Davigo fanno paura ai magistrati. Cerca la rissa ma non la troverà». Alle sue parole si aggiungono quelle del collega di fazione Andrea Romano che commenta: «Sembrerebbe che a Davigo sia scappata la frizione. La sua intervista è un po’ nostalgica, come se lui volesse tornare ad essere quello che è stato nel ’92, quando ha svolto una funzione diversa da quella che svolge ora. L’Italia è cambiata nel frattempo e trovo molto grossolana l’idea che i politici rubino tutti alla stessa maniera: mi auguro che la prossima intervista di sia più equilibrata perchè oggi Davigo svolge un ruolo delicato e importante come presidente dell’Anm». Decisa anche la reazione di Fabrizio Cicchitto, di Nuovo Centro Destra (Ncd), che critica le affermazioni del togato: «Per Davigo i politici sono corrotti per definizione e bisognerebbe smascherarli con poliziotti in incognito con ruolo di agenti provocatori. E’ evidente che egli fa il presidente dell’Anm per essere il Savonarola che deve rivoltare l’Italia come un calzino» e continua: «E’ evidente che Davigo ritiene che il suo ruolo di presidente dell’Anm deve essere quello di alzare al massimo la tensione fra la magistratura e la politica in quanto tale per intercettare a favore della categoria il consenso derivante dal populismo e dall’antipolitica. Allora era quasi meglio Di Pietro che dopo 3 anni di Mani Pulite ha buttato giù la maschera, ha gettato la toga alle ortiche e si è fatto eleggere per gratitudine dai suoi amici del Pds al Mugello». Diverso il giudizio della maggior parte dell’opposizione, in particolare modo del Movimento cinque Stelle con l’Onorevole Giulia Di Vita che dichiara: «Ogni momento è giusto per dire le cose come stanno, e Davigo dice la verità».

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