mercoledì, Aprile 21

La nipotina di Erdogan field_506ffb1d3dbe2

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defne

I fatti di questi ultimi decenni dimostrano che anche la saggezza popolare diventa obsoleta, quando è cristallizzata nei proverbi. Alle vostre nonne potete rispondere che state vivendo tempi che voi umani…, dunque anche i proverbi, distillato della saggezza dei secoli, devono cedere il passo alla modernità. Prendete ad esempio la vecchia massima partenopea – e perdonatemi se uso parole che fino ad un po’ di tempo fa, sulle labbra di una vera signora erano impensabili – ‘Cummannà è meglio che fottere’.

Basta riandare con la mente a fatti anche recenti e si constata che l’ascesa al potere, per certi personaggi di sesso maschile, ha come effetto collaterale la lievitazione di appeal di uomini che, in altre circostanze – che so, se avessero fatto gli uscieri o i netturbini – le bellone che si accompagnano a loro non avrebbero preso in considerazione neanche per un sorriso o un ‘buon giorno’.

Vabbé, direte voi, da che mondo è mondo, il profumo dei soldi e del potere è una calamita (ed una calamità). Ma allora delle due l’una: o, per attenersi all’ammonimento del proverbio i potentiores, si danno all’ascesi (e così appariva nei primi, mitici anni della Repubblica), o se ne impippano del comparativo e comandano e si danno a quell’altra attività in eguale misura.

Tre periodi, anche piuttosto complessi, mi sono serviti per arrivare al punto, ovvero alla notizia hot che mi ha ispirato tutto questo po’ po’ di ragionamento: (condizionale in canna) circolerebbe un video a luci rosse che vedrebbe quali protagonisti il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e una brunona che ridarebbe vigore anche all’ormai impolverito Giustiniano I, spazzando via l’appeal dell’irresistibile Teodora: Defne Samyeli, ex miss Turchia.

Pare che il presidente, consapevole della notizia bomba che si sarebbe potuta diffondere nel web, anche se avesse ammutolito i media tradizionali, nella notte fra giovedì e venerdì scorsi, abbia d’imperio – lui può – fatto oscurare Twitter, giustificando il fatto con l’alibi  che si trattava di una misura preventiva, per evitare che il social diventasse ‘strumento di diffamazione sistematica’. Si vede che il premier turco, da sessantenne non nativo-digitale, si era illuso, con questa mossa, di stroncare sul nascere i gossip su questa sua relazione pericolosa. (perché non ci aveva pensato Hollande?)

Il fatto si è risaputo lo stesso e lui non ha potuto, dato il materiale bollente in questione, neanche associare la figura di Defne ad una persona frequentata innocentemente, in quanto nipotina di un certo Innominato. Il che, magari, poteva anche ritornare utile come alibi, ma le scene inequivocabili non aiutavano e lei stava giusto mettendo in pratica le Mille e una notte… Che il bunga bunga sia contagioso? Okkei, Recep gioca in casa perché dalle parti sue, di harem si dovrebbe avere una vasta cultura, trasmigrata in Har(d)core solo in tempi moderni.

Tenete conto che fra i due vi è una frequentazione di lunga data, tant’è che, come si dice dalle parti mie, sono persino ‘compari’, in quanto, allorché il Gran Maestro del Bunga Bunga era in servizio, il 10 agosto del 2003, si recò a fare da testimone alle nozze di Bilal, figlio 22enne del collega turco, per di più nella veste di unico politico straniero a partecipare alla cerimonia. Non abbiamo dimenticato, però, che si fece conoscere anche quella volta, commettendo una gaffe che rimarca quanto fosse in…governabile. Dimentico di trovarsi di fronte a una sposa musulmana – oltretutto, poverina… minorenne, perché appena 17enne – le fece (anzi, tentò di farle) il baciamano, lasciando tutti di sasso. E non commise lo sgarro neanche fra pochi intimi, bensì davanti ai 14mila invitati alla cerimonia. Di tutte le gaffe da lui commesse, questa è certamente veniale, ma connota il personaggio, che manca di qualsivoglia attenzione alle altrui culture, tradizioni, cerimoniali, elemento irrinunciabile per uno che voglia fare il premier anche delle isole Fiji.

Ma torniamo ad Erdogan, che è lui, ora a trovarsi nelle pesti, in quanto non ha una sexual guard come Francesca Pascale e, dunque, incorre in scivoloni fatali. Chissà se non abbia un obiettivo distraente, rispetto a questo affaire porno, l’episodio, avvenuto quasi in contemporanea all’oscuramento di Twitter, dell’abbattimento di un caccia siriano da parte dell’aviazione di Ankara, in una zona di confine fra i due Paesi. I turchi sostengono che l’aereo di Damasco abbia sconfinato; gli avversari, invece, ribadiscono che l’azione ‘di guerra’ sia avvenuta nel loro spazio aereo, mentre erano affaccendati a bombardare i ribelli al regime di Bashar che si stavano misurando con le forze lealiste per il possesso dell’area di Kassab.

Si tratta di un incidente grave, che potrebbe alzare la pressione dei rapporti fra i due Paesi e, dunque, indirizzare l’opinione pubblica, piuttosto che sulle evoluzioni erotiche del premier, sul precipitare verso il crinale di un’aperta belligeranza. Proprio quello che ci voleva per togliere le castagne dal fuoco a Erdogan che, dopo il fallimento dell’imbavagliamento di Twitter, aveva bisogno di un’immediata manovra diversiva.

 

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