giovedì, Giugno 17

La notte dei falliti tra Ankara ed Istanbul Dal Golpe nuova vita per il Presidente Erdogan. Cause e ragioni di una disfatta evitabile ma voluta?

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Mentre l’Europa cercava di rimettere insieme i cocci di una Francia nuovamente sprofondata nel baratro terrorismo la rinomata tendenza della Turchia per i colpi di Stato militari si è riaffacciata prepotentemente sulla scena internazionale. La situazione politica del Paese ristagna in un clima di generale malcontento da qualche anno ed il drastico cambio di rotta nella politica estera aumenta la pressione sul Governo di Recep Tayyip Erdogan. L’attentato di qualche settimana fa, ancora senza un vero responsabile, incrina i rapporti con le frange estremiste dell’IS, supportate in modo non troppo discreto, e porta all’esasperazione i soldati, molti dei quali vivono una situazione di enorme stress al confine con la Siria.

Per Erdogan si è palesata la resa dei conti con il laico Esercito turco che ha organizzato un Colpo di Stato nel silenzio delle camere governative, un nuovo nemico per Ankara di cui potevano fare a meno e dei nuovi ‘Traditori’ da punire. La storia ci insegna che le stanze del potere in Turchia potranno anche essere silenziose ma sicuramente ascoltano bene ciò che accade tra le loro mura, un Golpe come questo  -giusto o sbagliato che esso sia- rappresenta l’estrema ratio di una Forza Armate al limite.

Se fosse riuscito sarebbe stato un successo, fallendo sarà la tomba di molti e un monito per le generazioni a venire. Così è stato nella lunga notte dei falliti che si snoda tra Ankara ed Istanbul, un colpo di Stato gestito in modo immaturo e logisticamente scarso, da un apparato militare che nonostante le avversità rientra comunque in standard di efficienza soddisfacenti. Nelle prossime pagine si cercheranno di analizzare i punti salienti e di metterne in luce le difficoltà organizzative e tattiche.

La prima considerazione che bisogna fare è che per gestire un golpe in un periodo di forte interconnessione come quello moderno è assolutamente necessario controllare i social media ed internet, oltre ai principali canali di informazione tradizionali. Alle 10.50 Twitter e Facebook smettono di funzionare, dieci minuti dopo anche youtube viene oscurato. La gestione delle informazioni è vitale perché, soprattutto all’inizio delle operazioni, non venga innescato un flusso di notizie allarmanti che possono creare rallentamenti nello svolgimento delle operazioni. Quando i social media sono posti sotto il controllo dei golpisti, le attività militari tra le strade delle città sono già in atto da almeno un’ora.

In Italia si iniziano a ricevere i primi messaggi frammentati dalla Turchia dove voci sempre più insistenti parlano di aerei da combattimento F16 turchi in volo basso sulle città di Ankara ed Istanbul. Dopo gli F16 si aggiungono al primo schieramento gli elicotteri, ed infine, a completare il quadro, le prime immagini dei carri armati che si mescolano nella normalità di una serata d’estate nella capitale turca. La lunga notte di Ankara è appena iniziata, e con essa il quarto golpe militare della storia del Paese.

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