giovedì, Ottobre 21

La nuova guerra dello Stato Islamico Sotto la bandiera nera dello Stato islamico il sole è tramontato sulle donne, resta spazio solo per il buio e la disperazione

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Ora che ISIL – lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante – ha invaso con successo Iraq e Siria, dopo aver superato tutte le altre fazioni terroristiche e le milizie per poi reinventarsi come istituzione, i radicali islamici si sono sentiti abbastanza sicuri all’interno dei propri confini per rivolgere la loro attenzione alla creazione di un nuovo paradigma sociale, religioso e politico; che intendono costruire a loro immagine.

Mentre i fondamentalisti saccheggiavano e uccidevano in tutto il grande Levante, affermando la loro presenza in ogni villaggio e città sotto il loro controllo, hanno sistematicamente lavorato per abbattere i muri sociali. Praticando la regola che “per costruire il nuovo talvolta si ha la necessità di distruggere,” lo Stato islamico cerca senza dubbio di creare un nuovo ordine mondiale.

Con ISIL noto anche come Stato Islamico, che erige il suo nuovo impero del terrore, il mondo è testimone della nascita di un dogma così feroce e intollerante che i vecchi nemici hanno detto di essere disposti a mettersi insieme per combatter questo Leviatano. Nonostante la propria reticenza, gli Stati Uniti stanno valutando l’alleanza con il presidente siriano Al Assad, al fine di affrontare il male canceroso nel quale ISIL è degenerato.

Ma se le orde di ISIL si sono dimostrate implacabili nella loro barbarie, il loro trattamento delle donne si sta dimostrando il più scioccante e spregevole.

La guerra contro le donne

Mentre i radicali islamici sono sempre stati chiari nel considerare le donne come inferiori, spesso relegandoli a meri oggetti, e nella migliore delle ipotesi utile incubatori di bambini, l’incredibile brutalità e disprezzo senza precedenti di ISIL verso il gentil sesso confondono perfino il più tradizionale dei musulmani.

Come notato da Haleh Esfandiari, Direttore del Middle East Program, Woodrow Wilson Center:«Le donne sono state trattate con ferocia speciale, basata sull’interpretazione più stretta possibile dell’Islam e della legge islamica. Le donne sono considerate sia come trofei che come obiettivi di persecuzione».

In completa negazione del Corano, i sicari di IS hanno trasformato le donne in oggetti sessuali, costringendoli a compiere atti spregevoli sotto minaccia di tortura o di morte. Ragazze minorenni sono state vendute come schiavi agli jihadisti, condannate a servire e soddisfare i capricci di animali senz’anima, spogliate della loro dignità e onore.

Come riportato da Esfandieri, «Donne di tutte le età sono state violentate; donne cristiane sono state costrette a convertirsi. Nella città di Mosul, alle donne è stato ordinato di coprirsi completamente e di apparire solo in compagnia di parenti maschi. I seguaci di Abu Bakr al Baghdadi hanno anche accarezzato l’idea della mutilazione genitale femminile (MGF), e per un po’ ci sono state voci (poi smentite) che Al-Baghdadi avesse emesso una fatwa che richiedeva l’MGF per le donne di Mosul».

Commentando le atrocità di IS verso le donne, il professore di psicologia e consulente familiare dell’Università del Cairo, il dottor Waliyuddine Mukhtar, ha detto a The Levant all’inizio di questo mese di agosto, che «Le donne sotto il dominio ISIL hanno visto i loro diritti civili e religiosi emarginati ad un livello senza precedenti e sono trattate semplicemente come oggetti di piacere e di procreazione …  gli effetti di questi episodi sono distruttivi per la psiche di una donna e di conseguenza avranno un impatto negativo sulla psiche dei bambini e della famiglia in generale».

Sotto la bandiera nera dello Stato islamico il sole è tramontato sulle donne, resta spazio solo per il buio e la disperazione.

Ma se IS è stato instancabile nella sua guerra contro le donne, desideroso di umiliarle, negarle, brutalizzarle, spogliarle della loro stessa umanità e anima, ha anche lavorato per trasformare le donne in nuove armi da guerra, giocando con la psicologia della Jihad per affermare il proprio controllo.

Donne di guerra

Mentre le donne dell’Iraq e della Siria hanno visto il loro mondo sparire sotto lo stivale della nauseante interpretazione dell’Islam di Al Baghdadi, il califfo nero ha lavorato per reclutare jihadisti femminili, cercando di appellarsi agli impressionabili giovani musulmani occidentali per alimentare la sua macchina del terrore e meglio indottrinare quelli sotto il suo comando. Non contento di avere donne schiave come fossero animali, ora cerca di utilizzare militanti donne per realizzare la sua campagna di repressione. Socialmente questo è molto pericoloso in quanto significa che le donne potrebbero finire per collaborare alla propria resa in schiavitù, attraverso la coercizione e un malinteso senso del dovere religioso.

Nel mese di luglio, lo Stato islamico ha istituito due uffici incaricati del reclutamento di giovani volontari di sesso femminile per servire sia come mogli per i suoi soldati o come “agenti di sicurezza” nei battaglioni tutti al femminile.

Piuttosto che usare gli uomini per sorvegliare le donne e garantire che siano conformi alle regole draconiane di IS, gli islamisti hanno semplicemente deciso di trasformare le donne in armi da guerra radicalizzandole al punto da renderle burattini senza cervello nelle mani dei loro padroni, schiave sotto il giogo dei loro proprietari. IS propone una nuova dimensione alla sindrome di Stoccolma.

Dettagliando i metodi di reclutamento di IS, Safia Al Souhail – politica ed ex membro del Parlamento iracheno – ha spiegato «Loro [IS], i militanti, hanno creato la Brigata Al-Khansaa, composta principalmente da ragazze di età compresa tra 18 e 25 anni»

Ha aggiunto: «Ci sono anche membri maschi della famiglia dentro lo stesso corpo, che costringono le loro sorelle e figlie a sposare IS combattenti per conquistare la fiducia dei membri di alto rango dell’organizzazione, al fine di ottenere una promozione … Ci sono donne nella regione e nella diaspora incaricate di reclutare altre donne affinché possano partecipare a questo gruppo terroristico»

Fatto di usatori e abusatori di donne, IS è diventato un mostro tentacolare, le cui teste, come l’idra, continuano a spuntare velocemente man mano che vengono tagliate.

Su tutti questi orrori indicibili, è il silenzio del mondo su questo male del tempo moderno, che molti hanno trovato più difficile da comprendere, figuriamoci da approfondire.  Mentre le donne dell’Arabia sono state schiavizzate non da uomini, ma da bestie, chi romperà le loro catene? Chi parlerà nel loro nome per reclamare il loro onore?

Uomini, temete il vostro Signore che vi ha creati da un solo essere, e da esso ha creato la sposa sua, e da loro ha tratto molti uomini e donne. E temete Allah, in nome del Quale rivolgete l’un l’altro le vostre richieste e rispettate i legami di sangue. Invero Allah veglia su di voi” (Corano 4 – 1: 4).

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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