martedì, Settembre 21

La novità dell'orto sinergico field_506ffb1d3dbe2

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 orto sinergico

 

L’agricoltura italiana è una grande ricchezza economica non valorizzata opportunamente nelle sue peculiari eccellenze. Nuove proposte innovative si affacciano sul mercato economico per cambiare il modo di coltivare, conferendo una maggiore produttività. L’orto sinergico è l’originale novità dell’agricoltura italiana, capace di indicare quella straordinaria filosofia economica del futuro. Il nuovo modello di coltivazione agricola è situato nell’azienda agricola Fonteceraso, inserita nella splendida campagna della Tuscia, a Bassano Romano, in provincia di Viterbo, a pochi passi da Roma. L’orto sinergico è completamente immerso nel verde, esposto al sole per consentire alle piante un’ottima crescita, su una distesa di terra di oltre cinque ettari dove è possibile ammirare gli ulivi, i lecci, le querce, i castagni, gli olmi e altri tipi di piante. La cornice ambientale è senza dubbio il requisito fondamentale per ottenere prodotti eccellenti.  

L’orto sinergico è composto di due file di coltivazioni costruite su una base di cartone che solleva le piante come fossero due dune. Le piante, in questo modo, non sono a contatto diretto con la terra. Nei modi di agire mirati a tutelare l’ambiente e a curare la natura rientra a pieno titolo l’orto sinergico. Fonteceraso è un’azienda agricola dove sono racchiuse le meraviglie della natura perché tutto è rigorosamente pensato e realizzato secondo il rispetto dell’ambiente. Nulla è buttato o bruciato perché serve ad arricchire la terra. Come le potature degli alberi che diventano beni preziosi per produrre concime naturale, eliminando l’intervento dei prodotti contenenti la chimica. È una filosofia dell’agricoltura mirata a proteggere la natura e a garantire una qualità eccellente dei prodotti coltivati. Nell’azienda agricola c’è Matteo Geraldi, laureato in biotecnologie agrarie e industriali, attento custode del suo orto sinergico e delle sue piante, a evidenziare l’importanza della biodiversità. “Il nostro ambiente – spiega Geraldi – vuole essere naturale per rispettare la biodiversità, sempre salvaguardata con interventi di custodia dell’uomo. È un’azione fondamentale quella di proteggere la natura, coinvolgendola mediante questi comportamenti in un aspetto più generale: dal taglio della legna alla salvaguardia della fauna del bosco tramite i sentieri naturalistici”.

L’agricoltura sinergica rivoluziona il concetto antico della vecchia agricoltura, perché è un metodo di coltivazione con il quale si promuovono meccanismi naturali di autofertilità del suolo. Questa nuova tecnica di coltivazione si basa sulle intuizioni dell’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka, senza tralasciare il successivo lavoro dell’australiano Bill Mollison, uno dei pionieri della permacoltura. I due studiosi hanno cercato di conciliare i bisogni umani con quelli della natura, mediante la costituzione di un equilibrio tra ambiente naturale e ambiente antropizzato.

“L’uomo, grazie alla sua libertà di azione, può gestire l’ambiente naturale – continua Matteo Geraldi – in due modi differenti: salvaguardandolo oppure distruggendolo. Nel primo caso può custodire l’ambiente naturale, mettendo in pratica i sistemi di ingegneria naturale come i percorsi naturalistici tracciati che, inseriti in un territorio, possono essere lo strumento operativo delle aziende agricole presenti in questo percorso. Se teniamo presente la situazione agricola e sociale attuale, nella quale l’uomo è chiamato a consumare il superfluo, diviene consequenziale un’opportunità di ricerca e di sviluppo di nuove tecnologie o, meglio, di biotecnologie. Un’attenta analisi permette di ottenere il migliore strumento scientifico per trasformare gli scarti agricoli, riutilizzandoli come fonte energetica rinnovabile e come compost da recuperare, all’interno delle società agricole che vorranno adottare questo nuovo sistema agroindustriale. Tutto ciò permetterà alle aziende che sposeranno questa filosofia di diventare i veri motori del nuovo sviluppo economico del nostro Paese”.

L’orto sinergico rientra nell’innovativo modo di concepire l’agricoltura con radicali cambiamenti filosofici della lavorazione. Il costante richiamo è verso la sostenibilità ambientale per adattare l’agricoltura nel nuovo contesto economico e sociale del terzo millennio. Non sono da tenere in secondo piano i sicuri vantaggi del nuovo scenario economico.   C’è un forte e crescente interesse riguardante la sostenibilità ambientale già ampiamente anticipata da Lester R. Brown, presidente dell’Earth Policy Institute, organismo di ricerca interdisciplinare. Brown delineò, nel lontano 2002, nel suo libro Eco-economy, Editori Riuniti, interessanti spunti di riflessione sulle inevitabili esigenze dell’attuale società, le quali impongono scelte radicali per salvaguardare l’ecosistema. 

La situazione economica e ambientale non può attendere altri anni ma deve avere opportune e adeguate risposte in tempi rapidi. Brown affronta il problema senza mezzi termini, indicando soluzioni in grado di arrecare un sostanziale beneficio agli uomini in termini di benessere ambientale. La sua minuziosa analisi si sofferma soprattutto sull’importanza della rivoluzione energetica da tradurre in nuove opportunità di lavoro.

“I vantaggi del nuovo paradigma economico dell’agricoltura – sostiene Geraldi –  favoriscono la creazione di nuovi posti di lavoro, a seguito della filiera corta integrata tra le aziende, gli Enti locali e lo Stato. Non è da tralasciare il riutilizzo degli scarti agricoli tramite la formazione di nuovi prodotti da immettere sul mercato come beni green, vendibili nel contesto sociale. Il grande ostacolo da superare risiede nella realizzazione, non facile, di un vero e proprio ponte culturale tra due mentalità completamente differenti che hanno gli agricoltori dell’attuale epoca storica”.

Si prospetta nel futuro un’interessante sfida economica per l’agricoltura italiana, capace di aumentare quella competitività e quella produzione da valorizzare nel terzo millennio. Per l’Italia è un’opportunità da perseguire costantemente, senza dimenticare il contesto europeo dove il Bel Paese vanta un assoluto primato nel settore economico dell’agricoltura.

 

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