mercoledì, Settembre 22

La partita del CSM field_506ffb1d3dbe2

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Piergiorgio-Morosini

Il ‘doppio voto congiunto’, Senato e Camera assieme per eleggere assieme i membri ‘laici’ della Corte Costituzionale (due) e del Consiglio Superiore della Magistratura (otto), nonostante i moniti di Giorgio Napolitano continua a registrare fumate nere. In un clima desolante, nonostante le votazioni a ripetizione. La riapertura, di fatto, della stagione parlamentare coincide quindi con la pessima immagine offerta ad una popolazione che ormai, e purtroppo, rifiuta di considerare la politica cosa nobile. Come pure è.

La partita vera, però, non è, stavolta, tanto sulla Consulta (teoricamente più importante, e con mandati più lunghi), quanto sul Csm. Con lo svolgimento del primo Plenum dell’organo di autogoverno dei magistrati, coincidente con i voti parlamentari, avvenuta senza le nomine dei nuovi membri.

Il fatto, assolutamente inedito, ha mille motivazioni. Ultima, ma non ultima, quella di ritardare l’operatività di Piergiorgio Morosini, GUP di Palermo della trattativa Stato-Mafia, eletto con grande messe di voti dalle file di Area (il raggruppamento che da Segretario di Magistratura Democratica aveva fortemente voluto e creato, coinvolgendo i cosiddetti ‘Verdi’). Per la sua capacità di mediazione e relazione potrebbe esercitare un forte peso, tanto più in corso di riforma della Giustizia voluta dal Governo

Si aprì una portiera, non ne scese nessuno…  L’addio di Luca Cordero di Montezemolo alla FCA era nell’aria, e chi lo frequenta personalmente ben sapeva che ormai da tempo si era fatto una ragione della rinuncia. Modi e tempi sono stati concordati martedì a Maranello nel faccia a faccia tra il Presidente della Ferrari e l’Amministratore delegato. Sergio Marchionne, come ultimo omaggio al nemico sconfitto, è giunto in anticipo e lo ha atteso, con insolito atto di umiltà, in cortile. E’ arrivato un prototipo Ferrari dotato del nuovo propulsore 059/3, non ancora commercializzato, si è aperta con grande eleganza la portiera, non ne è sceso nessuno. Era Montezemolo.

 

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