lunedì, Agosto 2

La musica va in “una direzione” field_506ffb1d3dbe2

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X Factor è il programma che scopre nuovi talenti rappresentando per molti giovani il trampolino di lancio per entrare nel mondo della musica, il sogno che permetterà di realizzare i desideri di celebrità, di visibilità, inculcati da un modo distorto di intendere la musica.

Il programma, ideato dall’inglese produttore discografico Simon Cowell, la cui prima edizione realizzata in Gran Bretagna risale al 2004, è divenuto un fenomeno mondiale, diffuso in EuropaAsiaAfrica e America del Sud. Consiste in una gara tra giudici, ognuno a capo di una categoria di aspiranti cantanti, suddivisi in singoli, gruppi ed over 25 anni. Dopo le selezioni e la fase finale al vincitore andrà un contratto con la casa discografica principale di ogni nazione. Spesso i partecipanti sono alla prima esperienza musicale, alcuni di loro senza studi musicali alle spalle o l’avere acquisito esperienza di fronte al pubblico.

I giovani che vedono in X Factor l’unico modo di entrare nel mondo della musica o dello spettacolo sono quelli che non vogliono passare per la “gavetta”, il farsi le ossa cantando nei locali spesso con ingaggi al minimo salariale, che non copre le spese ma che rappresenta un prezioso investimento di esperienza con il pubblico facendo conoscere il proprio stile musicale.

Nel mondo della musica, gli addetti ai lavori guardano con severità il programma, perché offre un’immagine distorta del fare musica. La professionalità di un musicista deriva dagli anni trascorsi a suonare nei locali, la tenacia nel non scoraggiarsi alle prime defaillance, il crescere come professionista e come persona, acquisendo le regole del mondo musicale.

In Italia sono saliti alla ribalta passando per X Factor diversi cantanti come Giusy Ferreri, Marco Mengoni, Noemi, Chiara, Francesca Michielin, solo per citarne qualcuno,  ma i tantissimi che hanno pur vinto non sempre hanno ricevuto attenzioni e fortuna sperata. Osservando il fenomeno mediatico che ha accompagnato i vincitori del programma e la celebrità che ne è derivata, si può ben comprendere perché tanti giovani affollano, con file interminabili, le selezioni per questo tipo di programma.

Prendendo l’edizione X Factor UK del 2010, si può constatare la macchina dello show-business all’opera, su cinque ragazzi scartati alle selezioni singolarmente, che non sono sfuggiti all’occhio esperto di Simon Cowell che ha avuto l’idea di metterli insieme come gruppo facendoli ripresentare nella stessa edizione. La trasformazione ha prodotto i ONE DIRECTION, una band anglo-irlandese formata da Niall Horan ( irlandese), Zayn Malik, Liam Payne, Harry Styles e Louis Tomlinson.

C’era nell’aria il vuoto generazionale nelle giovani fans, una fetta di mercato che seguiva  singoli cantanti come Justin Bieber, Kate Perry, Demi Lovato. Mancava il gruppo, mancava il sogno, dove le giovanissime potessero essere folgorate dedicando energie e cuori, nonché cospicui investimenti economici tra merchandising e dischi.

Il sogno dei Beatles appartiene ad una generazione ormai lontana: dopo di loro altri gruppi hanno conquistato i cuori delle giovanissime fans, ricordiamo negli anni Ottanta i Duran Duran, nei Novanta i Take That, ma questo gruppo, grazie alle possibilità di comunicazione che offre Internet, sta facendo sgretolare tutti i record precedenti.

La mente di Simon Cowell, unita alla organizzazione della Modest Managment, ha dato vita al fenomeno dei One Direction. I cinque adolescenti (tutti minorenni tranne Louis Tomlinson) sono stati subito scritturati dalla casa discografica Syco di Simon Cowell con un contratto di 5 anni e del valore di 2 milioni di sterline, mentre la compagnia-manager della band è la Modest Management con un contratto di 6 anni.

Nella settima edizione di X Factor UK iniziata il 21 agosto 2010 e terminata il 12 dicembre 2010 arrivano terzi come gruppo, ma la fama era già iniziata. Harry Styles uno dei componenti della band ha espresso questo commento dopo la firma con la Syco«Noi volevamo vincere ed essere arrivati terzi per noi è stata una grande emozione, quindi pensate a quanto fu incredibile per noi quando Cowell ci disse che la nostra vita stava per cambiare! Era strano. Fare la nostra prima audizione per poi arrivare al contratto con la Syco, è un grande viaggio». 

