lunedì, Aprile 19

La Nuova IdV-M5S, il ritorno di Antonio Di Pietro? Dietro a questa operazione sembra esserci la mano diretta dell’ex magistrato Antonio Di Pietro che potrebbe riappropriarsi di quanto Grillo, a suo tempo, gli sottrasse

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Qualcosa si sta muovendo nel panorama politico italiano e i Cinque Stelle, dopo le fuoriuscite e le espulsioni di gruppo e a raffica, rischiano di vedersi costituire un clone originario grazie all’apporto determinante di quella che fu Italia dei Valori e forse dello stesso Antonio Di Pietro.

Tecnicamente ieri si è costituito un gruppo alla Camera che si chiama ‘Alternativa c’è’ con 13 adesioni: Massimo Baroni, Pino Cabras, Andrea Colletti, Manuela Corda, Paolo Giuliodori, Alvise Maniero, Maria Laura Paxia, Francesco Sapia, Arianna Spessotto, Rosa Alba Testamento, Raffaele Trano, Andrea Vallascas a cui potrebbe aggiungersi Paolo Romano. Il simbolo, secondo l’AdnKronos, dovrebbe essere una ruota dentata con dentro il tricolore. Il nome deriva per antitesi con il motto della Tatcher: ‘There is no alternative’ (per i lavoratori).

Al Senato invece, dove il regolamento è diverso, il Segretario nazionale di Italia dei Valori, Ignazio Messina, ha messo a disposizione il tradizionale simbolo di IdV per accogliere i fuoriusciti dal Movimento. Per ora si tratta di 6 senatori –dice Bianca Laura Granto– ma presto se ne aggiungeranno altri che sono in attesa dell’esito di ricorsi.

Il senatore Elio Lannutti ha guidato la trattativa. Messina ha dichiarato: “Al Senato sono pronti in 6, alla Camera in 13. Spero che questo sia solo un inizio e serva a tanti altri a prendere coraggio e a convincersi della bontà del nostro progetto, che ha un ampio respiro, non guarda solo all’oggi, alla salvaguardia di un posto per finire la legislatura, ma ha una prospettiva politica precisa, quella del futuro del Paese”.

E poi ancora: “Con Antonio siamo in buonissimi rapporti, l’ho sentito, l’ho sempre tenuto informato, per una questione di stima e correttezza. Bisogna chiedere a lui cosa ne pensi, ma credo che gli faccia piacere”.

Ed è proprio questo il punto. IdV e M5S hanno avuto una origine comune. Gianroberto Casaleggio ha fatto il sito di Italia dei Valori e ci sono state anche candidature comuni alle Europee, ai tempi di Sonia Alfano e Luigi De Magistris.

Il programma originale del Movimento fu praticamente copiato da quello di Italia dei Valori a cominciare proprio dalle tematiche ambientali ed energetiche di cui si occupava l’ex deputato Giuseppe Vatinno.

Dietro a questa operazione sembra esserci la mano diretta dell’ex magistrato Antonio Di Pietro che potrebbe riappropriarsi di quanto Grillo, a suo tempo, gli sottrasse.

Dal punto di vista istituzionale, la costituzione del gruppo di dissidenti sotto la bandiera di Italia dei Valori è poco rilevante dato che il governo Draghi è supportato da una fortissima maggioranza che va dalla sinistra alla destra, ma dal punto di vista politico il significato è notevole. Perché i voti ai Cinque Stelle, che sono stati il partito più votato nel 2018, erano stati dati sul programma originario che è stato completamente tradito visto che il comico genovese ora governa con l’ ‘odiato’ banchiere Mario Draghi, con l’arci-nemico Silvio Berlusconi e con l’odiatissimo Partito democratico (PDL – L).

Già si parla della costituzione di gruppi consiliari nelle grandi città con un progetto avanzato a Roma, dove si voterà tra poco.

Per la sindaca Virginia Raggi questo sarebbe un grosso problema in più perché la maggioranza degli elettori si sono sentiti traditi, ad esempio sullo Stadio della AS Roma in cui hanno dovuto assistere ad un clamoroso voltafaccia e nel contempo al processo penale in corso.

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