martedì, Luglio 27

La partnership India-Stati Uniti secondo Rex Tillerson Il Segretario di Stato americano ha illustrato la partnership strategica dell’Amministrazione Trump al CSIS

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Il 15 agosto 2017 si è celebrato il 70° anniversario dell’indipendenza indiana ed, inoltre, si sono festeggiati i 70 anni di relazioni bilaterali fra l’India e gli Stati Uniti. E’ dal 1947 che entrambi i Paesi collaborano in nome della democrazia e di valori ampiamente condivisi, il partenariato strategico si è sempre basato su un impegno comune che rispetta lo stato di diritto, la libertà di navigazione, i valori universali e il libero scambio per una maggiore sicurezza e prosperità per i cittadini e le nazioni di tutto il mondo.

Il successo del loro ormai consolidato rapporto è dovuto ai legami nati tra i due popoli quasi un secolo fa e che proseguono tuttora. Infatti, circa 1,2 milioni di visitatori americani hanno viaggiato in India l’anno scorso, più di 166.000 indiani stanno studiando negli Stati Uniti e quasi 4 milioni di indiano-americani ‘chiamano casa’ gli Stati Uniti, contribuendo alla comunità come professionisti che hanno fatto carriera e che, con orgoglio, servono il Paese.

Per rimarcare il rapporto speciale che si è creato fra gli Stati Uniti e l’India, il 27 giugno 2017, si è tenuto a Washington, l’incontro ufficiale tra il Premier indiano Narendra Modi e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

I due leader si sono abbracciati nel giardino delle rose della Casa Bianca ed in seguito hanno rilasciato delle dichiarazioni durante la conferenza stampa nella quale ribadiscono l’unione di intenti e la loro ‘formidabile intesa’ «La massima priorità sia per il Presidente Trump che per me è quella di proteggere la nostra società dalle sfide globali come quella che riguarda il terrorismo», ha detto Modi ai giornalisti, «il nostro obiettivo è il rafforzamento dell’India e degli Stati Uniti, le due più grandi democrazie al mondo».

Continua il Presidente Trump: «l’amicizia tra gli Stati Uniti e l’India è basata su valori condivisi, tra cui la democrazia. Non molti lo sanno, ma entrambe le nostre Costituzioni iniziano con le stesse tre parole ‘We the people’».

Durante l’incontro si è parlato di argomenti ritenuti ‘strategicamente importanti’ e che sono stati poi anche quelli alla base della conferenza del Segretario di Stato Rex Tillerson, avvenuta il 18 ottobre 2017, presso il centro studi Center for strategic & international studies (CSIS), nel contesto della quale Tillerson ha tracciato il profilo di quella che lui ritiene debba essere la partnership fra India e Stati Uniti e che andrà a presentare a New Dehli la prossima settimana nel corso di un viaggio di Stato che lo porterà ad incontrare i vertici del Governo indiano.

Nell’intervento il Segretario si è concentrato sui punti chiave che caratterizzeranno la politica degli Stati Uniti in India, che ruoterà attorno all’Indo-Pacifico, la regione centrale abitata da circa 3 miliardi di persone, bagnata dall’Oceano Pacifico e dall’Oceano Indiano che, per secoli, hanno collegato i due Paesi. L’obiettivo è quello di continuare a rendere questa regione libera e aperta, sottolinea il Segretario di Stato. Tra i punti trattati da Tillerson vi sono: lo sviluppo delle relazioni economiche, il settore nucleare, l’emergenza terroristica, la sicurezza nella regione dell’Oceano Pacifico e Indiano e le energie rinnovabili.

Entro il 2050, l’India sarà la seconda potenza economica più importante del mondo e la popolazione indiana, con un’età media di 25 anni, dovrebbe addirittura superare quella della Cina entro il prossimo decennio. Per favorire l’economia dell’India, è indispensabile l’intervento mirato degli Stati Uniti, volto a garantire una maggiore connettività regionale, per rilanciare e potenziare la produzione locale.

Il mese scorso, gli Stati Uniti e il Nepal hanno firmato un accordo di 500 milioni di dollari (il primo con una Nazione sud-asiatica) per investire in infrastrutture, soddisfare le crescenti esigenze di trasporto elettrico in Nepal, e promuovere ulteriori legami commerciali con i partner della regione come l’India.

Più di 600 aziende americane operano in India e gli investimenti statunitensi sono saliti del 500 % solo negli ultimi due anni, e l’anno scorso il commercio bilaterale ha registrato un record di circa 115 miliardi di dollari. «Questi dati dimostrano come il Presidente Trump e il Primo Ministro Modi stiano ampliando le opportunità di lavoro e trovando nuovi sistemi per rafforzare le economie dei rispettivi Paesi», ha sostenuto il Segretario di Stato.

Un’altra emergenza da affrontare riguarda il terrorismo e il disordine seminato dai cyberattacchi. Trump si è sempre mostrato favorevole alla vendita di armi e l’India è il primo importatore di armi al mondo. Entrambi, quindi, devono lavorare insieme per migliorare la cooperazione tra le forze armate e per rafforzare la tecnologia militare con l’acquisto di droni, come i Guardian UAV (Unmanned Aerial Vehicle ), di missili balistici e di strumentazioni dotate di intelligenza artificiale che possano contrastare le azioni dei gruppi terroristici senza l’ausilio dell’equipaggiamento militare.

La cooperazione strategica tra i due Paesi ha l’obiettivo di mantenere e promuovere la pace in quelle zone caratterizzate costantemente da conflitti. All’inizio di quest’anno, infatti, i militari americani e indiani si sono incontrati per cercare di costituire un piano di mantenimento della pace in Africa, in Afghanistan e in Pakistan affinché i gruppi terroristici, situati all’interno delle proprie frontiere, e che minacciano il proprio popolo e la regione, vengano sconfitti. In tal modo, questi Stati garantirebbero stabilità e pace non solo per se stessi e i Paesi vicini, ma anche per la comunità internazionale.

Un altro punto fondamentale che è stato affrontato dal Segretario di Stato Tillerson riguarda la questione energetica. L’India ha enormi problemi in questo settore, non solo nell’approvvigionamento diretto dell’energia, ma anche nella distribuzione in tutto il Paese. «Gli Stati Uniti, invece, hanno investito moltissimo in questo settore, soprattutto in India», sottolinea Tillerson, «occupandosi sia delle classiche fonti di energia sia di quelle rinnovabili».

«Oggi, ciò che è importante fare», secondo il Segretario di Stato, «affinché l’India non sia più caratterizzata da un sistema chiuso, che in passato ha impedito alle aziende di investire all’estero, è l’attuazione di riforme che modifichino tale sistema».

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