sabato, Maggio 15

La NATO del futuro secondo ‘l’imbarazzante’ Trump

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La Nato del futuro, secondo il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrà essere focalizzata su terrorismo e immigrazione e dovrà fronteggiare «le minacce dalla Russia». Questo il profilo dell’Alleanza tracciato ieri da Trump, parlando all’inaugurazione del memoriale dell’11 Settembre nel nuovo quartier generale della Nato, a Bruxelles, nel contesto del vertice dei 28 capi di Stato e di Governo della Nato, il primo per il nuovo Presidente americano.
E, in quanto alla cassa, Trump, come ci si attendeva, è stato chiarissimo: «I membri Nato devono contribuire con la loro giusta quota», «devono aiutare a livello finanziario», ha detto il Presidente. E, ancora come previsto, il nuovo Presidente USA non ha fatto alcun riferimento all’Articolo 5 -quello attinente alla mutua difesa collettiva-, parte integrante del trattato sottoscritto dai Paesi Nato, che ha più volte evitato di riconoscere pubblicamente.

La risposta degli alleati e stata pronta. La Nato «ha concordato un piano di azione per aumentare gli sforzi contro il terrorismo. La Nato diventerà un membro a pieno titolo della coalizione globale anti-Isis», il che «non significa che sarà coinvolta in operazioni di combattimento», bensì «l’alleanza atlantica aumenterà il suo sostegno alla Coalizione, con i piani di sorveglianza Nato Awacs per migliorare la gestione dello spazio aereo». Così il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, a Bruxelles, al termine del vertice. I leader della Nato hanno anche accettato di fare di più per assicurare una condivisone più equa dell’impegno di risorse finanziarie, ha assicurato il Segretario Generale.  «Ventitré dei 28 Paesi ancora non pagano quello che dovrebbero pagare per la propria difesa. Questo non è giusto per il popolo e i contribuenti degli Stato Uniti e molti di questi Paesi ci devono un sacco di soldi», aveva detto nel suo intervento Trump. «Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno speso per la difesa più di tutte le Nazioni Nato messe insieme. Dobbiamo riconoscere che di fronte all’aumento dei costi e delle minacce, anche il 2% del Pil non è sufficiente. Dobbiamo recuperare gli anni persi, il 2% è il minimo per affrontare le minacce reali e terribili di oggi». Su questa stessa linea la premier britannica Teresa May, che ha detto: «Siamo orgogliosi, come Regno Unito, di raggiungere l’obiettivo di spendere il 2% del nostro Pil per la difesa e il 20% del nostro bilancio di difesa sulle attrezzature», «le altre Nazioni devono essere disposte a prendere le responsabilità, che includono anche più investimenti nella difesa».
Stoltenberg ha ottenuto dagli alleati l’impegno a presentare dei piani articolati nazionali per l’incremento della spesa militare, da verificare annualmente, verso l’obiettivo del 2%. Questi piani verranno presentati per la prima volta a dicembre ed esaminati dagli alleati a febbraio 2018. L’impegno è quello di andare ‘verso’ il 2% del Pil e non obbligatoriamente di raggiungerlo.

Cassa a parte, le decisioni più importanti prese a Bruxelles riguardano la lotta al terrorismo, e il nuovo ruolo che l’Alleanza atlantica si appresta ad assumere, aderendo formalmente, come membro a pieno titolo, alla Coalizione anti Isis.
Ciascuno dei 28 Paesi dell’Alleanza fa già parte a titolo individuale della coalizione che conduce i raid aerei contro l’Isis in Siria e in Iraq, ma la Nato in quanto tale era finora restata fuori, pur fornendo un parziale sostegno ai sui membri con la sorveglianza dello spazio aereo da parte dei suoi aerei Awacs (‘radar mobili’ in grado di controllare un raggio di 400 chilometri, sorvolando la Turchia e il Mediterraneo). Il fatto che la Nato siederà ora ai tavoli e in cui si pianificano le operazioni della Coalizione fornisce un’opportunità per una partecipazione più diretta dell’Alleanza, anche se qualunque nuovo passo in questa direzione dovrà essere approvato dall’unanimità da tutti e 28 gli alleati.
Per ora, verranno soprattutto incrementate le attività di ‘training’ delle forze locali (non solo militari, ma anche apparati di intelligence) e il sostegno alla stabilizzazione e ‘capacity buliding’ negli Stati in ricostruzione dopo la fine dei conflitti. E, soprattutto, verranno aumentate le ore di volo degli Awacs sullo Turchia e nello spazio aereo internazionale sopra i Mediterraneo, con l’impegno della Nato a rifornirli di carburante in volo. Il controllo dello spazio garantito dai radar volanti diventerà una vera e propria gestione del traffico aereo, più efficace, nella regione in cui infuria il conflitto. Anche se, viene precisato, gli Awacs non parteciperanno alle operazioni di individuazione e puntamento degli obiettivi attaccati dagli aerei della Coalizione.

Il summit ha poi adottato un piano d’azione che prevede una serie di altre misure per intensificare la lotta al terrorismo. Stoltenberg ha annunciato anche la creazione, nel quartier generale dell’Alleanza, di una nuova cellula di condivisione delle attività d’intelligence, in particolare riguardo alle informazioni sui foreign fighters  e la nomina di un coordinatore delle attività antiterrorismo della Nato.

Stoltenberg, rispondendo ai giornalisti alla fine del summmit, ha assicurato che Trump è impegnato pienamente nella Nato e nel rispetto dell’articolo 5 sulla difesa collettiva, così come in seguito hanno fatto altri leader europei, mostrando di ‘incassare’ bene tutto di questa prima uscita europea del tycoon. I media americani tutt’altro, anzi, hanno subito ben evidenziato lo sgarbo di Trump.
Il Wall Street Journal’ nota che la mancanza di un’approvazione esplicita dell’articolo 5, ha lasciato i diplomatici europei sgomenti, alimentando le tensioni che erano sorte durante la campagna presidenziale dello scorso anno.
Trump’s behavior at NATO is a national embarrassment’, ha titolato, in un editoriale il ‘Washington Post’, sostenendo, tra il resto, che «Se prima gli alleati della NATO erano nervosi sull’impegno degli Stati Uniti nei confronti dell’Europa, ora devono essere fumanti». Trump sembrava essere molto più amichevole e rilassato tra i sauditi e gli altri leader del Golfo che con tra i nostri alleati europei, nota l’editorialista Karen Attiah.  Ovviamente, prosegue Attiah, Trump è rimasto incantato dall’ospitalità del regno, ma l’ospitalità e i soldi sauditi non possono far dimenticare che l’Arabia Saudita alimenta il terrorismo wahabita, per non parlare delle decapitazioni pubbliche, e del fatto che sta mettendo in ginocchio lo Yemen. A poche ore dal peggior attacco terroristico della storia britannica, Trump si dimostra più a suo agio nell’elogiare autocrati e governi estremisti che aiutano ad alimentare violenze e conflitti, «uno schiaffo nei confronti dei nostri alleati liberali in Europa. Forse la prossima volta, la NATO dovrebbe servire la torta al cioccolato, dare medaglie d’oro, impressionare Trump con sfere brillanti e fare la danza della spada. Oh, e (cacciare) 100 miliardi di dollari. Ma seriamente, per chiunque si preoccupi della leadership globale dell’America e del futuro dell’Europa, il comportamento di Trump al vertice NATO è stato imbarazzante».

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