domenica, Dicembre 5

La musica che piaceva a Dante

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Era l’ 8 settembre 1296 quando veniva posta, sulle rovine dell’antica chiesa di S. Reparata, la prima pietra per la realizzazione della Chiesa di S. Maria del Fiore, ovvero il Duomo di Firenze. Opera che si concluse 150 dopo (e che comprende il campanile di Giotto e la Cupola del Brunelleschi). Nelle intenzioni dei fiorentini e, in particolare delle Arti Maggiori, che rappresentavano la potenza economica e politica della Firenze del tempo, la nuova cattedrale doveva essere – e lo divenne – la più grande, per dimensioni, mai realizzata fino ad allora. E per dar vita a questo ambizioso progetto che si inseriva in quel grande piano di trasformazione ed ampliamento urbano della città che ne ha definito i confini fino alla metà dell’Ottocento (al periodo di Firenze Capitale), l’incarico fu affidato ad Arnolfo di Cambio, il quale ne disegnò una pianta che potesse contenere fino a 30 mila persone. In quegli stessi anni ( 1298), Arnolfo predispose anche l’edificazione di Palazzo Vecchio, il potere civico della città. I due monumentali edifici che contrassegnavano il cuore della religiosità e il centro del potere politico, portavano la firma di colui al quale si deve l’idea della grande città frutto e immagine della prosperità dei suoi abitanti e delle loro attività imprenditoriali: al passaggio del secolo, infatti, la produzione e trasformazione della lana e dei tessuti impiegava ben 30 mila persone, su una popolazione di 70 mila, e vantava numerose attività commerciali e bancarie, che facevano di Firenze una delle più importanti città europee. Altissima la sua organizzazione civile con scuole alla portata di tutti i bambini, istituti superiori di grammatica, retorica e algebra e numerosi ospedali. Oltre ad Arnolfo (e a coloro che ne proseguiranno l’opera), altri artisti fiorentini esercitarono un influsso enorme nei centri culturali della penisola: Giotto e Dante.

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