Nelle parole piene d’entusiasmo del ragazzo giunto alla svolta della sua vita, si possono leggere i sogni di gloria che accomunano i tantissimi partecipanti alle selezioni dei programmi che si svolgono nei vari paesi del mondo. Nel loro film-documentario dal titolo ‘This is us’ diretto da Morgan Spurlock, descrivono come già al termine di quella edizione del 2010 le fans iniziavano a moltiplicarsi, all’inizio solo un centinaio per elevarsi esponenzialmente con il passare dei mesi. 

Il loro primo album dal titolo ‘Up All Night è stato registrato in studio all’inizio del 2011, al termine della finale di X Factor 2010 e pubblicato nel novembre 2011 in Irlanda e nel Regno Unito attraverso la Syco Records e il 13 marzo 2012 nel Nord America attraverso la Columbia Records. L’album è schizzato alle prime posizioni in tutto il mondo, collocandosi al terzo posto come album di debutto nella classifica UK, mentre negli Stati Uniti ha realizzato il record del maggior numero di copie vendute nella prima settimana, rendendo i One Direction il primo gruppo britannico a realizzare l’impresa con un album di debutto.

Il fenomeno ONE DIRECTION era iniziato e dopo quattro anni sembra ancora non subire alcuna flessione. La particolarità del messaggio dei cinque ragazzi è chiaro: niente sesso-droga e rock ‘nroll, ma sentimenti delicati come l’amore ed il suo fiorire, la bellezza delle adolescenti, un mondo tutto cuore-amore-problemi adolescenziali.

La macchina operativa del merchandising si era attivata unitamente alla sapiente organizzazione manageriale che gestiva le uscite ed i concerti. La tecnica consiste nell’impedire l’abbassamento del livello d’attenzione da parte delle fans, operato attraverso l’annuncio di un evento con cadenza bimensile. Seguendo questo schema sono stati annunciati: i video che anticipavano l’uscita del successivo album discografico, l’annuncio di un tour mondiale  o l’uscita stessa del disco, addirittura una giornata interamente dedicata alla formazione come il ‘1D DAY’ un evento globale di streaming di 7 ore di diretta che si è tenuto il 23 novembre 2013. La band si è adoperata in azioni umanitarie e l’incisione di un brano per beneficenza (One Way or Another), ricevendo alla fine del 2013 come la nomina tra le 20 celebrità che hanno avuto un reale impatto con le loro azioni di generosità dall’organizzazione mondiale DoSomething, che si occupa di organizzare e promuovere campagne di beneficenza a livello internazionale

Le tappe sono serratissime, i cinque ragazzi sono vivono giorni di gloria spendendo molte energie, che la giovane età permette loro, ma gli impegni sono così tanti che vivono quasi come in regime militare. Nel film-documentario, la madre di Harry Styles ha sottolineato che dalla firma del contratto ha potuto incontrare il figlio solo molti mesi dopo, contabilizzando che nei successivi due anni ha potuto goderne la presenza per un totale di circa 15 giorni. Soprattutto traspariva la preoccupazione per il dopo, cioè cosa avrebbe prodotto sui loro figli il termine della notorietà, la fuoriuscita dalla vita convulsa di questi anni, che li ha travolti.

Il gruppo ha finora pubblicato tre album ‘Up all Night’ (2011), ‘Take Me Home’ ( 2012), ‘Midnight Memories’ (2013), oltre ad un film-documentario ‘One Direction: This Is Us’ distribuito nei cinema internazionali dal 29 agosto 2013.

Le fans mondiali si sono organizzate sul social Facebook creando pagine dedicate ai loro idoli, creando racconti chiamati FAN-FICTION i cui protagonisti sono a turno Harry, Zayn, Liam, Niall, Louis. Non si sono limitate a questo, hanno  inventato un linguaggio che descriva i loro stati d’animo e le loro emozioni. Nascono così i termini come: sclero (perdo la testa), “piango arcobaleni” oppure  “piango elefanti” (talmente emozionata che non mi sembra vero), “m’è finito un panda nell’occhio” (per l’emozione nel vedere una immagine dei loro idoli).

Il fenomeno 1D coinvolge anche i genitori costretti ad ascoltare il martellamento continuo tra musica e gridolini, a sovvenzionare abbigliamento ed accessori, nonché all’acquisto del biglietto per i loro concerti. L’argomento dei concerti merita una considerazione a parte. Nel 2013 la band si è esibita per la prima volta in Italia con un due serate il 19 maggio all’Arena di Verona ed il 20 al Mediolanum Forum di Assago, con i biglietti terminati dopo mezz’ora dall’apertura della prevendita iniziata alle ore 10 di sabato 3 novembre 2012,ben 35mila tickets. La stessa Live Nation, società organizzatrice del tour europeo One Direction 2013 ha dovuto annunciare il soldout per non alimentare speranze inutili per chi non fosse riuscito ad accaparrarsene almeno uno.

