giovedì, Ottobre 28

La pipì rende ecologico lo Spazio Dallo spazio un insegnamento per una nuova ecologia sulla Luna, ma anche sulla Terra: l'urina come una risorsa per creare un tipo di calcestruzzo durevole per le costruzioni che si stanno progettando sul suolo lunare

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Può apparire una contraddizione: ma per quanto il mondo sembri paralizzato a causa di un corpuscolo grande tra 0,06 e 0,14 micron -misura infinitesimale-, il coronavirus Covid-19, la corsa allo spazio, all’infinitamente grande, non si ferma.

Le industrie aerospaziali oggi soffrono per i mancati incassi di alcuni clienti commerciali che si sono visti costretti a cancellare i lanci a causa del lockdown che ha tenuto fermi gli operatori. Eppure le istituzioni e le agenzie spaziali mondiali non mostrano alcuna volontà di fermare i loro piani per il futuro. Non ce n’è motivo, evidentemente e i programmi devono andare avanti. Esattamente come gli spettacoli di un enorme circo che non deve fermarsi. I programmi scientifici non devono perdere alcuni appuntamenti che fanno parte delle leggi dell’astrofisica per cui mancare una missione rappresenta dover ricominciare tutto da un punto morto, con i pianeti che si allontanano e i bersagli che non restano in linea con gli studi prefissati.

Poi c’è il prezioso capitolo delle telecomunicazioni, e mai come in questo momento si è visto quanto siano state importanti per i contatti a chilometro zero. Né secondarie sono lageolocalizzazione e l’osservazione della terra,capisaldi di una nuova vision del mondo che si sta prefigurando.

Allora, è essenziale che alcune produzioni non vengano intralciate e che si possa continuare a svolgere tutte le attività, sia pur nell’osservanza delle norme di sicurezza delle persone che vi operano. È necessario che i contratti vengano onorati e che si dia la giusta importanza agli impegni da svolgere.

E proprio in quest’ottica si sta ritornando a parlare di una programmazione più compatibile con l’ambiente.
Oggi supporre un approccio ecologico nel momento in cui si lanciano oggetti nello spazio è prematuro.
L’energia da liberare è talmente elevata che i conti con un progetto verde ancora non tornano. Alcuni passi si stanno compiendo per i vettori recuperabili, ma il discorso è più orientato ad un’economia industriale piuttosto che di alleggerimento degli impatti ambientali.

La Space X di Elon Musk e Virgin Galactic diRichard Branson hanno già realizzato prodotti interessanti con sistemi mirati al recupero parziale delle parti per un riutilizzo successivo, ma ora più fattivamente il Progress Space Rocket Center di Roscosmos sta mettendo in dirittura d’arrivo un programma di grande interesse ecologico. Almeno secondo quanto afferma il suo amministratore, Dmitry Baranov, corroborato dal direttore esecutivo Alexander Bloshenko, secondo cui il lancio del primo razzo alimentato a metano avverrà nel 2025.

Ma lo spazio può dare anche altre lezioni di ecologia.
Secondo un report dell’Agenzia Spaziale Europea, si sta studiando un metodo per riutilizzare fattivamente gli scarti prodotti dall’uomo per un’istallazione di colonie umane sulla Luna: per questo è stata presa in considerazione l’urina come una risorsa per creare un tipo di calcestruzzo durevole per le costruzioni che si stanno progettando.
Infatti, l’urea, il principale composto organico che si trova nella nostra urina, potrebbe rendere la miscela per costruire cemento lunare più lavorabile, prima di indurire e assumere la forma rigida finale per i futuri habitat lunari.
I ricercatori hanno scoperto -e ci viene da domandare come- che l’aggiunta di urea alla miscela di geopolimero lunare, un materiale da costruzione simile al cemento, funziona meglio di altri comuni fluidificanti, nel ridurre la quantità di acqua necessaria.

«La comunità scientifica è particolarmente colpita dall’elevata robustezza di questa nuova tecnica rispetto ad altri materiali, ma è anche intrigata dal fatto che potremmo utilizzare ciò che è già presente sulla Luna», commenta Marlies Arnhof, una giovanissima ricercatrice austriaca laureata in architettura, che è leader del progetto.
È stato quindi calcolato che quel litro e mezzo che ogni essere umano espelle mediamente in una giornata, potrebbe diventare un promettente sottoprodotto per l’esplorazione spaziale. Evidente quindi che la materia dovrà essere prodotta in loco. A ogni astronauta, oltre le prestazioni richieste per bonificare e rendere abitabile la Luna, sarà imposto di versare (e quale espressione migliore?) il proprio contributo se vorrà avere presto un tetto solido sotto cui riposare!

«L’urea è economica e facilmente disponibile, ma aiuta anche a produrre materiale da costruzione più solido per una base lunare», fa notare con soddisfazione la Arnhof.
Secondo il report, dopo l’acqua, l’urea è il componente più abbondante nell’urina umana e può rompere i legami a idrogeno e ridurre la viscosità di miscele fluide. L’urina contiene, inoltre, calcio, un elemento che aiuta il processo di maturazione del cemento.

Sulla Terra, l’urea è prodotta a scala industriale ed è ampiamente usata come fertilizzante industriale e come materiale grezzo da aziende chimiche e mediche. Ora, risparmiamo i lettori da un tedioso elenco di vantaggi scientificamente testati che può offrire l’urina degli astronauti e ci soffermiamo sull’utilizzo di un materiale che sulla Terra smaltiamo senza limitazioni: l’industria potrebbe trarre beneficio dalle tecniche raffinate per polimeri inorganici resistenti al fuoco ed al calore adatti per la produzione additiva e quanto potremmo imparare da tecniche che appaiono lontane e che invece potrebbero essere ritrovate ogni giorno nei servizi igienici di casa.

Ci sono ancora molti passi da compiere: uno degli argomenti scottanti che il gruppo di lavoro dovrà affrontare prossimamente è come le fibre di basalto lunare potrebbero rinforzare il cemento per proteggere la vita umana dai danni di radiazione ionizzante.

Ma è indubbio che le strade da percorrere sono numerose e che la ricerca spaziale ancora una volta traguarda i suoi obiettivi.

Un incentivo per investire nelle alte tecnologie e sostenerne il loro sviluppo, anche quando qualche malinformato si continua scioccamente a domandare a che serve andare sulla Luna!

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