Coloro che hanno provato ad acquistare il biglietto dopo tale data hanno trovato prezzi di bagarinaggio intorno ai 250 euro. Le migliaia di giovanissime hanno mal digerito l’occasione sfumata occasione di assistere dal vivo ad una esibizione dei loro beniamini, strappando ai genitori  la promessa di poterli vedere al successivo tour.

Un gustoso articolo sul fenomeno One Direction apparso sul ‘Sole24ore’ del 2013 a firma di Marco lo Conte dopo la prima invasione del gruppo, cerca di dare indicazioni ai genitori delle giovanissime fans. Adottando una strategia antica : « se non riesci a combatterli, unisciti a loro».

Ma spesso è davvero tutto inutile, non si riesce a fermarle! Successiva al tour italiano l’uscita nelle sale cinematografiche del loro film-documentario ‘This Is Us’ in 3D, una sorta di contentino per le fans di tutto il mondo che non sono riuscite a vederli in concerto. In lingua inglese con i sottotitoli in italiano, la pellicola è accompagnata in ogni sala nella quale è stata proiettata, da un sottofondo continuo di grida, spesso di volume più alto rispetto al sonoro del film. Ogni immagine, ogni parola sottolineata da un boato. Mentre le adoranti seguaci della band bevevano senza sosta le immagini, alimentandone l’attaccamento, i pochi adulti in sala scuotevano la testa leggendo ben altro rispetto al pubblico minorenne della sala. Il film-documentario narra la storia del gruppo a partire dall’edizione 2010 di XFactor UK fino al tour mondiale ‘Where We Are’ scandendo tra le immagini il resoconto delle marce forzate durante i concerti, il sonno nel bus di trasporto, le registrazioni con tempi ristrettissimi, il dover visitare la località del concerto mascherati per non essere riconosciuti e soltanto per poche ore. Toccanti le testimonianze dei genitori, in particolar modo quella del padre di Liam che evidenzia la perdita della crescita del figlio, la mancanza di potergli stare accanto nel momento più importante della sua vita, mentre la madre di Harry si dice in attesa di raccogliere i cocci del figlio quando tutta questa storia finirà: « Solo che non finisce».

Nel 2014 in Italia le date dei concerti sono aumentate man mano che i biglietti andavano esauriti. Inizialmente la sola data prevista era quella del 28 giugno a Milano, alla quale si è aggiunta quella del 29 sempre a Milano ed infine quella del 6 luglio a Torino. Sembra che le fans italiane possano ritenersi soddisfatte, in quanto sono riuscite tutte o quasi a coronare il loro sogno nell’assistere all’irrinunciabile concerto dei 1D.  La Modest Managment non ha predisposto alcuna conferenza stampa, il gruppo non si è concesso alla stampa italiana, impossibile avvicinarsi ai divi.

Il fenomeno mondiale degli One Direction, oltre all’attenta e sapiente organizzazione, può avvalersi di brani  a misura di adolescente, difatti il messaggio musicale è rivolto alle giovani e viene ricevuto a pieno campo dalle fans che fanno schizzare le vendite dei dischi ai primi posti delle classifiche.

Molto distanti dalla notorietà dei Beatles, che hanno contribuito a scrivere la storia della musica con i loro testi innovativi per l’epoca, con ripercussioni sul comportamento dei giovani rendendoli visibili agli occhi di una generazione precedente che proveniva dal secondo conflitto mondiale. La loro influenza si è manifestata nel settore musicale dalla canzone d’autore a quella leggera, nel mondo dell’arte dove i  fab four  ovvero i favolosi quattro, i baronetti dettavano le leggi della moda e dello stile beat.

La domanda che non può essere posta direttamente agli interessati riguarda come si vedono tra dieci anni, se i testi dei loro brani subiranno una variazione dettata dalle regole del tempo trattando temi più consoni a uomini ormai trentenni? Hanno raggiunto quella maturità musicale e professionale che potrebbe renderli indipendenti autoproducendosi come band?

Come introiti la band si colloca tra i gruppi più ricchi della storia della musica britannica con un patrimonio procapite di 14 milioni di sterline a testa, per un totale di 70 milioni di sterline secondo Nick Garfield, presidente dellaSony Music Entertainment.

Resta il fatto che i contratti sono in scadenza e nell’attesa di conoscere l’esito della loro riconferma, (del resto chi vorrebbe privarsi della gallina dalla uova d’oro), non resta che ascoltare pazientemente i gridolini delle fans ogni volta che appaiono in televisione o verrà annunziata qualche novità.

 

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